di
Salvo Fallica
Dopo l’aumento dell’attività vulcanica degli ultimi giorni, l’autorità che gestisce l’aeroporto Vincenzo Bellini di Catania ne ha disposto la chiusura fino alla mattina dell’11 agosto
Blocco totale all’aeroporto internazionale Vincenzo Bellini di Catania sino a domani mattina a causa della cenere vulcanica che è diventata un incubo per viaggiatori e turisti. Dopo lo stop ai voli in arrivo nella giornata di oggi, è poi giunta una nuova notizia da parte della Sac, la società che gestisce l’aeroporto etneo comunica che «a causa dell’attività eruttiva dell’Etna e contestuale emissione di cenere vulcanica in atmosfera, è stato disposto il prolungamento della chiusura degli spazi corrispondenti alla nuvola aerea a Sud-Ovest (settore C1) e la chiusura del settore B3. Sono sospese tutte le attività di volo in partenza e in arrivo all’aeroporto di Catania fino alle ore 06:00 ora locale di domani 11 agosto». E nella nota viene aggiunto: «I passeggeri sono pregati, prima di recarsi in aeroporto, di verificare lo stato del proprio volo con le compagnie aeree. Seguiranno aggiornamenti nelle prossime ore».
Una situazione molto difficile e complessa, con ricadute notevoli sulla mobilità e dunque sulla vita di molte migliaia di persone. Voli cancellati, voli con orari modificati più volte, per i viaggiatori si tratta di una vera e propria odissea. Attese spasmodiche, lunghe file, persone che protestano in presenza e online (molte le lamentele sui social), vi è chi chiede informazioni per il proprio volo (per esigenze di lavoro oppure turistiche) vi è chi si informa per i propri cari, che finalmente tornano per le vacanze dopo un lungo periodo di lavoro.
Cosa sta accadendo?
Vi è in corso da diversi giorni un’eruzione che dalla sommità del vulcano
produce una nube di cenere che sta inondando molti comuni etnei. Da ieri la nube di fumo era in direzione Sud Sud-Ovest, dunque nell’ottica dell’aeroporto Fontanarossa-Vincenzo Bellini di Catania, oggi l’ondata di cenere ha raggiunto in pieno la città etnea e le piste dell’aeroporto. La
cenere sta ricoprendo strade urbane e di campagna, le colline e anche le spiagge.
Tra i comuni più colpiti vi è Belpasso, sulle pendici dell’Etna. Nei giorni scorsi sono state ricoperti di ceneri Adrano, Ragalna e Paternò. Va ricordato che la cenere vulcanica è un problema serio per il trasporto su gomma. Per gli enti pubblici vi è da sostenere le spese per la pulizia di edifici, strade e piazze. Per i privati si tratta di spese per la pulizia di tetti, balconi e cortili.
Il focus dell’emergenza è concentrato a Catania, in particolar modo sull’aeroporto internazionale che ha tanti collegamenti in partenza e in arrivo con il resto d’Italia e con l’estero. Lo scalo etneo è il primo del Sud per traffico passeggeri e tra i primi 5 d’Italia. L’aeroporto di Comiso, gestito sempre dalla Sac, è aperto ma ha dimensioni minori rispetto allo scalo etneo. Molti voli sono stati dirottati all’aeroporto di Palermo, ma come è noto attraversare la Sicilia da una parte all’altra non è cosa semplice. Non mancano le proteste di cittadini per la viabilità siciliana ma anche per i costi che dicono di aver affrontato per spostarsi a causa dei voli dirottati.
Oggi all’aeroporto internazionale Vincenzo Bellini non ci sono stati arrivi, e di conseguenza neppure partenze, con molti voli cancellati o dirottati. Tra quelli cancellati diversi voli versi Milano, Bergamo, Bologna, Siviglia. La lista dei voli annullati è variegata sia in arrivo che in partenza. I viaggiatori si sentono come «sospesi», lasciati in «un limbo», e parecchi sui social si chiedono se esista «un piano B» dato che l’Etna (è un vulcano in persistente attività), erutta in continuazione.
Il punto sulle eruzioni
Il fenomeno parossistico in corso da giorni non dà tregua, l’allerta VONA per i cieli rimane RED (massimo livello). Sulla sommità del vulcano si susseguono forti esplosioni, fontane di lava. Da INGV Catania viene segnalata la prosecuzione di un’intensa e continua attività esplosiva al cratere Voragine (a 3403 metri sul livello del mare), con ricaduta di «bombe» nella zona sommitale e un’abbondante emissione di cenere che si disperde in direzione Sud Sud-Ovest. Oltre all’attività del cratere centrale, che produce la nube eruttiva che tiene in scacco i voli aerei, vi sono le bocche a quota 2750 m e 2360 m. Sono attive e alimentano varie colate che formano complessi campi lavici.
Il fronte lavico più avanzato a quota 1370 metri (la più bassa degli ultimi mesi)
Il fronte attivo più avanzato della colata è ben alimentato e nel pomeriggio si è attestata a una quota di 1370 metri sul livello del mare. Allo stato attuale non vi è pericolo perché il magma si trova nella desertica Valle del Bove, che può contenere ingenti flussi di lava. Va posta grande attenzione in particolar modo da visitatori e turisti che si avvicinano a quote più basse per ammirare il fluire dei fiumi di magma. Uno spettacolo suggestivo. Bisogna rispettare tutte le regole e utilizzare il buon senso.
Lo spettacolo sui generis dell’Etna
Vi è un boom di turisti che vogliono vedere l’Etna. Il più grande vulcano attivo d’Europa di giorno e ancor più di notte regala spettacoli di fuoco e lapilli, fontane di lava, che sono visibili non solo dai territori vicini ma anche da luoghi distanti. Da Taormina, nel territorio di Messina, vi sono vedute dell’Etna meravigliose che hanno incantato anche le tante pop star e i tanti vip che visitano l’isola, compresi Ivanka Trump e il potente e ricco marito Jared Kushner, il calciatore norvegese Haaland e molti dei più grandi attori, registi e musicisti del mondo.
10 agosto 2026 ( modifica il 10 agosto 2026 | 22:34)
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