Sono tornati questa mattina in servizio, al Commissariato Bolognina-Pontevecchio, non in strada ma al momento in ufficio, i due poliziotti intervenuti la mattina del 19 luglio per immobilizzare Abderrahim Fakir, il 42enne marocchino morto nel corso dell’azione, in via Svevo, a Bologna. Sulla vicenda, la Procura di Bologna ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, a modello ’45 bis’, che coinvolge i due agenti e quattro operatori della Croce Rossa presenti quel giorno.

«Come immaginavo, sono rimasti nella loro funzione, nel loro gruppo di appartenenza. Mantenerli a un servizio interno piuttosto che metterli immediatamente di ‘volante’, anche per una ripresa progressiva di quella che è la loro attività, è probabilmente una scelta opportuna», ha spiegato il loro legale, l’avvocato Gabriele Bordoni.

La bodycam di uno degli agenti

Questa mattina, intanto, in un laboratorio dei Ris di Roma, è stata acquisita la copia forense della bodycam di uno dei due agenti – il capopattuglia, che l’ha accesa prima dell’intervento – per estrarne i dati. «Per quello che riguarda le operazioni tecniche, oggi è stata eseguita la copia forense della bodycam come atto proludente a un suo esame che immagino essere anche nella direzione da me proposta, cioè di miglioramento dell’audio – ha spiegato Bordoni – perché come video non c’è niente da migliorare, è di ottima qualità, ma l’audio era sovrastato dal rumore delle cicale, dal rumore di fondo, e invece bisogna migliorarlo, pulirlo per un miglior ascolto».


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