Per anni, Los Angeles è stata la casa sua. Antonio Banderas, 65 anni, ci era arrivato per conquistare Hollywood (e ce l’ha fatta), e lì ha sposato Melanie Griffith, ha costruito una famiglia e ha cresciuto la figlia Stella. Ma dopo il divorzio, nel 2015, e soprattutto l’infarto del 2017, l’attore spagnolo ha scelto di tornare a Málaga, la città in cui è nato.

A fargli cambiare prospettiva è stato soprattutto l’attacco cardiaco, che lo ha colpito mentre si trovava nella sua casa nel Surrey, dove era con la compagna Nicole Kimpel. Fu proprio lei a intervenire nei primi momenti e a portarlo poi in ospedale. Un episodio che, racconta oggi a People, gli ha mostrato ciò che conta davvero. E che gli ha rivelato una verità che forse aveva sempre saputo: «Málaga era lì, la mia città natale. Non ero destinato a stare a Malibu, ma a Málaga».

Ancora oggi Antonio Banderas parla degli anni americani con affetto, riconoscendo tutto ciò che gli hanno dato. È a Los Angeles che si è innamorato di Melanie Griffith, che ancora oggi considera una delle sue persone più care. I due hanno divorziato dopo 18 anni di matrimonio, ma hanno mantenuto un rapporto molto stretto. «Quando ci siamo separati, siamo sempre stati molto sinceri», racconta. «E ora lei è, se non la mia migliore amica, una delle mie migliori amiche».

Ed è a Los Angeles che Banderas ha vissuto con la loro figlia Stella, oggi 29enne, e con i figli che Melanie aveva avuto dalle precedenti relazioni, Dakota Johnson, 36 anni, e Alexander Bauer, 40. «Sono stati anni bellissimi ed emozionanti», racconta. Ma «ho sempre avuto la sensazione che fosse una fase provvisoria, che non sarebbe durata tutta la mia vita».

Anni dopo l’infarto, l’attore racconta che quello è stato il momento in cui la vita gli ha imposto di distinguere ciò che conta da ciò che, fino ad allora, aveva occupato troppo spazio. «Le persone vivono come se non dovessero morire», osserva parlando della mentalità che aveva conosciuto a Los Angeles. «Accumulano cose. Io non voglio accumulare nulla. L’unica cosa che mi interessa adesso è l’esperienza di vivere». E ancora: «Hai sempre in mente che morirai», racconta. «Ma quando la morte ti si avvicina così tanto, è un promemoria incredibilmente chiaro di quanto sia stupido perdere tempo dietro a cose che non meritano di essere nella tua vita. Il mio infarto è stata la cosa migliore che mi sia mai capitata: è stato come se qualcuno mi avesse messo degli occhiali, così da poter vedere la realtà che prima non riuscivo a vedere».