
Puro vintage… Tra le serie tv italiane anni 70 da scoprire su RaiPlay c’è A come Andromeda (nella foto, Luigi Vannucchi e Nicoletta Rizzo), tra fantascienza e mistery.
FANTASCIENZA, FANTASTICO, SGUARDI D’AUTORE E RISATE… Arrivate prima dei classici moderni che vi abbiamo presentato qui. Quanto sono belle le serie d’antan per un binge-watching estivo! L’archivio RaiPlay racchiude alcune serie tv italiane anni 70 di culto, vere e proprie rarità. Serie (ma all’epoca si chiamavano sceneggiati) d’autore o pop, bizzarre o comiche. Ecco le nostre dieci preferite, spulciando nelle teche per lo streaming sul sito gratuito della Rai, se ne possono molte altre… Buone visioni e buoni tuffi nel passato!
Serie tv italiane anni 70: Odissea di Franco Rossi, Piero Schivazappa, Mario Bava (1968)
Dal poema di Omero lo sceneggiato Rai del 1968 – in 8 puntate – racconta l’epopea di Ulisse (Bekim Fehmiu) e del suo ritorno a Itaca dalla moglie Penelope (Irene Papas), insidiata dai Proci che ambiscono al trono… Fu uno dei più grandi successi tv dell’epoca (una media di 16,6 milioni di spettatori). Con il poeta Giuseppe Ungaretti come aedo. Tra gli episodi più memorabili quello diretto da Mario Bava su Polifemo (quarta puntata), impastato di venature fantastiche e horror. Per chi in tempi di epica grandiosità nolaniana vuole tornare a una dimensione più “artigianale” di racconto per immagini tv.

Il segno del comando di Daniele D’Anza (1971)
“21 aprile 1817, notte, ore 11. Esperienza indimenticabile, luogo meraviglioso, piazza con rudere di tempio romano, chiesa rinascimentale, fontana con delfini, messaggero di pietra, musica celestiale, tenebrose presenze”. inizia così il diario segreto di Lord Byron che fa scattare questa storia gialla, mistery, esoterica, letteraria, horror. Perché quando Lancelot Edward Forster, professore di Letteratura inglese a Cambridge, decide di pubblicarlo e si reca a Roma… Uno dei maestri degli sceneggiati alla regia. Un cast (Ugo Pagliai, Carla Gravina, Massimo Girotti, Rossella Falk) eccelso. Cinque puntate che tennero gli italiani incollati alla tv, paralizzati dalla paura, con una media di 15 milioni di telespettatori. Un cult, fin dalla sigla…
A come Andromeda di Vittorio Cottafavi (1972)
Un gruppo di scienziati capta un misterioso segnale proveniente da una civiltà extraterrestre dalla galassia di Andromeda. Il team, decifrando il messaggio, riesce a ottenere il progetto per la realizzazione di un super computer. La macchina ordina la creazione di un organismo umano sintetico, detto Andromeda. Quest’ultimo si rivelerà uno strumento alieno atto a dominare gli esseri umani… In 5 puntate, l’appassionante teleromanzo fantascientifico Rai diretto da Cottafavi è il remake della serie BBC A for Andromeda. Per chi ama la tv del passato dal respiro cinematografico.
Diario di un maestro di Vittorio De Seta (1972)
Nella borgata Tiburtino il maestro napoletano Bruno D’Angelo (Bruno Cirino) utilizza metodi d’insegnamento anticonvenzionali e non ortodossi. Verrà osteggiato dalle “autorità”. Liberamente tratto da Un anno a Pietralata di Albino Bernardini (ed. Conoscenza). Uno sceneggiato di Vittorio De Seta potente e poetico, più documentaristico che di “vera” fiction. Quattro puntate imperdibili per rigore e forza espressiva. Come ha osservato Morando Morandini: “Il film sulla scuola più credibile, onesto e appassionato… è anche l’unico che abbia messo a frutto la lezione di Lettera a una professoressa di don Lorenzo Milani”. Per animi ribelli.
La porta sul buio di Luigi Cozzi, Dario Argento, Roberto Pariante e Mario Foglietti (1973)
La miniserie antologica “di paura” ideata da Dario Argento è composta da quattro racconti di tensione diretti da altrettanti registi. Tra i quali lo stesso Argento (Il tram), che introduce inoltre ogni singolo mediometraggio. Tensione palpabile e atmosfere molto dark per l’epoca (fu girata a colori, nonostante la tv fosse ancora in bianco e nero). Musiche da antologia del pianista e jazzista Giorgio Gaslini, che per Argento avrebbe poi collaborato alle sonorità del capolavoro Profondo rosso (1975). Per aficionados dell’universo giallo e argentiano.

Dario Argento in La porta sul buio
Fracchia – La serie di Antonello Falqui (1975)
Per gli appassionati della comicità geniale, surreale e anticlassista di Paolo Villaggio, una delle miniserie Rai da non perdere è Fracchia – La serie (il titolo originale completo dell’epoca era Giandomenico Fracchia – Sogni proibiti di uno di noi). Nata da uno dei personaggi dei racconti dedicati al più celebre Ugo Fantozzi, la serie in quattro puntate fu ideata da Villaggio e diretta da Antonello Falqui, re degli show del sabato sera. Ritratto agrodolce, tragicomico e in bianco e nero della vita impiegatizia in forma di commedia musicale. Tra le scene cult quella in cui Fracchia (Villaggio) deve sedersi sul “diabolico” pouf/poltrona a sacco Zanotta nell’ufficio del Cav. Dott. Ulisse Acetti (Gianni Agus). Gigi Reder, ragionier Filini nella saga Fantozzi, qui interpreta il geometra Borioli. Solo per chi non ha una vita lavorativa troppo complicata.

Serie tv italiane anni 70: Dov’è Anna? di Piero Schivazappa (1976)
Roma. Carlo (Mariano Rigillo) e Anna (Scilla Gabel) sono sposati da tempo, senza figli e apparentemente felici. Un giorno Anna scompare senza lasciare nessuna traccia. Carlo non si dà pace, ma sarà tra i principali sospettati… In 7 puntate è uno degli sceneggiati televisivi gialli (ma in bianco e nero) che più appassionarono gli italiani dell’epoca (una media di 24 milioni di spettatori). Ancora oggi avvincente e straniante, ottime le musiche di Stelvio Cipriani. Per giallisti.

Spazio 1999 creata da Gerry e Sylvia Anderson (1976-1980)
Non è italiana al 100% (ma la Rai è tra i produttori), ma vale la pena scoprirla. Le incredibili avventure fantascientifiche della colonia lunare Alpha, guidata dal comandante John Koenig (Martin Landau) e dalla dottoressa Helena Russell (Barbara Bain), tra catastrofi nucleari e spazio profondo… Su RaiPlay sono disponibili tutte le puntate delle due stagioni della serie cult anni 70 coprodotta dalla Rai insieme alla rete inglese ITC. Gli effetti speciali del compianto Brian Johnson erano davvero rivoluzionari per l’epoca e hanno fatto scuola. Per appassionati di fantascienza anche filosofica.

Jazz Band di Pupi Avati (1978)
Bologna, fine anni 50. Il clarinettista Beppe (Lino Capolicchio) e alcuni amici appassionati di musica jazz compongono una piccola orchestrina. La Criminal Jazz Band, nata nella soffitta dell’amico Samuele, segnerà l’immaginario della musica bolognese del tempo e ritmerà serate su serate… Pupi Avati scrive – con il fratello Antonio, Gianni Cavina e Maurizio Costanzo – e dirige una serie in tre episodi (quasi tre piccoli grandi film) sulla jazz band bolognese che ha fatto scuola. Ovvero la storia parzialmente autobiografica e parzialmente immaginaria della mitica Doctor Dixie Jazz Band di cui inizialmente ha fatto parte lo stesso Pupi. Intensa dichiarazione d’amore per Bologna, la musica, la vita e la grappa fatta in casa. Per animi jazzati.
Racconti fantastici di Daniele D’Anza (1979)
Nel 1979 Daniele D’Anza scrive per la tv insieme a Biagio Proietti e dirige 4 episodi dedicati ai racconti del terrore di Edgar Allan Poe. Si tratta di adattamenti estremamente liberi e contemporanei, imbevuti di suggestioni narrative. La caduta della casa degli Usher, Il ritratto ovale, Il pozzo e il pendolo, La maschera della morte rossa e molte altre storie sono riviste e reinventate “all’italiana”. Grande cast internazionale da Philippe Leroy a Janet Agren, da Gastone Moschin a Erika Blanc. Per chi non teme gli incubi a occhi aperti.
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