L’inglese non arriva finché non esce l’azzurro. In lista di partenza anche Asllani e Massolin
Giornalista
11 agosto – 11:38 – MILANO
Curtis Jones è una questione di mercato in qualche modo centrale. Non fosse altro per la posizione, lì in mezzo, nel cuore del gioco di un’Inter alla quale verrà chiesto di essere in tutti i modi più propositiva e verticale. Il cuore del campo, dicevamo, che però è anche il cervello della manovra, un po’ il luogo sacro delle strategie offensive che ha bisogno di idee, energie, sacrificio e visione. L’inglese nato e cresciuto tra i Reds è un altro figlio della nazione dei Tre Leoni che ha subìto il fascino nerazzurro e che l’Inter desidera in questo mercato che più va avanti e più sembra prendere una piega molto british. È arrivato John Stones, 32enne di Barnsley, è tornato (eccome) d’attualità Djed Spence, 26enne di Kensington, Londra, e c’è questo Jones di Liverpool che resta lì in cima alle preferenze per la mediana.
chi è di troppo—
Certo è che la volontà della società si “scontra” tuttavia con la situazione attuale, ben nota, di un reparto che a metà agosto ha ancora tutti i suoi effettivi lì presenti. L’unico pronosticato partente che effettivamente ha salutato Appiano Gentile è stato Ebenezer Akinsanmiro, direzione Monza. Per il resto, anche la lista con i nomi degli altri elementi che fin da giugno erano (per motivi diversi) nel faldone degli addii è cosa nota. Davide Frattesi — tornato a essere l’ indiziato numero uno per far spazio a Jones — è arrivato al capolinea della sua esperienza interista, Kristjan Asllani non è più parte del progetto e ci aggiungiamo anche il 2002 Yanis Massolin che era (ed è tuttora) destinato a un prestito, preferibilmente a una squadra di Serie A, per crescere e mettere minuti nelle gambe per diventare anche in nerazzurro quel “marziano” che aveva esaltato Carlo Rivetti a Modena. Insomma, in tre sono di troppo, volendo essere spietati come solo le dinamiche di mercato sanno essere. Questa è la situazione a esattamente tre settimane alla fine della sessione e a quel primo settembre che allo stesso tempo avrà già fatto archiviare le prime due giornate del nuovo campionato che l’Inter si augura di giocare con una rosa che possa essere il più definitiva possibile. Con gli esuberi è impossibile che lo sia. Questione di numeri, perché gli elementi di troppo bloccano le entrate. Ed è qui che i conti non tornano, nello stesso limbo in cui si inceppa qualsiasi progetto di rinforzo.
numeri e stankovic—
Il discorso va oltre il tema economico e gli almeno 40 milioni che il Liverpool chiede per il suo centrocampista che non ha giocato l’ultima amichevole. I tifosi Reds ci hanno letto subito una rottura, il suo allenatore Iraola ha spiegato che si è trattato di una scelta precauzionale e legata a una noia all’anca. Nel centrocampo di Chivu, che per Jones stravede, l’inglese potrebbe agire da mezzala, sfruttare le sue doti di incursore e anche diventare un’ulteriore alternativa in regia. Ma per il momento il condizionale è d’obbligo perché non entra nessuno finché non esce qualcuno. L’equazione è semplice e quasi crudele. Gli indiziati di prima sono in vetrina ma in maniera diversa rispetto a un altro collega, quell’Aleksandar Stankovic che, anche lui, avrebbe potuto spalancare le porte all’arrivo di Jones quasi più degli altri per il solito motivo numerico ma ancora di più economico. È il pezzo più pregiato lì al centro (il club ha rifiutato 40 milioni per lui, Frattesi ne vale 25-30, Asllani sui 10, Massolin idem) ma proprio per questo per l’Inter non si muove.
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