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Bellezza acqua e sapone? Sì, finché non accade davvero. E allora giù a criticare: “Sembra una 50enne”, “Cristo, è invecchiata”, “Oddio che brutta” e via dicendo. 

L’ultima vittima della spregiudicatezza del web (che poi il web non è altro che una rappresentazione di ciò che siamo veramente, nella vita offline) è Margot Sikabonyi, attrice romana classe 1982, nota ai più per aver interpretato il ruolo di Maria Martini nella serie tv Un medico in famiglia (fin dalla prima stagione, nel 1998).

Il suo ‘caso’ svela il ‘segreto di Pulcinella’, ma è sempre bene tornarci su temi del genere. Infatti, viviamo nel paradosso di acclamare la bellezza acqua e sapone e condannare la chirurgia, salvo poi massacrare chi si mostra davvero al naturale. 

Fermo restando che ricorrere ai ritocchi è legittimo e anche ‘sano’ se fatto per scelta personale ponderata, con gusto e affidandosi ai professionisti, l’ipocrisia sta nel pretendere la verità per poi punirla. E così via a insultare, per il semplice fatto di essere una persona (“meglio” se una donna, lì la ferocia è assicurata) che invecchia sotto gli occhi del pubblico. 

Che poi, anche qui, ‘invecchia’. Sikabonyi ha 43 anni, l’avevamo conosciuta che era una ragazzina e recitava in tv con make up e luci annesse. È logico che in un contesto differente la percezione possa essere differente.

La denuncia di Margot Sikabonyi: “Queste rughe parlano del mio divorzio, del fatto che ho partorito 3 figli e che ho perso papà quando ero piccola”

Lei stessa ne ha parlato in un video pubblicato sui social e che ha raggiunto quasi 3 milioni di visualizzazioni in un solo giorno. Sikabonyi ha rivendicato con fierezza ogni singolo segno sul proprio viso rispondendo alle critiche dopo un recente video sui social in cui rispondeva ad alcune domande.

Pur senza citarla esplicitamente, il riferimento sembra essere proprio alla video intervista rilasciata alla nostra testata durante il Festival del Cinema Italiano — l’unica apparizione di questo tipo circolata negli ultimi giorni —, nel corso della quale l’attrice si è fermata a parlare molto brevemente di se stessa, di che momento sta vivendo e dell’eventuale revival di Un medico in famiglia.

Per fortuna le critiche sull’aspetto fisico sono arrivate solo da una minoranza. La maggior parte degli utenti si è concentrata sul tema ben più interessante dell’eventuale di ritorno sella serie Rai che ha segnato un’epoca con ascolti record, prima di una fisiologica flessione di pubblico e sceneggiatura nelle ultime stagioni. 

L’idea di un revival, secondo l’attrice, è “necessaria”. Ma il rischio — come dimostra il recente precedente de I Cesaroni — è quello di incrinare il ricordo di un classico della nostra televisione con un’operazione nostalgica che potrebbe rivelarsi un boomerang.

Ma tornando alla tematica ‘rughe’ e commenti. Sikabonyi ha deciso di replicare ad alcuni commenti cattivi sul suo aspetto estetico, affermando: “Ho ricevuto un sacco di critiche dopo un video uscito su Instagram dove stavo rispondendo ad alcune domande, mi sono avvicinata molto e si sono viste tutte le rughe. Tantissime donne mi hanno attaccata con una ferocia allucinante, deridendomi”, ha esordito nel filmato. 

Poi ha aggiunto: “Allora stamattina mi sono guardata allo specchio, ho pensato a qualche lifting, al botox così piaccio di più e la gente mi accetta… eh? No, no”. Quindi il messaggio sincero: “Queste rughe parlano del fatto che ho 3 figli, che ho divorziato, che ho perso mio padre quando ero molto piccola, che ho lavorato tanto nella mia vita, tante sveglie alle 4 del mattino per praticare yoga e lavorare su me stessa e non scappare dai miei mostri”.

Margot Sikabonyi (Maria Martini) parla del ritorno di Un Medico in Famiglia: “Penso che sia necessario”. Il videoL’altro esempio, Elena Sofia Ricci: “Il corpo cade, più lo riempi e più cade. A un certo punto ti ritrovi gonfia come un criceto, non è la mia storia”

Un concetto su cui è tornata anche oggi 11 agosto con un video analogo. E come lei, anche altre attrici negli anni si sono espresse sulla tematica ‘rughe’. Per esempio Elena Sofia Ricci. 

L’attrice toscana, 64 anni, che a Vanity Fair aveva detto: “Dobbiamo batterci contro questo modello che ci vuole sempre giovani, sempre belle, sempre perfette. [..] La mia personale sfida è quella di invecchiare con grazia insieme ai personaggi che interpreto e che interpreterò, spero a lungo. [..] Credo sia importante prendersi cura di sé: fa parte di quelle carezze che dobbiamo fare alla nostra anima e possibilmente anche al nostro corpo. Questo significa curare l’alimentazione, fare attività fisica e anche, perché no, utilizzare qualche buona crema antietà”.

Qui sta il punto. La libertà di scegliere come prendersi cura di se stessi, la consapevolezza di farlo in primis per noi stessi. Demonizzare la chirurgia estetica o plastica? Niente affatto. 

Considerare, piuttosto, perché ci si avvicina, affidandosi a mani esperte di professionisti che conoscono tecniche all’avanguardia e che sappiano mostrarne pro e contro. La stessa Elena Sofia Ricci, infatti, aveva anche ammesso di avere un buon rapporto con la medicina estetica.

“Mentirei se dicessi che non ho fatto proprio nulla. Ci sono trattamenti di medicina estetica che aiutano un po’. Quindi sono sincera, li faccio, purché non mi cambino i connotati. Però non amo i rigonfiamenti. Il corpo cade, quindi più tu lo riempi, più cade. A un certo punto ti ritrovi gonfia come un criceto”, le parole dell’attrice.

E ancora: “Non è la mia storia, che è invece quella di contrastare l’invecchiamento in maniera gentile, perché comunque si tratta del mio strumento di lavoro. Io lavoro con il corpo e soprattutto con il mio viso, quindi ne devo avere cura. Una delle cose che ho smesso di fare a 30 anni? Fumare. Avevo appena vinto il mio secondo David di Donatello, mi sono vista così grigia allo specchio che ho deciso di smettere e da allora non ho più fumato”.

Che si scelga la naturalezza radicale, il ritocco discreto o quello più marcato, la costante dovrebbe essere sempre una sola: il rispetto per le scelte altrui. Un concetto semplice che sembra tuttavia smarrirsi non appena si scorre il feed di Instagram.

Esprimere un’opinione resta un diritto sacrosanto, ma c’è un abisso tra la chiacchiera informale al bar tra amici e la gogna mediatica. Farlo in piazza pubblica e sui social, coperti dallo schermo che trasforma chi vuole in un leone da tastiera, fa scivolare quasi sempre nella cattiveria gratuita. E Margot Sikabonyi (e come lei gli altri volti dello spettacolo – esseri umani prima di tutto) non la merita.

In basso i video di Margot Sikabonyi