Fu l’ultima volta che una eclissi solare totale fu visibile in Italia: la copertura del disco solare oscillò tra il 65% e il 95%. Sul «Corriere» la cronaca dell’evento, alcune foto memorabili e un’intervista a Margherita Hack (secondo cui l’eclissi, per quanto eccezionale, era stata «spettacolarizzata» un po’ troppo dai media)
12 agosto 1999, va in scena l’ultima eclisse del secolo. E il Corriere della Sera gli dedica cinque pagine, tra cronaca, interviste e curiosità. «Sole nero, metà mondo si è fermato», si legge in prima, tra un reportage da Taiwan (alle prese con la minaccia cinese), un editoriale sul prezzo della benzina (troppo alto) e una cronaca sugli incendi che devastano il Sud (con annesse polemiche). L’effetto deja-vu è inevitabile, ma tra la tante cose che non sono cambiate, da allora, ce ne è anche una positiva: lo stupore che un fenomeno tanto raro e affascinante riesce a suscitare.
Fu l’ultima volta che una eclissi solare totale fu visibile in Italia, sebbene a livelli diversi a seconda del luogo: la copertura del disco solare oscillò tra il 65% (nelle isole maggiori) e il 95% (in Alto Adige). Ma l’evento eccezionale fu visibile anche in buona parte dell’Europa (in particolare in Cornovaglia e Romania, dove per qualche minuto scese la notte), e poi in Turchia, Iran, Pakistan, India. In tutta la fetta di mondo interessata, milioni di persone hanno aspettato con il naso all’insù. E, con loro, anche cronisti e croniste.
Qualcuno ricorderà, forse, alcune istantanee di allora. Come quella che ritrae Papa Giovanni Paolo II – «appassionato di astronomia», recita la disascalia in prima pagina – che ammira l’eclissi attraverso un filtro. L’articolo di cronaca di pagina 2 spiega che il pontefice aveva terminato l’udienza «in anticipo» proprio per dare a tutti il tempo di godersela: «So che alcuni di voi hanno fretta di veder l’eclissi», disse. Ma c’è anche lo scatto dell’allora premier britannico Tony Blair che fotografa a sua volta il sole parzialmente oscurato durante le vacanze in Toscana. Chissà se aveva preso le necessarie precauzioni, o se rientra anche lui nella schiera degli «imprudenti» citati nell’articolo («Solo all’Istituto Oftalmico dell’ospedale Fatebenefratelli di Milano», si legge, «ci sono state 120 telefonate in due ore di gente che sentiva “bruciori” e circa 30 visite con prognosi di tre giorni per fotofobia e segni di abbagliamento»).
Non manca il resoconto delle reazioni più insolite ai «due eterni minuti senza il Sole»: in Brasile (dove pure l’eclissi non fu visibile) una guardia penitenziaria, forse preoccupata all’idea di un’imminente fine del mondo, concesse qualche ora di libertà extra ai detenuti sotto la sua responsabilità; in India l’oscurarsi del sole ispirò distribuzioni di cibo per i mendicanti, «per placare l’ira dei demoni».
Quanto al paesino delle Alpi che doveva avere il record del buio, Predoi, la cronaca dell’inviato del Corriere è impietosa: il maltempo rese l’eclissi ben poco spettacolare. E così lui non poté fare altro che raccontare l’amarezza di chi si era recato fino a lì apposta, senza esito o quasi («Gente che si è alzata all’alba per andare incontro alla più grande delusione della vacanza»).
Più fortunato il collega che venne mandato in Cornovaglia, dove il «buio totale» fece emozionare migliaia di persone raccoltesi a St. Mawes, tra un «My God» e l’altro. Duecento «privilegiati», invece, si regalarono un viaggio in Concorde da 4 milioni e mezzo di lire pur di godere dell’eclissi per ben sei minuti: restarono delusi pure loro, e c’è chi chiese il rimborso (lo leggiamo sul Corriere del 13 agosto).
Aveva ragione Margherita Hack, forse. Intervistata a pagina 4, la grande astronoma riconobbe l’eccezionalità dell’evento e spiegò quanto sia importante, per gli studiosi, cogliere l’occasione per fare osservazioni irripetibili, ma non nascose il suo stupore per il clamore mediatico riservato all’eclissi. Anzi. «Mi è sembrato un rimbambimento collettivo», disse con la sua solita schiettezza. «Sarà che le stelle interessano di più ma è che oggi, con i media, si spettacolarizza tutto».
Accanto a quelle dell’esperta, il Corriere raccolse anche le parole di una manciata personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo. «Pensavo meglio: faceva freddo, mi aspettavo la notte ma è rimasto il sole», disse, un po’ delusa, Raffarella Carrà.
Beppe Grillo ironizzò dicendo che l’eclissi «era una voce messa in giro da Berlusconi», Niccolò Ammaniti raccontò di averla vista sul balcone «gridando banzai», Maurizio Costanzo la definì «affascinante e inquietante».
Succose anche le curiosità raccolte a pagina 5. Leggendole scopriamo che Il presidente della Corte di Assise di Perugia fermò per qualche minuto l’udienza del processo per l’omicidio di Mino Pecorelli perché tutti potessero ammirare l’eclissi, ma anche che gli 883 approfittarono dei minuti di buio per girare un videclip (quello di «Grazie mille») a Monaco. A Napoli l’evento venne celebrato con una pizza speciale a tema, e chi provò a giocare al Lotto i numeri ad esso collegati restò deluso perché non uscirono.
A proposito, secondo gli astrologi, si legge sempre a pagina 5, i dieci bimbi nati in Italia durante l’eclissi erano destinati a diventare ricchi, ma anche ad avere «un carattere un po’ indeciso e un’antipatia innata per l’autorità». Oggi festeggiano 27 anni (auguri!): quella di domani, per loro, sarà un’eclissi doppiamente memorabile.
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11 agosto 2026 ( modifica il 11 agosto 2026 | 14:29)
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