Chiudendo la batteria in 1’57”56, l’azzurra abbatte il primato dell’olimpionica stabilito a Pisa il 5 luglio 1980
11 agosto – 15:00 – BIRMINGHAM (INGHILTERRA)
Ci sono voluti 46 anni, ma il record italiano femminile degli 800 – il record italiano femminile più longevo – non appartiene più a Gabriella Dorio. L’olimpionica vicentina, allora 23enne, il 5 luglio 1980, a Pisa, alla vigilia dei Giochi di Mosca, corse in 1’57”66. La 25enne romana del Pinciano, vicino a Villa Borghese, Eloisa Coiro, a Birmingham, nelle batterie degli Europei, scende a 1’57”56. E in quel decimo di secondo c’è un pezzetto di storia dell’atletica italiana. La portacolori delle Fiamme Azzurre aveva avvicinato il primato più volte: fino all’1’58”42 corso nella tappa di Diamond League di Rabat il 31 maggio scorso. La possibilità che cadesse era insomma nell’aria. Ma forse non in questa gara: il primo turno di una rassegna globale, nel mezzofondo veloce, è spesso tattico.
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L’allieva di Emilio De Bonis, invece, ha la fortuna di trovarsi nella batteria (la prima) della britannica Keely Hodgkinson e la capacità di sfruttarne in qualche modo la scia. L’olimpionica di Parigi 2024 si mette presto in testa, allunga la fila e passa ai 400 in 57”3. Eloisa, in gruppo alle sue spalle, transita a metà gara più o meno nello stesso 57”6 col quale transitò Gabriella, allora però sola già dopo 300 metri. Non è una gara facile da gestire tatticamente. Passano in semifinale le prime tre di ognuna delle quattro batterie, col ripescaggio delle autrici dei quattro migliori tempi tra le escluse. L’azzurra, all’altezza dell’ultima curva, è quarta. Ma sembra un po’ chiusa. Invece, all’ingresso in rettilineo, con uno scarto verso l’esterno, ha l’abilità di farsi trovare al posto giusto nel momento giusto. Hodgkinson controlla, ma Coiro la prende quale riferimento e spinge con azione composta sino al traguardo. Keely chiude in un per lei facile 1’57”28, Eloisa le è molto vicina. E quando il display di campo mostra le cifre del record italiano, incredula, esplode di gioia. Con le rivali, britannica in testa, a complimentarsi per l’impresa compiuta. Il suo crono vale anche la seconda prestazione complessiva di giornata.

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“Sono contentissima – ammetta a caldo – non ho guardato nemmeno un passaggio e non avevo idea di che tempo potesse venir fuori. I record a volte si inseguono prestando attenzione ai minimi dettagli, altre arrivano così, quasi per caso. Ma Emilio dice che un giorno questo primato sarebbe stato mio da quando ha cominciato ad allenarmi. E avere Keely come faro è stato molto utile. Gabriella, poi, nostro tutor nelle Nazionali giovanili, è per me sempre stata una donna di ispirazione. Adesso, abbattuto il muro dell’1’58”, entro in una nuova dimensione. Almeno non mi chiederanno più quando farò il record. Era diventato come quando a due fidanzati si domanda quando si sposeranno o faranno figli…”. Eloisa, diplomata al liceo francese, si è laureata in economia e finanza alla Luiss, dove ora fa la magistrale in management e si allena al campo Paolo Rosi, all’Acqua Acetosa.
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Curiosamente il primato arriva 40 giorni dopo quello realizzato da Francesco Pernici nella stessa specialità (1’43”60 a Nancy), che ha scalzato dopo 53 anni il leggendario limite di Marcello Fiasconaro, a sua volta il più longevo italiano maschile. “Ad aprile – racconta Eloisa – Francesco ed io abbiamo fatto insieme una foto, proprio come porta fortuna. Ci ha portato bene… Questo record, però, è di tanti, di un team: De Bonis in primis, ma poi anche fisioterapista, mental coach, famiglia”. Scommettiamo che non finisce qui?
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