Non sono solo colpi di calore e disidratazione a riempire i pronto soccorso durante l’estate 2026 che è destinata a essere ricordata come la più calda di sempre. A crescere in modo significativo sono soprattutto gli accessi legati al disagio psichico, un fenomeno meno visibile ma sempre più rilevante, che emerge con forza durante le ondate di caldo estremo. In Liguria, e in particolare nell’area savonese, i reparti di emergenza stanno registrando un incremento costante di pazienti con disturbi psicologici e psichiatrici.

Disturbi psichiatrici in aumento: i numeri

Nel dettaglio, la percentuale di aumento delle diagnosi connesse a disagio psichico è pari al 10% nel confronto tra il 2026 e il 2025, e raggiunge il 20% rispetto al 2023 nell’area 2 savonese. Un dato che risulta sovrapponibile a quello dell’intera Liguria e che conferma una tendenza ormai strutturale, osservata direttamente nei pronto soccorso.

“Il caldo incide sulla salute mentale”

A fornire i dati a Primocanale è il genovese Alessandro Riccardi, presidente nazionale Simeu (società italiana medicina emergenza-urgenza) e direttore del pronto soccorso dell’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure: “Il caldo estremo agisce sulla salute mentale con meccanismi documentati e ancora poco discussi: deprivazione di sonno, disidratazione, alterazione della termoregolazione centrale, riduzione della sudorazione, riduzione della clearance renale con rischio di tossicità da farmaci. Il pronto soccorso resta il punto di osservazione più sensibile di cui disponga il sistema: vi transita, senza selezione e senza filtri, ogni problema sanitario e sociale della popolazione, e per questo vi si registrano precocemente fenomeni che altrove restano sommersi. Nell’ondata di calore del 2026 abbiamo rilevato un incremento del 20% degli accessi per disturbi psichiatrici rispetto al 2023.

È un dato che chiede una risposta di sistema: inserimento esplicito dei pazienti psichiatrici tra le categorie a rischio dei piani caldo, sorveglianza attiva sui soggetti in politerapia psicofarmacologica, e utilizzo strutturato del dato di emergenza come strumento di programmazione”.

Il pronto soccorso come “sentinella” del disagio

Il pronto soccorso si conferma così una cartina al tornasole del disagio psichico. Qui arrivano senza filtro le fragilità più acute, spesso amplificate dal caldo: ansia, agitazione, scompensi psicotici, crisi depressive. Fenomeni che sul territorio restano in parte nascosti, ma che emergono con chiarezza nei momenti di maggiore stress climatico.

In Liguria gli accessi per disturbi psichiatrici sono aumentati del 20% dal 2023Non solo disidratazione e colpi di calore: le alte temperature possono aggravare ansia, disturbi dell’umore e altre condizioni psichiatricheI dati nazionali e internazionali: un fenomeno in crescita

A confermare quanto osservato nei pronto soccorso liguri sono anche le evidenze scientifiche nazionali e internazionali. Studi epidemiologici mostrano che nei giorni di caldo estremo gli accessi ai pronto soccorso per disturbi mentali aumentano in modo significativo, con incrementi fino all’8% rispetto alle condizioni climatiche ottimali. L’aumento riguarda un ampio spettro di condizioni, tra cui ansia, depressione, disturbi da uso di sostanze e psicosi acute. Anche in Europa, e in Italia, le ondate di calore sono associate a un incremento delle consulenze psichiatriche urgenti e dei ricoveri, con un andamento che cresce progressivamente all’aumentare delle temperature. Analisi internazionali evidenziano inoltre come, nei periodi più critici, l’incremento complessivo degli accessi psichiatrici possa raggiungere valori fino al 15%.

I dati del Ministero della Salute e del sistema di sorveglianza delle ondate di calore indicano da anni un aumento generale degli accessi ai pronto soccorso durante i picchi estivi, con incrementi che possono arrivare al 15-20% nelle settimane più calde, soprattutto tra i soggetti fragili. Un quadro che, sempre più chiaramente, include anche la componente del disagio psichico, confermando come il caldo rappresenti un fattore di rischio non solo fisico ma anche mentale.

Una sfida sanitaria e sociale

L’aumento degli accessi per disagio psichico legati al caldo rappresenta una sfida nuova e complessa per il sistema sanitario. Non si tratta più di un fenomeno marginale, ma di una componente strutturale dell’emergenza estiva, destinata a crescere con il cambiamento climatico. Intercettarlo e affrontarlo in modo sistemico sarà decisivo per garantire risposte adeguate alla popolazione. Per questo tra le proposte degli esperti c’è: l’inserimento esplicito dei pazienti psichiatrici tra le categorie a rischio nei piani caldo, il rafforzamento della sorveglianza sui soggetti in terapia farmacologica e una maggiore integrazione tra territorio e ospedale.