Le sottoscrizioni sono in continuo aumento. Appello rivolto a Meta e Tik Tok. Molti si chiedono come sia stato possibile portare l’animale in aereo. Esposto degli ambientalisti che chiedono il sequestro del primate a ambasciata e ministero

Sospendere gli account social di Rita De Crescenzo, la nota influencer napoletana regina del web, divenuta famosa per aver trascinato migliaia di persone sulla neve di Roccaraso solo con un claim rivolto ai suoi concittadini. In 48 ore su Change.org sono state raccolte oltre 13mila firme per chiedere a Meta e Tik Tok l’oscuramento dei profili dell’influencer, per un motivo che ha a che fare con la causa ambientalista: la petizione è stata pubblicata il 9 agosto dal portale Officina Scientifica per rispondere ai video, pubblicati e rilanciati da Rita nei giorni scorsi, in cui mostra un cucciolo di primate (verosimilmente un cercopiteco), in pratica una piccola scimmia, acquistato durante un viaggio in Egitto e gestito come un animale domestico: nutrito con il biberon, vestito, in braccio alla padroncina. In un’immagine Rita e l’animale sono vestiti entrambi di rosa. La scimmia volge lo sguardo all’obiettivo come fosse un cagnolino, un gatto che si è abituati a veder girare per casa. 

Il rischio di emulazione 

Nel testo della petizione si sottolinea come la quasi totalità delle specie di primati sia protetta dalla Convenzione Cites, che vieta o regola severamente il commercio internazionale, e come in Egitto la legge 4/1994 proibisca caccia, vendita e detenzione privata di specie protette. Vengono inoltre richiamati i rischi concreti per il benessere dell’animale, separato dal proprio gruppo sociale in giovanissima età, e il rischio di emulazione da parte di altri utenti, considerata la vasta visibilità della creator su molteplici piattaforme. «Ma com’è possibile che una persona vada in vacanza all’estero e riesca ad imbarcare in un aereo, dove vi sono controlli talvolta esagerati, un cucciolo di animale?», si legge tra i commenti dei firmatari.




















































Esposto degli animalisti all’ambasciata e al ministero

Molti chiedono conto della provenienza dell’animale e della legalità del suo trasporto. Non solo web: la vicenda ha già attirato l’attenzione di deputati e associazioni animaliste, che nei giorni scorsi hanno annunciato un esposto formale all’ambasciata italiana al Cairo e al ministero dell’Ambiente per verificare come sia stato possibile l’espatrio e suggeriscono l’utilizzo del sequestro come strumento di acquisizione dell’animale, all’esito degli accertamenti in corso. Su Change.org, nel frattempo, sono state pubblicate anche altre petizioni collegate al caso, che chiedono alle autorità italiane ed egiziane di trasferire la scimmietta in un centro di recupero specializzato per la fauna selvatica. 

11 agosto 2026 ( modifica il 11 agosto 2026 | 14:45)