L’appello di padre Francesco Sorrentino non è caduto nel vuoto. La macchina della solidarietà si è messa in moto: a poche ore dalla richiesta lanciata attraverso le pagine del nostro giornale arriva già una prima risposta concreta. È quella di Amedeo Manzo, presidente della BCC Napoli, che ha deciso di acquistare i nebulizzatori necessari per rendere meno faticosa l’attesa degli ospiti che ogni giorno, asfalto rovente, affollano la mensa del Carmine, a due passi da piazza Mercato. Un gesto di grande generosità che non si fermerà all’emergenza caldo. Il presidente Manzo ha infatti manifestato la volontà di attivare un vero e proprio «canale di sostegno» all’opera di padre Francesco e ai “suoi” poveri, affinché la disponibilità all’aiuto non sia limitata solo a questa emergenza, ma si trasformi in una forma di vicinanza costante: «Saremo sempre accanto alla mensa e alle centinaia di persone che, non solo ad agosto, hanno bisogno di solidarietà».

APPROFONDIMENTI

La conferma

È la risposta che padre Francesco aspettava quando, parlando dei problemi con i quali deve fare i conti quotidianamente, aveva detto: «Ora abbiamo bisogno di un benefattore». Il benefattore è arrivato. E con lui anche una conferma: Napoli resta una città dal cuore grande. Non solo la BCC, infatti. Il presidente Manzo è in buona compagnia: almeno una decina, fino a ieri pomeriggio, le persone che, concretamente, si sono fatte avanti per partecipare all’acquisto dei nebulizzatori: «Ho ricevuto tante telefonate, ancora non riesco a credere alla quantità di gente che si è offerta di darmi una mano – è il commento del sacerdote – visto che i nebulizzatori li procurerà la BCC, a tutti gli altri sto chiedendo di acquistare il cibo che manca».

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 I nebulizzatori, come ha spiegato il sacerdote, serviranno a rendere più dignitosa l’attesa di chi ogni giorno, lungo una strada che il caldo trasforma in fornace, si mette in fila per aspettare di ricevere il pasto: «Ho parlato a lungo con padre Francesco – aggiunge Amedeo Manzo – gli ho detto che ci siamo e ci saremo. La mission della nostra banca è anche quella di garantire la centralità dell’uomo offrendo aiuto e sostegno a chi vive condizioni di difficoltà». Da qui l’offerta di quello che il presidente definisce un «aiuto sistemico, una spirale di solidarietà a supporto di una struttura storica e preziosa come la mensa del Carmine». Tra i seimila soci comproprietari della Banca di Credito Cooperativo di Napoli c’è di tutto: «Imprenditori, costruttori, professionisti, commercianti, grossisti di prodotti alimentari… potremmo essere in grado di far fronte a ogni tipo di richiesta e sono abbastanza convinto che nessuno si tirerà indietro».

Le provviste

D’altronde l’emergenza della mensa non si esaurisce ad agosto e nemmeno con l’acquisto dei nebulizzatori. La dispensa, come raccontava il prete nell’articolo che abbiamo pubblicato martedì, si svuota rapidamente. Ogni giorno servono decine di chili di pasta, ma anche carne, pesce surgelato, uova, latticini, olio, legumi, pomodori pelati, acqua, biscotti. E in estate, con la chiusura o la riduzione dell’attività di altre strutture, la pressione sulla mensa del Carmine aumenta. Per questo la mobilitazione non si fermerà. Le tante offerte che stanno arrivando in queste ore – e quelle che arriveranno nei prossimi giorni – potranno essere trasformate in cibo, destinando la generosità di chi vuole dare una mano, a ciò che serve ogni giorno per riempire i piatti.

La risposta

È questo il senso della macchina della solidarietà che si è messa in moto: rispondere non solo a un bisogno immediato, ma costruire intorno a padre Francesco una rete in grado di sostenerlo ogni volta che ne avrà bisogno. La Banca di Credito Cooperativo, ha dato il primo impulso. L’auspicio è che venga seguito da altri cittadini, imprenditori, associazioni e realtà del territorio: «Se i nebulizzatori possono alleviare il caldo – conclude il sacerdote – è il cibo che ogni giorno ci permette di andare avanti in ciò che facciamo dal 1986: essere una certezza per chi non ne ha altre».