di
Laura Cuppini

Funzionalità come i «like» e lo scorrimento continuo creano un senso di gratificazione e si allineano con alcune tendenze del disturbo da deficit di attenzione/iperattività, come la reazione intensa alle ricompense immediate

Non è una malattia in senso stretto, ma può avere un impatto pesante sulla qualità della vita e sulla resa scolastica di bambini e adolescenti. L’Adhd (attention deficit hyperactivity disorder, disturbo da deficit di attenzione/iperattività) è un disordine dello sviluppo neuropsichico caratterizzato da iperattività, impulsività, incapacità di concentrarsi. Generalmente i primi sintomi compaiono già alle elementari. I casi sono in crescita: negli Stati Uniti, per esempio, il disturbo riguarda 7 milioni di minori, con un aumento di un milione tra il 2016 e il 2022.

Ore davanti agli schermi

Le cause dell’Adhd non sono del tutto chiare. Può esserci una componente genetica, come suggerito da diverse ricerche. Altri studi hanno valutato gli effetti di alcol e fumo durante la gravidanza. Poi ci sono i fattori ambientali: secondo una ricerca americana del 2025, le ore trascorse quotidianamente dai bambini in età prescolare davanti alla tv o altri schermi influiscono significativamente sullo sviluppo di disordini dell’attenzione e iperattività.



















































Uso problematico dei social

Uno studio recente, pubblicato su Jama Network Open, ha esaminato la correlazione tra l’uso problematico dei social media e i sintomi dell’Adhd negli adolescenti. I ricercatori (di diverse università americane) hanno individuato uno schema chiaro: gli adolescenti che abusano dei social per un tempo prolungato tendono a mostrare più sintomi di Adhd nei mesi successivi. Il collegamento è risultato più marcato nei maschi.

Reazione alle ricompense

Altri studi, condotti su grandi numeri di persone, hanno rilevato che l’uso problematico dei social media è associato a problemi di attenzione e difficoltà più generali di salute mentale. Tutto nasce dal fatto che le piattaforme dei social sono progettate per attivare il cosiddetto «sistema della ricompensa» cerebrale. Funzionalità come i «like» e lo scorrimento continuo creano un senso di gratificazione e si allineano con alcune tendenze dell’Adhd, come la reazione più intensa alle ricompense immediate e la difficoltà ad aspettare una ricompensa maggiore in seguito, quando ne è disponibile una minore subito.

Il cervello non è ancora maturo

Per il lavoro pubblicato su Jama, i ricercatori hanno seguito oltre 11mila ragazzi statunitensi nel tempo. I partecipanti, che avevano 12 anni all’inizio dello studio, hanno risposto a un questionario sulla dipendenza dai social, con domande sulla perdita di controllo e il disagio provato quando non potevano utilizzarli. Ai genitori (o  tutori) è stato chiesto di valutare il comportamento degli adolescenti in merito ad aspetti come impulsività e difficoltà di concentrazione. Il legame tra social media e Adhd è risultato più forte tra i 14 e i 16 anni, età in cui gli adolescenti godono di maggiore libertà online, sebbene il cervello non sia ancora maturo per quanto riguarda il sistema della ricompensa. Dopo un anno di utilizzo più intenso dei social, anche i genitori hanno osservato nei figli maggiori problemi di attenzione e impulsività.

Scarsa capacità di controllo

«I giovani trascorrono molto tempo sulle piattaforme dei social media, che offrono un feedback rapido e continue opportunità di coinvolgimento. Se i sintomi dell’Adhd sono particolarmente pronunciati, la capacità di controllo può essere ulteriormente compromessa, rendendo difficile il distacco dalle ricompense e dai contenuti personalizzati dagli algoritmi – spiegano gli autori -. Le vulnerabilità legate all’Adhd e l’uso problematico dei social media possono rinforzarsi reciprocamente, perché l’intensificarsi della reattività alle ricompense supera la maturazione dei sistemi di autoregolazione. Medici e clinici dovrebbero prestare attenzione all’uso problematico dei social media durante la valutazione dei giovani, soprattutto quelli con Adhd e altri disturbi da deficit di attenzione – concludono -, ma va sottolineato che gli effetti sono stati modesti e si sono manifestati solo per periodi di tempo limitati».

Esistono tre tipi di Adhd:
1) inattentivo: prevalgono i sintomi di disattenzione (difficoltà a prestare attenzione);
2) iperattivo-impulsivo: prevalgono i sintomi di iperattività (eccesso di energia, muoversi e parlare troppo) e impulsività (agire senza pensare, difficoltà di autocontrollo);
3) combinato: coesistono sintomi di disattenzione, iperattività e impulsività.

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11 agosto 2026