Robin Hood – Il prezzo del sangue è un film da camera travestito da film d’avventura, e chi entra in sala aspettandosi cavalcate e archi tesi farà bene a saperlo prima di comprare il biglietto. Sarnoski sta addosso al suo protagonista come si sta al capezzale di qualcuno, e attorno dispone figure che funzionano da specchi più che da traiettorie autonome. È una scelta, non una distrazione. La piccola Margaret di Faith Delaney, undicenne di sorprendente esattezza, e lo stesso Little John esistono soprattutto per la luce che riflettono su Robin, mentre chi ha spazio per stare in piedi da solo, il lebbroso e l’Arthur di Noah Jupe, arrivato al priorato per riscuotere un debito di sangue e costretto a scoprire che le vendette hanno una scadenza come i miti, ripaga con gli interessi.
Resta il paradosso di ogni revisionismo: per smontare una leggenda tocca continuare a evocarla. Sarnoski lo sa, nella seconda parte rallenta il passo e chiede allo spettatore la pazienza che si concede alle convalescenze. I 123 minuti se la prendono comoda, ma arrivano dove volevano arrivare, in un film fatto di inverni perpetui e di incendi che bruciano l’anima e il corpo senza purificarli. Ruvido, crudele, eppure attraversato da una poesia macabra e crepuscolare che se ne sta acquattata sotto il fango, come una radice.
«Who Dares Wins», chi osa vince, è il motto ufficiale dello Special Air Service britannico, e questo film lo sposa alla perfezione, perché osa parecchio e alla fine incassa. In un’estate di sequel numerati, un’opera che sceglie il capezzale invece dell’inseguimento merita rispetto. E merita di essere vista per quello che è: una delle rare grandi versioni cinematografiche che accetta di accompagnare Robin Hood fino alla cassa. Il precedente illustre resta Robin e Marian di Richard Lester nel 1976, con Sean Connery avvelenato da Audrey Hepburn e l’ultima freccia scoccata dalla finestra del priorato. Douglas Fairbanks, Errol Flynn, la volpe disneyana, Kevin Costner, Russell Crowe e Taron Egerton lo avevano filmato mentre costruiva la leggenda o mentre ci sguazzava dentro. Il prezzo del sangue, qui, è altissimo. Ma chi osa vince. O al limite pareggia in maniera spettacolare ed emozionate