- Nome completo: Patrizio Roversi
- Data di nascita: 4 febbraio 1954
- Luogo di nascita: Mantova
- Segno zodiacale: Acquario
- Professione: conduttore televisivo, giornalista e scrittore
- Altezza: 1,75 m
- Partner / ex noti: Maurizia Giusti, in arte Syusy Blady (ex moglie); dal 2010 compagna Mietta Corli, regista e scenografa di teatro lirico
- Figli: Zoe Roversi Giusti
- Perché è famoso: pioniere del racconto di viaggio in TV con Turisti per caso, poi volto di Linea Verde e Slow Tour Padano
Pochi conduttori italiani hanno saputo trasformare la valigia in un genere televisivo come Patrizio Roversi. Da oltre trent’anni il suo nome resta indissolubilmente legato al viaggio raccontato in prima persona, senza copione e senza filtri, uno stile che negli anni ’90 ha cambiato il modo di fare TV di viaggio in Italia.
Nel 2026, mentre il pubblico continua a riscoprire l’archivio di Turisti per caso sui social e Roversi porta avanti i suoi progetti dedicati al turismo lento e alla sostenibilità, la sua biografia resta un caso di studio su come restare rilevanti cambiando pelle a ogni decennio.
Chi è Patrizio Roversi
Bolognese d’adozione ma mantovano di nascita, Roversi è tra i pochi personaggi della TV italiana capaci di muoversi con naturalezza tra teatro, satira, cinema e giornalismo di viaggio. Curioso e autoironico, ha costruito la propria identità pubblica su un’idea precisa: raccontare il mondo, e poi l’Italia, con lo sguardo di chi si mette in gioco senza pretese di infallibilità.
La sua biografia intreccia il teatro di strada bolognese degli anni ’70, la stagione d’oro della TV satirica e, più di recente, un impegno sempre più marcato per il turismo sostenibile e la valorizzazione dei territori rurali.

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Patrizio Roversi in una foto del 2006.
Gli inizi
Nato a Mantova nel 1954, cresce in una famiglia legata al mondo dell’agricoltura e delle bonifiche padane, un’eredità che tornerà decenni dopo nei suoi programmi.
Dopo il liceo classico si trasferisce a Bologna per iscriversi al DAMS, dove muove i primi passi nell’animazione teatrale per bambini e nei centri estivi comunali. È in questi anni che incontra Maurizia Giusti, futura Syusy Blady, con cui condividerà tanto la vita quanto il palco.
Passato al teatro di strada, negli anni ’80 anima con un gruppo di amici il Gran Pavese Varietà, spettacolo dal vivo ospitato al circolo Arci Cesare Pavese di via del Pratello, che diventa un vero e proprio laboratorio di linguaggio comico.
Notato dall’autore Rai Giovanni Minoli, approda in televisione con brevi incursioni nel programma Mixer, prologo di una carriera che di lì a poco decollerà su scala nazionale.

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yusy Bladi e Patrizio Roversi posano durante un servizio fotografico per il programma L’araba fenice, trasmesso da Italia Uno, aprile 1988.
La carriera
Il debutto vero arriva nel 1987 con Lupo Solitario su Italia 1, seguito l’anno dopo da L’araba fenice. Ma è negli anni ’90 che nasce il progetto con cui Roversi entra nella storia della TV italiana: Turisti per caso, condotto insieme a Syusy Blady su Rai 3 dal 1991 al 2006. Il programma, girato in presa diretta e senza troupe ingombranti, racconta il mondo attraverso gli occhi di due viaggiatori “per caso” più che di esperti, e diventa un format capace di generare libri, siti web e un vero movimento di appassionati. Alla coppia si affianca per anni Marco Schiavina, storico stratega turistico del programma.
All’esperienza di Turisti per caso seguono Velisti per caso (2002-2005), il giro del mondo in barca a vela raccontato in presa diretta via satellite, ed Evoluti per caso (2006-2007), dedicato al viaggio sulle tracce di Darwin. Nello stesso periodo Roversi conduce anche le prime edizioni del game show letterario Per un pugno di libri su Rai 3.
Con gli anni 2010 lo sguardo si sposta sull’Italia: nasce Slow Tour – Italiani non per caso su Rete 4, seguito nel 2013 dall’approdo a Linea Verde su Rai 1, il programma dedicato al mondo agricolo che Roversi conduce fino al 2018 insieme a Ingrid Muccitelli e, successivamente, Daniela Ferolla.
Dal 2020 torna su Rete 4 con Slow Tour Padano, dedicato ai territori e ai prodotti della Pianura Padana, un progetto che ha attraversato più stagioni a bordo di due moto d’epoca del padre, l’ultima delle quali convertita all’elettrico e ribattezzata “Elettrone” — un dettaglio che racconta bene la sua svolta verso i temi della transizione ecologica.
Parallelamente firma diversi libri di viaggio, spesso in coppia con Syusy Blady o con l’amico Martino Ragusa, e cura per anni la rubrica Turisti per Caso Slow Tour, erede della storica rivista cartacea.

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Patrizio Roversi introduce il Concerto di Capodanno 2009 in piazza Maggiore a Bologna con Lucio Dalla e i Negrita.
Perché si parla di lui oggi
Nel 2026 Roversi resta una presenza costante nel circuito dei festival culturali ed enogastronomici italiani, dove porta i suoi spettacoli-reading tra parole, musica e immagini di viaggio, spesso legati ai temi della sostenibilità e della cooperazione internazionale.
In agosto la cronaca lo ha visto protagonista di un momento più intimo e commosso: la scomparsa di Marco Schiavina, detto “Orso”, per anni stratega turistico e anima organizzativa di Turisti per caso, oltre che storico direttore del Teatro comunale di San Giovanni in Persiceto. Un legame, quello tra Roversi e Schiavina, nato ben prima della televisione, nei palchi del teatro di strada bolognese, e diventato negli anni parte integrante della memoria collettiva del programma.
Vita privata
Sposato con Maurizia Giusti, in arte Syusy Blady, dal 1981, Roversi ha condiviso con lei non solo la vita privata ma anche l’intera stagione televisiva di Turisti per caso. Dalla loro unione, nel 1994, nasce la figlia Zoe. La coppia si separa nel 2002, ma il legame professionale e affettivo non si è mai davvero interrotto: in una recente intervista, la stessa Syusy Blady ha raccontato di considerare Roversi ormai “come un fratello”, sottolineando quanto la loro complicità sia rimasta intatta nonostante la fine del matrimonio.
Dal 2010 Roversi ha una nuova compagna, Mietta Corli, regista e scenografa specializzata in teatro lirico, con cui firma diversi progetti multimediali e teatrali legati ai suoi viaggi.
Stile e immagine pubblica
Lontano dagli stilemi patinati del piccolo schermo, Roversi ha costruito un’immagine pubblica fatta di informalità voluta: giacche destrutturate, sciarpe da viaggio, un look che richiama più lo zaino che il camerino. È un’estetica coerente con il personaggio che ha sempre interpretato, quello del viaggiatore curioso e un po’ impacciato, mai del divo.
Negli ultimi anni questa cifra si è arricchita di un elemento simbolico forte: le moto d’epoca di famiglia, restaurate e in parte convertite all’elettrico, diventate quasi un marchio distintivo dei suoi progetti televisivi più recenti, capaci di raccontare visivamente il passaggio dalla nostalgia alla sostenibilità.
Curiosità
- Si è laureato in DAMS a Bologna a ventotto anni dalla prima iscrizione, un record che gli è valso una targa dal Rettore per aver pagato “un sacco di tasse universitarie”.
- Ha svolto il servizio civile come obiettore di coscienza tra le scuole di Mantova e l’ex manicomio cittadino, un’esperienza che racconta come formativa quanto gli anni di teatro.
- Per sette anni ha curato la “Posta del Cuore” del settimanale satirico Cuore, firmandosi con lo pseudonimo “Patatone”.
- Nel 1987 ha stabilito, insieme a Syusy Blady, un record di 100 ore consecutive in diretta televisiva, poi superato solo nel 2021.