Quando nel 2011 il produttore Carlo Degli Esposti gli propose di interpretare “Il giovane Montalbano“, Michele Riondino non ne era del tutto convinto. Conosceva molto bene gli scritti di Andrea Camilleri, ma non la serie tv con Luca Zingaretti. A persuaderlo fu proprio quest’ultimo, insieme con Gianluca Maria Tavarelli, regista di Torino, dietro la telecamera del fenomeno televisivo che, per due stagioni, nel 2012 e nel 2015, sorprese il piccolo schermo realizzando un prequel dei record, un vero caso. Così come lo è ancora oggi.
Le repliche del “Giovane Montalbano” in onda in questo periodo, ogni martedì in prima serata su Raiuno, infatti, sembrano non avere rivali tanto da essersi aggiudicate il prime time anche il 10 agosto scorso, incollando davanti alla tv quasi 2 milioni di spettatori pari al 17,1 per cento di share.
Numeri non da poco visti i giorni a ridosso del Ferragosto, quando la maggior parte degli italiani la sera è a spasso per le Riviere. Ma qual è il segreto di questo prodotto che ogniqualvolta compare in tv, l’ultima fu nel 2023, sembra non temere la concorrenza.
«Il segreto sta tutto nel personaggio di Salvo Montalbano nato dalla penna di Andrea Camilleri. Lui è stato in grado di descrivere figure che, seppur nate dalla fantasia, sembrano reali», ci racconta Gianluca Maria Tavarelli, raggiunto proprio mentre sta preparando la seconda stagione di “Guerrieri” con Alessandro Gassmann e già noto per i successi di “Paolo Borsellino“, “Maria Montessori“, “Io ti cercherò“, “Everybody loves diamonds“, solo per citarne alcuni.
«L’universo descritto da Camilleri è perfetto, senza tempo – continua -. Io stesso in questi giorni sto riguardando la serie, la trovo sempre attuale, mi sembra di averla girata ieri. Non è invecchiata registicamente, per questa ragione credo che piaccia così tanto al pubblico il quale, infatti, sta riempiendo i social di critiche positive».
E di richieste affinché la Rai decida di mandare in onda anche la seconda stagione del prequel dedicato a Salvo Montalbano che, appena divenuto commissario, comincia le sue prime indagini a Vigata, dove aveva vissuto da bambino. Nonostante l’età, Salvo già dimostra abilità nel risolvere misteri all’apparenza molto complicati anche se il talento nel lavoro, in cui si getta a capofitto, fa da contraltare alle sue relazioni con le persone che gli sono intorno, verso cui è ancora schivo e diffidente.
È fidanzato con Mery, insegnante catanese con cui vive una complicata relazione a distanza destinata presto a concludersi.