Dall’Alpe d’Huez al Tourmalet, passando per Izoard e Ventoux: ecco le gare di triathlon oltralpe sulle mitiche salite della Grande Boucle

Alberto Fumi

11 agosto – 10:07 – MILANO

Il dinamismo del multisport abbinato al fascino della Grande Boucle. Ogni estate, tra luglio e settembre, in Francia, poco oltre il confine, si possono affrontare stimolanti gare di triathlon che ricalcano alcune salite iconiche del Tour De France.

ALPE D’HUEZ—  

In questi giorni, la salita dalle 21 curve intitolate ai vincitori di tappa, teatro della scalata da record di Tadej Pogacar al Tour 2026, ha ospitato l’Alpe d’Huez Triathlon con arrivo proprio in cima alla mitica ascesa. Il formato di punta, il Triathlon L, parte con 2,2 km di nuoto nelle acque fredde del Lac du Verney, prosegue con 118 km di bicicletta e circa 3200 metri di dislivello positivo, incatenando tre colli, l’Alpe du Grand-Serre (15 km al 6,5%), il Col du Malissol e il Col d’Ornon, prima dell’assalto finale ai mitici 21 tornanti, e si chiude con circa 20 km di corsa a piedi in quota, attorno al Col de Sarenne. Esistono anche un formato M più breve, un duathlon e prove dedicate ai più piccoli. La salita simbolo, ovviamente, è la classica scalata all’Alpe d’Huez. 13,9 km all’8% di pendenza media. Il Tour vi transitò per la prima volta nel 1952, quando Fausto Coppi la scalò in solitaria verso la vittoria; negli anni ’70 e ’80 la montagna fu quasi annessa dai corridori olandesi (Zoetemelk, Kuiper, Winnen, Rooks, Theunisse conquistarono 8 arrivi su 13 tra il 1976 e il 1989), tanto da guadagnarsi il soprannome di “Montagna degli Olandesi” e il tornante numero 7 quello di “Virage des Hollandais”, ancora oggi colorato d’arancione dai tifosi. Nel Tour de France 2026 l’Alpe d’Huez è stata scalata per la prima volta nella storia due volte in due tappe consecutive, il 24 e il 25 luglio, da due versanti diversi.

EMBRUNMAN—  

Se esiste un triathlon che si è guadagnato lo status di mito assoluto, è l’Embrunman, a Embrun, nelle Hautes-Alpes. Si corre ogni anno il 15 agosto, data fissa dal 1984 (nel 2026 sarà la 42A edizione) e nel formato XXL prevede 3,8 km di nuoto nel lago di Serre-Ponçon, 188 km di bicicletta con circa 5000 metri di dislivello positivo punteggiati da diverse ascese impegnative, la più celebre delle quali è il Col d’Izoard, e infine una maratona completa di 42,195 km. Il dislivello complessivo, circa 5.400 metri, ha fatto guadagnare alla gara la definizione, coniata dal quotidiano del territorio Le Dauphiné Libéré, di “triathlon più duro al mondo”. La salita simbolo è il Col d’Izoard (2360 m in vetta), reso leggendario dalla sua parte più alta, la Casse Déserte: un paesaggio lunare di pietrisco e guglie rocciose dove una stele ricorda due giganti del ciclismo, Fausto Coppi e Louison Bobet. L’albo d’oro dell’Embrunman, gara indipendente e fuori dai grandi circuiti internazionali, è comunque prestigioso: lo spagnolo Marcel Zamora Pérez detiene il record con 6 vittorie, davanti alle 5 di Yves Cordier; nel 1991, quando la gara ospitò una tappa di Coppa del Mondo, al via c’era anche Mark Allen, tra i più grandi triatleti di sempre, mentre nel 2013 fu la britannica Emma Pooley a trionfare tra le donne. Perché parteciparvi: è semplicemente la gara che ha scritto la storia del triathlon di montagna in Francia, con un pubblico lungo il percorso che si conta a decine di migliaia.

Vercorsman—  

Il Vercorsman, a Saint-Nazaire-en-Royans, nella Drôme, è una gara dalla storia molto recente. Nel 2026 si disputerà la settima edizione, in programma dal 21 al 23 agosto, con quattro formati distribuiti su tre giorni: dal breve S (750 m di nuoto, 24 km di bici, 5,5 km di corsa) fino all’XL, di gran lunga il più impegnativo, con 2,2 km di nuoto, 120 km di bicicletta e 3000 metri di dislivello positivo attraverso le gole e gli altipiani del Parco Naturale Regionale del Vercors, seguiti da 20 km di corsa. Il massiccio del Vercors non è terra di tappe fisse del Tour de France come le Alpi o i Pirenei, ma la sua storia ciclistica esiste ed è affascinante: il Col de Rousset, poco distante dal tracciato della gara, è stato valicato tre volte dalla Grande Boucle (1984, 1996, 1998), mentre la vicina Villard-de-Lans ha ospitato arrivi di tappa memorabili. Il più celebre resta forse quello del 1989, quando Laurent Fignon vinse in solitaria pochi giorni prima di perdere il Tour per soli 8 secondi contro Greg LeMond nella cronometro finale di Parigi (uno dei margini più risicati nella storia della corsa). Più di recente, nel 2020, la Villard-de-Lans Côte 2000 ha visto trionfare il tedesco Lennard Kämna al termine di una fuga. Perché partecipare? Per chi cerca la fatica delle grandi distanze senza la ressa delle gare più celebri, in un contesto naturale mozzafiato, questa è la scelta ideale.

Il Triathlon de la Madeleine—  

In Maurienne, valle che ospita alcuni dei colli più celebri del ciclismo mondiale, il Triathlon de la Madeleine si è conquistato la fama di triathlon più montano di Francia. Si corre sabato 22 agosto 2026, per la 12a edizione, tra Saint-Rémy-de-Maurienne e Saint-François-Longchamp, in Savoia. Nel formato di punta, il L-3400, appena 100 km di bicicletta racchiudono 3400 metri di dislivello positivo, una densità di pendenza tra le più estreme d’Europa: il percorso, che parte con 1,8 km di nuoto nel laghetto di Saint-Rémy-de-Maurienne, incatena i Lacets de Montvernier, il Col de la Croix de Fer e il Col du Glandon, prima della durissima rampa finale verso Montgellafrey, e si chiude con 16 km di corsa a piedi. Esistono anche i formati più contenuti M-2200 e S. La salita simbolo qui non è un lungo colle alpino, ma una miniatura di ingegneria stradale diventata iconica: i Lacets de Montvernier, diciassette tornanti strettissimi incastonati in poco più di due chilometri di parete rocciosa, costruiti tra il 1931 e il 1934 per collegare il villaggio sospeso di Montvernier alla valle sottostante. Nonostante l’aspetto spettacolare, sono entrati nella storia del Tour de France solo nel 2015 (17a tappa), quando le riprese aeree dei tornanti impilati uno sull’altro fecero il giro del mondo; sono poi tornati nel 2018 e nel 2022. Il resto del percorso attraversa altri due classici assoluti della Grande Boucle, il Col de la Croix de Fer (2067 m) e il Col du Glandon, entrambi a pochi chilometri in linea d’aria dall’Alpe d’Huez. 

SUL MONTE VENTOSO—  

Chiude la stagione, a settembre, la gara dedicata ad uno dei colli più iconici del Tour de France. ll VentouxMan si corre il 19-20 settembre 2026, per l’11a edizione, a Monteux, nel Vaucluse. Il Triathlon L apre con 2 km di nuoto nel lago di Monteux, prosegue con 104 km di bicicletta e circa 2200 metri di dislivello positivo (quasi interamente pianeggianti fino ai piedi della montagna) e culmina con l’ascesa del Mont Ventoux dal versante di Bédoin, il più duro e celebre dei tre: 21 km a una pendenza media del 7,5%, per 1600 metri di dislivello. Il ritorno passa per Malaucène e il Col de la Chaîne, prima di una corsa a piedi di 18 km attorno al lago. Il programma comprende anche un Duathlon L, un Triathlon Gravel M, un Triathlon S e una prova di 10 km. Il Ventoux, Gigante di Provenza, porta con sé una delle pagine più drammatiche della storia del ciclismo. Il 13 luglio 1967, durante la 13a tappa del Tour de France, il britannico Tom Simpson collassò a poco più di un chilometro dalla vetta e morì poco dopo, per un mix fatale di caldo estremo, alcol e anfetamine assunti durante la corsa. Una stele lungo la salita, quasi all’altezza del punto della tragedia, è diventata meta di pellegrinaggio per generazioni di ciclisti. La montagna ha poi regalato al Tour momenti epici anche in chiave positiva, dal tributo di Eddy Merckx nel 1970 fino ai duelli più recenti tra i big del gruppo. Tra i vincitori del VentouxMan spicca un nome che arriva direttamente dal ciclismo professionistico: Anthony Roux, per anni corridore del World Tour con la maglia della Groupama-FDJ, ha vinto l’edizione 2024 al suo primo triathlon in carriera.

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SUL TOURMALET—  

A luglio, è andata in scena una novità del triathlon francese e non solo. Si tratta di Ascend Xtreme Triathlon, a Lourdes, nelle Hautes-Pyrénées, una prova qualificante per il leggendario Norseman norvegese. La distanza è unica, non esistono formati ridotti: 3,8 km di nuoto, 186 km di bicicletta e 42 km di corsa, per un totale di 232 km e un dislivello complessivo intorno ai 4800 metri in bici e 1400 in corsa. Si parte alle 3 del mattino con una nuotata notturna nel lago di Lourdes, illuminata solo dai fari frontali degli atleti; al sorgere del sole si passa alla bicicletta, con 180 km che affrontano quattro colli pirenaici, tra cui il Port de Balès, il Col d’Aspin e la salita di Payolle, prima della maratona finale, che si arrampica fino in vetta al Col du Tourmalet, con possibile prosecuzione verso il Pic du Midi per chi rispetta i cut-off. La salita simbolo è naturalmente il Tourmalet (2115 m), il colle più valicato nella storia del Tour de France: 74 passaggi dal 1910 a oggi. Fu proprio quell’anno, il 21 luglio 1910, che il Tour mise piede per la prima volta sui Pirenei: il francese Octave Lapize dovette spingere la bicicletta a piedi per larghi tratti della salita, allora sterrata, e al passaggio dell’auto degli organizzatori sbottò con la celebre frase “Vous êtes des assassins! Oui, des assassins!”. Vincerà comunque quella tappa e, a fine luglio, l’unico Tour de France della sua carriera.