Voce fievole, viso segnato e animo mansueto. Vittorio Sgarbi torna nuovamente in pubblico. Lo fa ad Andora, dove al Castello dei Clavesana è stata inaugurata la mostra Figure di donna. Tesori d’arte dalla Fondazione Cavallini Sgarbi. Accanto alla sorella Elisabetta Sgarbi, il critico d’arte ha introdotto il percorso espositivo e presentato il volume nato dalla selezione delle opere.
La mostra
La mostra raccoglie oltre 35 dipinti e sculture provenienti dalla Collezione Cavallini Sgarbi e attraversa più di quattro secoli di rappresentazione della figura femminile nell’arte italiana. Sante, figure mitologiche, personaggi storici e ritratti compongono un percorso che va dal Cinquecento ai primi decenni del Novecento. Tra gli artisti presenti figurano anche Artemisia Gentileschi e Orsola Maddalena Caccia. Per Sgarbi l’esposizione ha anche un significato profondamente familiare. La collezione porta infatti il nome della madre, Rina Cavallini, alla quale il critico ha rivolto un pensiero di gratitudine per avere condiviso con lui «un percorso che è stato di vita e di spirito prima ancora che di arte». A La Stampa ha raccontato anche come negli anni avessero costruito insieme la raccolta: «Mia madre partecipava alle mie “cacce” come fossimo stati in due a muoverci, io indicavo la preda e lei pensava a catturarla. Col tempo riusciva a capire quali fossero le prede buone senza bisogno che glielo dicessi io».