Si è spento a 53 anni il ciclista Andrea Drei. La sua è stata una vita per il ciclismo, che negli anni ’90 da dilettante lo ha portato a gareggiare e a ottenere buoni piazzamenti in diverse gare in giro per l’Italia. E che ha praticato per tutta la vita per passione, macinando chilometri sulle due ruote.
Drei viveva a Reda, dove lavorava come coltivatore diretto. Lascia la madre, la moglie Silvia e il figlio Riccardo, anche lui ciclista dilettante, oltre a una comunità scossa per la perdita, avvenuta nella notte tra domenica e lunedì a causa di una malattia che purtroppo non gli ha lasciato scampo.
Tra i piazzamenti migliori della sua carriera ciclistica si ricordano la vittoria alla seconda tappa del Giro della Valsesia nel 1996: quell’anno Drei correva nel G. S. Podenzano – Italfine – Addax – Tecnostamp e arrivò a Foresto, in Piemonte. L’anno dopo ottenne il quinto posto nella classifica finale del Giro del Friuli-Venezia Giulia e il secondo posto al trofeo Attilio Strazzi e l’anno successivo, nel 1998, il quinto posto al campionato italiano su strada Élite.
Anche il padre di Andrea Drei, Sauro, era stato un ciclista appassionato: è venuto a mancare in un incidente stradale quando il figlio era adolescente, e ogni anno ad aprile l’Asd società ciclistica Reda lo ricorda in un memorial che quest’anno è arrivato alla 40esima edizione. “Andrea si divertiva ancora in bici – è il ricordo di un amico –, ha corso tutta la vita. Era una di quelle persone che se avevi bisogno ti aiutava sempre”.
I funerali saranno celebrati domani mattina con partenza alle 9.15 dalla camera mortuaria e arrivo verso le 9.30 alla chiesa di Reda.