Iva Zanicchi è pronta a dire addio ai concerti. Non alla televisione, non al mondo dello spettacolo, ma alla vita sul palco con la quale ha costruito una carriera lunga oltre sessant’anni. La cantante ha annunciato che il 2026 sarà l’ultimo anno di esibizioni dal vivo, spiegando a ‘Oggi’ di sentire il peso di spostamenti e impegni: “Sono una cretina, andare in giro così è pazzesco, è troppo! Ma è l’ultimo anno, eh, poi di concerti non ne faccio più. Se Dio mi dà la fortuna di campare, magari faccio la tv e altre cose, ma basta cantare”.

Non si tratta dunque di un addio definitivo alle scene. Zanicchi, che ha compiuto 86 anni, immagina per il futuro una presenza ancora legata allo spettacolo, ma con ritmi diversi. La televisione potrebbe essere una delle strade da percorrere una volta conclusa l’attività concertistica.

La decisione arriva dopo una carriera che l’ha trasformata in una delle voci più riconoscibili della musica italiana. Zanicchi ha vinto tre volte il Festival di Sanremo, nel 1967, nel 1969 e nel 1974, ed è stata protagonista anche all’Eurovision. Una storia artistica costruita tra dischi, concerti e televisione, con una presenza costante nel panorama italiano per diverse generazioni. E proprio il rapporto con il pubblico resta uno degli aspetti che rendono più difficile immaginare un addio al palco. Per questo Zanicchi non ha scelto di interrompere immediatamente l’attività: ci sarà ancora un’ultima stagione di concerti, prima di voltare pagina. L’idea è quella di concedersi ancora un periodo di musica dal vivo, ma sapendo che sarà l’ultimo.

Nel frattempo, l’artista continua a guardare con affetto alle proprie origini. Il 7 agosto Ligonchio ha inaugurato una targa con la scritta “Paese d’origine di Iva Zanicchi”, accanto al cartello di benvenuto del paese. E una seconda targa collocata a Vaglie, il borgo dove è nata, in particolare una targa sulla casa natale della cantante. Un’occasione che le ha permesso di raccontare anche la storia della sua nascita: “Anche se io, a voler esser precisi, sono nata nella stalla — le sue parole — Era sotto la stanza principale, tipico delle case dei contadini. La mamma, pur avendo già le doglie, era ‘scesa’ ad accudire una mucca che sua cognata le aveva prestato perché avessimo un po’ di latte in più: io ero in arrivo, ma c’erano già le mie due sorelline”.

Poi il ricordo di quella nascita, il 18 gennaio 1940, in pieno inverno: “L’ostetrica di Ligonchio si era rifiutata di venire — conclude Zanicchi — era il 18 gennaio del 1940, sulle strade c’era una neve che non si era mai vista. Disse: ‘La Elsa ha già avuto due bambine, si arrangia da sola’”.

Due giorni dopo l’inaugurazione, però, la targa dedicata alla cantante è stata vandalizzata. Un episodio che ha macchiato un omaggio pensato per celebrare il legame tra Zanicchi e la sua terra, proprio mentre l’artista si prepara a chiudere uno dei capitoli più importanti della propria vita professionale. Per il dispiacere della cantante: “Un gesto stupido”.