di
Barbara Visentin
Il cantautore è il terzo partecipante ufficializzato dello show di Rai 1 che riparte il 3 ottobre
E così l’Extraterrestre ha portato Eugenio Finardi non proprio su una stella, bensì a «Ballando con le stelle», dritto nel pianeta del sabato sera di Rai 1, terzo concorrente ufficiale, dopo Aurora Ramazzotti e Alessandro Matri, dello show di Milly Carlucci che riparte il 3 ottobre.
Una svolta inaspettata per un cantautore impegnato?
«Assolutamente no, io sono dadaista per natura, metà dei titoli delle mie canzoni contiene la parola “ribelle”, tante volte ho rovesciato la mia immagine, di solito accade quando mi vesto di bianco. Anche quando uscì “Extraterrestre” fu uno scandalo, una canzone escapista dal cantautore della lotta. Sono un curioso, avido di esperienze».
Come guarda a questa?
«Sono emozionato e terrorizzato, come un bambino davanti a un ottovolante. Ad un certo punto dovevo perdere peso, ho perso 23 chili mangiando noioso e facendo esercizio fisico. Ho scoperto che quel che mi divertiva di più era ballare, ho cominciato a farlo per gioco anche con gli amici mentre suoniamo. Quindi è saltata fuori questa pazza idea».
È la prima volta che sarà concorrente di uno show in tv, a parte Sanremo?
«Sì, però ballo da sempre, anche se di nascosto, perché un grande maestro non può ballare. Ho una foto del mio annuario della scuola americana del 1970 in cui io e una mia compagna eravamo stati eletti migliori ballerini. Alla mia età, 74 anni, la vita comincia a stringersi, come una strada, e poi di colpo ti inventi qualcosa che è un’autostrada o un aeroporto per decollare e ripartire. Si riallarga il futuro, si riempie di emozioni».
Punta a vincere?
«Non credo proprio, o meglio, la testa ci sarebbe, ma bisogna vedere i tendini. Il mio scopo è divertirmi facendo parte di un grande gioco e ribaltare le carte su questo culto pagano dei cantautori. Come diceva Bennato, “sono solo canzonette”, serve un po’ di leggerezza».
Una parte del suo pubblico non apprezzerà?
«Mi hanno già criticato tantissimo nella Finardi Gang, me lo aspettavo e so esattamente chi reagirà come. Sono soprattutto i fan maschi che si sentono padroni del culto. Invece le donne, ma anche alcuni uomini, hanno accettato con molto divertimento».
D’altra parte lei, associato alla controcultura giovanile, e ai festival del Parco Lambro, approda in Rai che in questi anni è considerata così vicina al governo…
«Ma tutti noi che abbiamo creato le radio libere e i festival del Parco Lambro abbiamo iniziato in Rai. Quindi io la vedo ancora come Mamma Rai, incontro gli ultimi tecnici che stanno andando in pensione. E poi è una gara di ballo, le polemiche ideologiche sono ridicole».
È pronto per le polemiche che invece nascono durante la trasmissione?
«So bene in che gioco sto entrando. Ho guardato alcune stagioni del programma e mi ha sempre divertito tantissimo, anche per le polemiche. È un mondo talmente lontano da me che è un’esplorazione».
«Ballando» scava anche nelle storie personali…
«Non so se ci saranno abbastanza puntate. Io l’ho sempre fatto, le mie canzoni sono dei diari».
La giuria con le palette potrebbe irritarla?
«Sono permaloso di natura, ma non per quel che riguarda il ballo. Per fortuna ho una tournée, la mia vita vera di musicista. Ma ne approfitto per mandare un abbraccio a Paolo Belli, siamo amici da tempo e mi dispiace per quel che sta passando».
Cosa vorrebbe far vedere?
«So che farò una fatica immane, ma farò vedere che a 74 anni ci si può allargare il futuro e immaginare una festa davanti. Mettetevi nei miei panni e pensate a che avventura meravigliosa sta per iniziare».
Potrebbe spingerla a scrivere un nuovo disco di inediti, dopo aver annunciato nel 2025 che forse non ce ne saranno più?
«Magari sì, sto scoprendo ritmi nuovi, escamotage musicali, quindi non è detto che… Le cose avvengono per reazione e ormai sono aperto a tutto».
E come spera di ritrovarsi alla fine del programma?
«Spero di entrare in quella famiglia di privilegiati che vengono istantaneamente riconosciuti dalle persone. È stato così per tanto tempo, poi dal 2000 non sono più parte della grande industria ed è normale che tanta gente non mi conosca. Quelli che si ricordano, pensano al parco Lambro, appunto, ma in mezzo c’è stata una vita, ho avuto tre figli, ho il brevetto avanzato da sub e quello di volo. Ho fatto tantissime cose e invece si torna sempre alla lotta, alla droga e che due maroni. Mi piacerebbe farmi conoscere con simpatia, vorrei che al supermercato mi fermassero dicendo “ha ballato bene ieri sera”. Perché no? A 75 anni fa piacere».
13 agosto 2026 ( modifica il 13 agosto 2026 | 07:03)
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