Dopo l’infortunio che ha compromesso la finale dei 100 a Birmingham, Marcell ha sfogato la sua tristezza sui social: “Ma non mollo” Per lui sospetta distrazione all’adduttore sinistro
13 agosto – 08:26 – BIRMINGHAM (INGHILTERRA)
Marcell Jacobs, che sostiene di avere sempre bisogno di dormire tanto, martedì notte – nella sua stanza al Leonardo Royal Hotel in Broad Street, quartier generale di tutta la delegazione italiana – non ha quasi chiuso occhio. Troppo alta l’adrenalina e troppo grande la delusione per quanto accaduto poche ore prima nella finale dei 100 degli Europei di Birmingham 2026. La pista blu in poliuretano della statunitense Beynon Sports, all’Alexander Stadium, avrebbe potuto regalargli il terzo titolo consecutivo. Invece lo ha visto finire al 7° posto, azzoppato poco dopo metà gara e costretto a rialzarsi. Da mangiarsi le mani, considerando anche l’esito delle semifinali di poco precedenti, con l’azzurro nettamente il migliore in 10”08.
il responso—
La colazione, le prime terapie, l’arto visibilmente fasciato, una breve riunione coi compagni, con qualche parola di incoraggiamento per chi ancora deve gareggiare, un po’ di riposo, un’ecografia con l’assistenza dello staff medico federale. Quindi una diagnosi inevitabilmente intermedia: “Sospetta distrazione muscolare all’adduttore lungo della coscia sinistra”. Lo stesso già toccato duramente il 7 luglio in allenamento, a Casal del Marmo. L’edema tipico di questi infortuni impedisce, per ora, di essere più precisi. “L’atleta ha cominciato il percorso fisioterapico per far riassorbire e defluire l’edema – spiega il responsabile dell’equipe sanitaria Fidal, Andrea Billi –. Jacobs, mercoledì mattina, eseguirà una risonanza magnetica con l’ausilio dell’intelligenza artificiale, all’Istituto di medicina e scienza dello sport di Roma e solo allora si potrà saperne di più, eventuale percorso terapeutico compreso”. Insieme a lui, allo stadio, prima dell’inizio della sessione serale, ci sono il presidente Stefano Mei, il dt Antonio La Torre e coach Paolo Camossi.

la stagione—
Il gardesano rimarrà a Birmingham fino alla fine della manifestazione. Nel mentre, verrà sottoposto a pressoterapia, Tecarterapia e a trattamenti con caldo umido. Nel volo di ritorno utilizzerà calze compressive. Parlare di quanto accadrà dopo è prematuro. Dipenderà, appunto, dall’esito dell’esame di mercoledì. In programma ci sarebbero alcuni meeting e, soprattutto, gli Ultimate Championships dell’11-13 settembre a Budapest, dove il 15, con Roma in lizza, verranno scelte le sedi dei Mondiali 2029 e 2031 (non una settimana dopo a Copenaghen, come in un primo tempo annunciato). L’impressione però, vista la dinamica dell’incidente e i precedenti, è che la stagione di Marcell sia terminata. “A volte – aveva scritto Marcell sui social in mattinata – la sfortuna ci vede fin troppo bene. Dopo una semifinale dominata, con un tempo che sarebbe bastato per vincere la finale, ero pronto a giocarmi ancora una volta il titolo. Ma quella finale non sono nemmeno riuscito a correrla. Un infortunio prima del via mi ha fermato, ancora una volta. Fa male. Tanto. Soprattutto quando sai di esserci e di poter lottare per vincere. Adesso faremo tutti gli accertamenti necessari per capire cosa sia successo e come procedere. Una cosa, però, non cambia: non si molla. Mai. Ci vediamo presto”.
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il commento—
“Marcell – specifica Camossi – ha avvertito crampi ai polpacci facendo un allungo in zona call room, prima della finale. Ho capito che era in sofferenza, l’ho visto male e l’ho invitato a desistere. Ma ci teneva troppo. Ci ha provato e, con la struttura di corsa forzatamente modificata, è finita così. La sua caparbietà è da prendere a esempio. Non abbiamo nulla da rimproverarci. Nemmeno la scelta di andare a correre in Austria a inizio luglio, in un meeting dove il vento spira sempre molto a favore, alla ricerca dell’ipervelocità. Abbiamo curato ogni dettaglio, era tornato ai suoi livelli, aveva trovato l’azione migliore di sempre. Potremmo sottolineare che il tempo trascorso tra semifinale e finale, un’ora, è stato troppo poco. Anche che si sono fatti male in tanti. Ma a che pro? Forse doveva succedere. Adesso la priorità è guarire”. La chiusura spetta a Mei: “Marcell, avesse solo messo un piede davanti all’altro – sospira il presidente Fidal – avrebbe l’oro al collo. La sua non è una carriera fortunata. Tornerà in cantiere e più forte di prima”.
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