Il punto serale sulle notizie del giorno
Iscriviti e ricevi le notizie via email

A circa vent’anni dal debutto della fiction Capri su Rai 1, l’attrice Alexandra Dinu ha ricordato il profondo legame affettivo con il suo personaggio Greta e il duraturo successo della serie rivelando il legame con gli spettatori. La riproposizione della serie nel daytime estivo ha fatto registrare ottimi dati di ascolto, confermandosi un cult televisivo intramontabile. 


APPROFONDIMENTI

«Greta è arrivata nella mia vita professionale in un momento in cui stavo ancora costruendo la mia identità come attrice, e interpretarla mi ha insegnato molto su cosa significhi raccontare una ragazza che cerca il proprio posto nel mondo, la propria famiglia, la propria appartenenza.

In un certo senso le nostre strade si sono intrecciate: io stavo trovando la mia strada tanto quanto lei stava trovando la sua» – racconta l’attrice a proposito del suo personaggio.

Proseguendo: «Vedere Capri tornare in onda dopo vent’anni è per me una grandissima emozione. In questi giorni ricevo tantissimo affetto, video e scene della serie da parte di tanta gente che la sta riguardando, e sento tutto l’entusiasmo che c’è dietro ogni messaggio. Voglio ringraziare di cuore la gente per questo affetto: mi riporta indietro fino all’adolescenza di quel personaggio, ed è qualcosa che non può che farmi immensamente piacere. Quello che mi ha sempre stupita, in tutti questi anni, non sono solo queste repliche: è quanto affetto la gente abbia continuato a dimostrare per questa storia, anche molto prima che tornasse in onda. Mi è capitato tantissime volte, anche molti anni dopo la fine della serie, di essere fermata per strada da persone che mi parlavano di Greta come se fosse una cosa recente».

«Ricordo un episodio che ancora oggi mi fa sorridere. Durante la pandemia ero in aeroporto, in un negozietto di giornali, con la mascherina che mi copriva tutto il viso fino agli occhi e un cappellino in testa: praticamente irriconoscibile. Eppure la persona che lavorava lì mi ha riconosciuta lo stesso, e le ho chiesto, ridendo, come avesse fatto. Mi ha risposto: “Dalla voce e dagli occhi.” Pensandoci, fa uno strano effetto: erano passati quindici anni da quando avevo interpretato quel personaggio, eppure ero rimasta abbastanza riconoscibile da farmi scoprire anche sotto una mascherina».

E non solo: «Il mio lavoro mi ha portato a girare in tanti angoli d’Italia, ma Capri e la costiera amalfitana sono i posti che si sono presi il mio cuore per sempre. Non ho mai smesso di tornarci: grazie a questa fiction ho conosciuto davvero la cultura italiana e napoletana, i valori della famiglia, ho imparato ad amare subito il dialetto, la cucina, quella simpatia così aperta e vera che ha la gente di quella terra. Ed ero felicissima, ogni mattina, di svegliarmi in un paradiso come quello e poterlo chiamare anche lavoro: mi sentivo davvero fortunata a fare il mio mestiere in un posto così. Che sia camminando lungo la costiera, o in mezzo al mare su una barca, mi fermo sempre nel silenzio: il cielo che si confonde con il mare, l’acqua azzurra, le grotte, gli scogli, i profumi di quella terra che raccontano da soli una storia. E la gente: il sorriso, l’apertura verso l’altro, la simpatia con cui sanno regalarti anche solo un piccolo momento insieme. In ogni angolo di quei posti riconosco davvero la mano di Dio. Sono i luoghi dove mi sento più a casa di ogni altro luogo al mondo» – afferma.

Poi un pensiero speciale e una considerazione sulla serie tv: «Capri era una fiction pulita, che parlava di sentimenti veri: di amicizia, di amore, di famiglia, persino di cibo, inteso come momento di condivisione, di tavola, di casa. Raccontava, senza volerlo dichiarare, l’essenza di certi valori italiani che sento sempre più rari da vedere raccontati oggi. In un mondo che rischia di perdere questi valori, credo sia prezioso avere ancora prodotti che li mostrano, che li tengono vivi attraverso una storia, invece di lasciarli sbiadire. Forse è proprio per questo che Capri continua a essere amata: non racconta solo un’isola o una famiglia, racconta un modo di sentire che tutti, in fondo, vorremmo non perdere mai».

Concludendo: «A chi sta riscoprendo la serie oggi voglio dire che questo affetto, per me, non è mai stato scontato. Ogni volta che qualcuno mi scrive di essere cresciuto con Capri, sento che quella ragazza che ho interpretato vent’anni fa continua a vivere, e questo è un regalo bellissimo».


© RIPRODUZIONE RISERVATA