Il mondo del ciclismo e la comunità di San Didero piangono la scomparsa di Riccardo Gioberto, il biker di 16 anni morto nella mattinata di ieri, mercoledì 12 agosto 2026, all’ospedale Regina Margherita di Torino. Il giovane atleta, tesserato per il team Black Crew di Trento, era ricoverato dopo essere rimasto vittima di un grave incidente il 6 giugno 2026 durante una gara di downhill a La Molina, in Spagna.
La caduta in gara e i soccorsi
L’incidente era avvenuto sul tracciato sulle montagne tra Barcellona e Andorra. A causa della caduta, il 16enne originario di San Didero aveva riportato gravi lesioni neurologiche ed era stato ricoverato all’ospedale di Sabadell, dove i medici lo avevano sottoposto a due interventi neurochirurgici. Rientrato in Italia martedì 4 agosto con un trasporto sanitario organizzato grazie a una raccolta fondi online, il ragazzo è stato ricoverato a Torino senza mai riprendere conoscenza dal coma, fino al tragico epilogo.
Il cordoglio del territorio e della federazione
“In momenti tristi come questo ogni parola è superflua e inutile. Non posso far altro che esprimere le mie più sentite condoglianze e a nome di tutta San Didero alla famiglia di Riccardo”, ha dichiarato il sindaco Alberto Lorusso. Anche il presidente del comitato regionale della Federciclismo, Massimo Rosso, ha espresso la vicinanza ai familiari, ricordando che Riccardo “negli ultimi quattro anni aveva affrontato con passione e dedizione le gare di tutti i circuiti regionali e nazionali di downhill, iniziando questa stagione con il bel secondo posto della gara d’apertura regionale a Caldirola”.
L’addio e il ringraziamento dei suoi genitori
“Nel momento di immenso dolore per la perdita del nostro adorato Ricky, desideriamo esprimere la nostra più sincera gratitudine a tutte le persone che ci sono state accanto – hanno fatto sapere sui social i genitori Sabrina e Massimo -. Grazie di cuore a tutti coloro che hanno contribuito alla raccolta fondi, a chi ci ha sostenuto con una parola, una preghiera o con qualsiasi altro gesto di affetto e solidarietà. Il vostro sostegno ci ha dimostrato che non eravamo soli”.
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