Nata negli Stati Uniti tra la fine degli anni Venti e l’inizio degli anni Trenta, la soap opera affonda le sue radici nei primi radiodrammi a puntate, trasmissioni rivolte soprattutto a un pubblico femminile, quello che trascorreva più tempo in casa per le faccende domestiche, intrattenuto con appassionanti storie di amori, intrighi e colpi di scena e incoraggiato a sintonizzarsi ogni giorno sulla stessa stazione. Tra un feuilleton e l’altro, ad attendere le ascoltatrici c’era la voce degli sponsor, perlopiù aziende produttrici di saponi — in inglese soap — che, rivolgendosi al loro pubblico di riferimento, finirono per dare il nome a tutte le trasmissioni seriali di questo genere.

A codificarne la formula furono soprattutto i serial radiofonici americani dei primi anni Trenta. Tra i titoli pionieristici viene ricordato Painted Dreams, creato da Irna Phillips e trasmesso dalla radio WGN di Chicago a partire dal 1930: puntate brevi e quotidiane, personaggi ricorrenti e storie lasciate spesso in sospeso per spingere il pubblico a tornare all’ascolto il giorno successivo. Una struttura che la televisione avrebbe poi ereditato quasi integralmente, trasformando il radiodramma domestico in uno dei generi più longevi della cultura popolare.

Dalla soap opera al binge watching, così è cambiato l’intrattenimento

Un appuntamento quotidiano di un’ora, talvolta anche meno, che nella sua ripetitività diventava un confortante incontro con personaggi che sembrava di conoscere personalmente e le cui vicende sentimentali coinvolgevano perché sapevano creare quel meccanismo di identificazione che è alla base di qualsiasi forma di serialità — i romanzi d’appendice ottocenteschi seguivano le stesse regole. Se negli anni le forme di intrattenimento e i gusti sono molto cambiati, grazie anche alle piattaforme di streaming e al binge watching, la pratica che consiste nel “divorare” le serie tv in rapida successione — un’abitudine inaugurata a partire dal 2013, quando Netflix rilasciò per la prima volta tutte le puntate di House of Cards, dando il via alle cosiddette “maratone televisive” e decretando il tramonto delle soap opera —, adesso si assiste ad un ritorno delle soap opera su smartphone.

Il principio è quello di un tempo, ma diversi sono gli strumenti di fruizione, il cellulare, e la durata, appena un minuto — a tanto si è ridotta la nostra capacità di concentrazione che poi si riflette nella streaming fatigue, quella sensazione di affaticamento e sopraffazione che ci assale a vedere la massiva proposta delle piattaforme. Sono i cosiddetti micro-trama, una tendenza nata in Asia e diffusasi rapidamente in Europa e negli Stati Uniti, tanto che nel 2023 erano già un’industria da 5 miliardi di dollari e, secondo le stime, potrebbero raggiungere tra i 20 e i 30 miliardi annui entro il 2030. Non stupisce che grandi gruppi Usa e persino la lungimirante Maria De Filippi abbiano deciso di investirci.

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