di
Massimiliano Jattoni Dall’Asén

La società di Claude potrebbe debuttare a Wall Street già a ottobre. Il FT: ricavi annualizzati fino a 120 miliardi entro fine 2026

Anthropic si prepara a quello che potrebbe diventare il debutto in Borsa con la valutazione più alta della storia. Gli investitori della società di intelligenza artificiale fondata da Dario Amodei scommettono che l’Ipo, prevista già in ottobre, possa avvenire con una valutazione di almeno 2.000 miliardi di dollari. Una cifra che permetterebbe alla società che sviluppa Claude di più che raddoppiare il valore raggiunto soltanto pochi mesi fa e di superare SpaceX, sbarcata a Wall Street a giugno con una valutazione iniziale di 1.770 miliardi di dollari. Un record, quest’ultimo, confermato dai numeri dell’operazione: la società di Elon Musk ha raccolto 75 miliardi di dollari nella più grande Ipo americana mai realizzata.

A ricostruire le aspettative intorno ad Anthropic è il Financial Times, che ha parlato con sei investitori della società. Il gruppo non ha ancora stabilito la valutazione alla quale intende presentarsi sul mercato e ha rifiutato di commentare le stime raccolte dal quotidiano britannico. Ma i suoi azionisti stanno già facendo i conti. E sono conti che danno la misura delle dimensioni raggiunte dalla corsa all’intelligenza artificiale.



















































Ricavi verso quota 100 miliardi

A sostenere valutazioni che fino a poco tempo fa sarebbero sembrate difficilmente immaginabili è soprattutto la velocità con cui stanno crescendo i ricavi. A maggio Anthropic ha annunciato di avere superato 47 miliardi di dollari di ricavi annualizzati, cioè calcolati proiettando su dodici mesi l’andamento più recente delle vendite. Il dato è stato confermato anche da Reuters. Secondo gli investitori, entro la fine del 2026 questa cifra potrebbe salire tra 100 e 120 miliardi di dollari, oltre dieci volte il livello registrato all’inizio dell’anno.

È proprio questa crescita a spiegare le valutazioni elaborate dai finanziatori. Uno degli investitori interpellati dal quotidiano britannico sostiene che, con una crescita dell’800% e applicando un multiplo di 30 volte i ricavi, Anthropic potrebbe teoricamente arrivare addirittura a 3.000 miliardi di dollari.

Il confronto con le altre società quotate

Il confronto con le società quotate resta però complicato, perché non esiste ancora a Wall Street un gruppo americano direttamente paragonabile ad Anthropic. Alcune delle aziende considerate tra le principali beneficiarie del boom dell’intelligenza artificiale, come Palantir e Nebius, hanno trattato quest’anno intorno a 55 volte i ricavi.

Anthropic è del resto già protagonista di una delle più rapide rivalutazioni nella storia recente della tecnologia. A fine maggio la società ha raccolto 65 miliardi di dollari in un nuovo round di finanziamento che l’ha valutata 965 miliardi, superando OpenAI. Sempre secondo il Financial Times, complessivamente venture capitalist, fondi sovrani e altri investitori istituzionali hanno riversato nella società quasi 100 miliardi di dollari soltanto nel 2026.

La corsa verso Wall Street

Il percorso verso la quotazione è già cominciato. Il primo giugno Anthropic ha depositato in via confidenziale presso la Sec la documentazione preliminare per l’Ipo, senza indicare né le dimensioni né le condizioni dell’offerta. La procedura consente ad Anthropic di lavorare con l’autorità americana di vigilanza prima della pubblicazione del prospetto definitivo e ha fatto scattare il cosiddetto quiet period, che limita le comunicazioni pubbliche sulle performance finanziarie.

Fondata nel 2021 da un gruppo di ex dipendenti di OpenAI e guidata da Dario Amodei, Anthropic ha guadagnato terreno sui principali concorrenti puntando in particolare sul mercato aziendale. Claude e gli strumenti collegati sono sempre più utilizzati dalle imprese e la domanda ha spinto la società a raccogliere capitali per aumentare enormemente la capacità di calcolo disponibile.

Ma una valutazione da 2.000 miliardi rappresenterebbe anche uno dei test più importanti sulla tenuta delle valutazioni raggiunte dall’intelligenza artificiale. La crescita resta impressionante, ma aumentano contemporaneamente i costi e la concorrenza. E proprio il prezzo dei modelli più avanzati sta diventando un problema per alcuni clienti.

Un modello che costa due volte e mezzo OpenAI

Secondo Artificial Analysis, il modello di punta di Anthropic costa più di due volte e mezzo quello principale di OpenAI, mentre le alternative cinesi open-weight vengono offerte a una frazione del prezzo. Sempre secondo il quotidiano britannico, alcune aziende hanno così cominciato a frenare la spesa per l’intelligenza artificiale e a scegliere soluzioni meno potenti ma più economiche.

A questo si aggiungono i rapporti difficili con l’amministrazione Trump e il contenzioso con il dipartimento della Difesa americano. A giugno Washington aveva imposto restrizioni all’accesso ai modelli Fable 5 e Mythos 5, inducendo Anthropic a disabilitarli temporaneamente. Le limitazioni sono state poi revocate a fine giugno dopo l’introduzione di nuove salvaguardie. Secondo alcuni investitori, la vicenda ha contribuito al rallentamento della crescita dei ricavi registrato in giugno, prima di una successiva ripresa.

È proprio qui che si giocherà la partita dell’Ipo. A 2.000 miliardi di dollari Anthropic partirebbe con una valutazione superiore agli 1.770 miliardi riconosciuti a SpaceX nella sua Ipo record di giugno. Sarebbe una scommessa sulla capacità della società di mantenere ritmi di crescita eccezionali mentre aumenta la concorrenza e i clienti diventano più attenti ai costi. E soprattutto sarebbe uno dei più importanti banchi di prova per capire fino a che punto Wall Street sia ancora disposta a scommettere sulla corsa globale all’intelligenza artificiale.

Nuova app L’Economia. News, approfondimenti e l’assistente virtuale al tuo servizio.

SCARICA L’ APP

Iscriviti alle newsletter de L’Economia. Analisi e commenti sui principali avvenimenti economici a cura delle firme del Corriere.

13 agosto 2026