Per qualche ora il centro di Strambino non sarà soltanto il punto di partenza di una corsa ciclistica. Diventerà il luogo dal quale verrà lanciato l’ultimo assalto al Tour de l’Avenir 2026, una delle competizioni internazionali più importanti per i giovani talenti delle due ruote. Mercoledì 26 agosto il gruppo lascerà il Canavese per affrontare una giornata destinata a concludersi molto più in alto, sulle montagne di Ceresole Reale, al Lago Serrù.
In questi giorni i tecnici e gli organizzatori della manifestazione hanno supervisionato il centro di Strambino, verificando gli spazi che dovranno accogliere partenza, mezzi della corsa, squadre e strutture organizzative. Il conto alla rovescia è quindi entrato nella fase operativa.
La partenza ufficiale della settima e ultima tappa è prevista alle 12 da piazza Municipio. Davanti ai corridori ci saranno 130 chilometri, con l’arrivo al Lago Serrù stimato intorno alle 16. Il sito ufficiale della corsa indica per la frazione un dislivello positivo di 2.722 metri: numeri che chiariscono subito come la giornata italiana non sarà una passerella finale, ma possa diventare il terreno dell’ultima battaglia per la classifica generale.
Da Strambino la corsa attraverserà il Canavese prima di imboccare la Valle Orco. Il tracciato annunciato dalla Città metropolitana interesserà, tra gli altri territori, Caravino, Romano Canavese, San Martino Canavese e Agliè, per poi passare da Rivarolo, Cuorgnè e Pont Canavese e risalire progressivamente verso Ceresole Reale. La vera selezione, inevitabilmente, arriverà in montagna.
Il traguardo è collocato in uno dei luoghi più spettacolari dell’arco alpino piemontese, lungo la Strada Provinciale 50 del Colle del Nivolet, nel territorio del Parco Nazionale Gran Paradiso. La salita finale verso il Serrù è già conosciuta dal grande ciclismo: proprio qui terminò una tappa del Giro d’Italia 2019.
Gli ultimi chilometri spiegano perché gli organizzatori abbiano scelto questo scenario per decidere il Tour de l’Avenir. Secondo i dati diffusi dalla Città metropolitana, gli ultimi 5 chilometri presentano una pendenza media del 9,2%, con punte del 13%. Considerando gli ultimi 20,3 chilometri, la media è del 6%, con settori che raggiungono il 14% subito dopo Noasca.
Tradotto nel linguaggio della corsa, significa che chi arriverà a Strambino ancora in lotta per la maglia gialla non potrà permettersi una giornata di controllo. Il Serrù offre terreno sufficiente per attaccare, perdere minuti o ribaltare una classifica costruita durante una settimana di gara. E prima ancora di arrivare in Italia i corridori avranno già accumulato molta fatica.

La 62ª edizione del Tour de l’Avenir si correrà dal 20 al 26 agosto, dalla Normandia alle Alpi. Il programma comprende sette tappe, con una cronometro individuale di montagna e una durissima penultima giornata con arrivo sul Col de l’Iseran, prima dello sconfinamento in Piemonte per il gran finale. L’arrivo a Strambino rappresenterà dunque il passaggio dall’ultima notte della corsa all’ultima resa dei conti.
Per il Comune è anche un appuntamento di grande visibilità. La sindaca Sonia Cambursano, che è anche consigliera metropolitana delegata al turismo, ha espresso soddisfazione per la scelta. Appassionata di ciclismo, Cambursano ha sottolineato nelle scorse settimane soprattutto la possibilità di utilizzare la gara come vetrina per il territorio canavesano, dalla zona collinare fino alla Valle Orco e al Gran Paradiso. La tappa conclusiva sarà infatti trasmessa da Eurosport. Dietro alla scelta di Strambino c’è anche la volontà della Città metropolitana di Torino di riportare il Tour de l’Avenir sulle proprie strade dopo l’esperienza del 2024.
Due anni fa la corsa aveva raggiunto Condove con una frazione transfrontaliera partita da Les Karellis. Il giorno successivo il programma aveva proposto la tappa conclusiva da Bobbio Pellice al Colle delle Finestre. Quell’esperienza ha spinto l’ente metropolitano a lavorare per riportare nel Torinese la manifestazione, questa volta spostandola verso il Canavese e il Gran Paradiso. Non si tratta, del resto, di una corsa giovanile qualsiasi.
Il Tour de l’Avenir viene spesso considerato una sorta di Tour de France dei giovani. La sua storia è passata attraverso corridori destinati a diventare protagonisti assoluti del ciclismo internazionale. Nell’albo d’oro compaiono, tra gli altri, Felice Gimondi, Greg LeMond, Miguel Indurain, Laurent Fignon, Egan Bernal e Tadej Pogačar. Il sito ufficiale ricorda che sedici edizioni del Tour de France sono state vinte da corridori che in precedenza avevano conquistato il Tour de l’Avenir. Il paragone con il futuro del professionismo, quindi, non è soltanto uno slogan.
L’edizione 2026 introduce inoltre un cambiamento importante. Accanto alle selezioni nazionali possono partecipare anche le squadre di sviluppo collegate ai grandi team professionistici, una modifica pensata per adeguare la manifestazione all’evoluzione del ciclismo moderno, dove i corridori arrivano sempre più giovani alle porte del World Tour.
Tra gli atleti indicati come protagonisti più attesi figura anche l’italiano Lorenzo Finn, due volte campione del mondo tra Juniores e Under 23 e considerato uno dei talenti da osservare nella corsa. La lista annunciata comprende formazioni di sviluppo legate, tra le altre, ad Astana, Soudal Quick-Step, Visma, UAE Team Emirates, Red Bull-Bora-hansgrohe e Decathlon, oltre alle rappresentative nazionali.
Alla presentazione della tappa, organizzata il 27 luglio proprio nel Municipio di Strambino, era arrivato anche un ospite che non ha bisogno di molte presentazioni: Bernard Hinault, cinque volte vincitore del Tour de France e da anni vicino alla manifestazione. Il campione francese aveva indicato proprio le lunghe salite delle giornate finali come uno dei punti in cui la classifica potrebbe essere completamente rivoluzionata. Per Strambino, però, prima della battaglia sportiva c’è quella organizzativa.
Una partenza internazionale porta con sé la necessità di predisporre viabilità, sicurezza, aree dedicate alle squadre, spazi per la carovana e gestione del pubblico. Il sopralluogo effettuato dai tecnici nel centro del paese serve proprio a preparare una macchina organizzativa che il 26 agosto dovrà funzionare con precisione.
La Città metropolitana sarà direttamente coinvolta anche attraverso il proprio Dipartimento Viabilità e Trasporti, chiamato a garantire la percorribilità delle strade provinciali interessate dalla gara.
Poi toccherà ai corridori.
Alle 12 il gruppo lascerà piazza Municipio. Nel giro di poche ore cambieranno completamente paesaggio, quota e caratteristiche della strada: dal centro di Strambino alle campagne e ai paesi del Canavese, quindi dentro la Valle Orco fino ai tornanti che salgono verso il Lago Serrù. Una linea lunga 130 chilometri che unirà per un giorno Strambino alle grandi montagne del Gran Paradiso. E sulla quale, soprattutto, potrebbe essere scritto il nome di uno dei campioni del ciclismo di domani.


