Si sono incontrati quasi per caso e, da quell’incontro, è nata la decisione di intraprendere insieme una grande avventura. Andrea Romei, montevarchino, e Michele Balucani, aretino, hanno percorso 4.000 chilometri in bicicletta, partendo da Rovereto e arrivando fino a Capo Nord. Un’esperienza straordinaria che ha visto i due ciclisti protagonisti della NorthCape4000, una delle più affascinanti e impegnative avventure di bikepacking del panorama internazionale.
A raccontare come è nata la loro collaborazione è stato lo stesso Balucani. “L’incontro con Andrea è stato un caso – ha spiegato – perché eravamo iscritti entrambi e tramite un amico in comune lui m’ha contattato e mi ha detto: ’Siamo vicini, che facciamo? Ci proviamo a farla insieme?’. E siamo andati insieme”. Un’avventura condivisa fin dalla partenza e diventata, chilometro dopo chilometro, una sfida soprattutto di resistenza e determinazione. Per Romei, il viaggio ha avuto anche un significato particolare: raccontare Montevarchi e una parte della sua storia sportiva, quella legata alla società Aquila, che non è soltanto calcio, ma ha una tradizione importante anche nel ciclismo. Durante l’intera avventura, infatti, il ciclista valdarnese ha portato con sé la bandiera della sezione ciclistica del Club Sportivo Aquila Montevarchi, rendendo simbolicamente protagonisti del viaggio anche i colori rossoblù della sindaca Silvia Chiassai Martini, che si è congratulata pubblicamente con lui.
Dietro le immagini e il fascino di un viaggio attraverso l’Europa, però, c’è stata una prova fisica e mentale particolarmente impegnativa. Balucani ha raccontato così le sensazioni vissute durante la NorthCape4000. “È stata un’esperienza bellissima, dal punto di vista sia fisico che mentale, perché queste sono avventure che si fanno più con la testa che con il fisico. Chiaramente ci vuole un allenamento importante, soprattutto a stare tante ore in sella, non tanto per la velocità, la forza, come si deve mettere, ma la resistenza a stare 12, 13, 14 ore al giorno in bicicletta, che è veramente impegnativo”.
Una sfida nella sfida è arrivata in Svezia, dove le condizioni meteorologiche hanno reso ancora più difficile il viaggio. “Abbiamo vissuto quattro giorni mostruosi, ha piovuto dall’inizio alla fine. Abbiamo fatto una tappa di 260 chilometri completamente sott’acqua, che, insomma, dal punto di vista psicologico ti demoralizza tanto”.
La fatica, tuttavia, è stata compensata dalle emozioni degli ultimi giorni, quando la truppa di ciclisti ha cominciato ad avvicinarsi alla meta. “Però poi arrivi su al nord, cominci a vedere il sole che spunta, è uno spettacolo e quindi dici: ’Ormai ce la devo fare, ce la devo fare’, e si arriva insomma”, ha concluso Balucani. La rotta, partita da Rovereto, ha portato i partecipanti verso il Brennero e quindi attraverso la Germania. Il percorso ha toccato Monaco di Baviera e Berlino, prima di raggiungere la Polonia. Da qui la spedizione è proseguita verso la Svezia, con il passaggio in traghetto verso Ystad. Una volta sbarcati, i ciclisti hanno iniziato la lunga risalita del Paese, attraversando località come Gränna e continuando poi in direzione della Finlandia. Rovaniemi ha rappresentato uno degli ultimi grandi passaggi prima della lunga risalita verso la Norvegia e dell’arrivo a Capo Nord, la destinazione finale di una traversata che ha messo alla prova per migliaia di chilometri la resistenza, la capacità di adattamento e la determinazione dei due ciclisti.