Con l’aiuto dell’AI, abbiamo analizzato gli ascolti per luoghi e device, prendendo come punto di riferimento le Tabelle 15 e 17 della sezione 6 del Volume Q2 2026.
La fotografia complessiva è molto netta: la radio viene ascoltata soprattutto fuori casa, mentre l’ascolto esclusivamente domestico rappresenta una quota decisamente più contenuta.
Ascoltatori
% sul totale
I valori delle tre categorie non sommano perfettamente al totale per effetto degli arrotondamenti della tabella.
Il dato più significativo
Quasi 6 ascoltatori su 10 ascoltano la radio fuori casa, mentre soltanto poco più di 1 ascoltatore su 10 la ascolta esclusivamente in casa.
C’è poi un bacino molto consistente di 9,53 milioni di persone che ascoltano la radio sia dentro sia fuori casa, pari al 28%. Questo significa che, considerando anche questo pubblico, oltre 29 milioni di ascoltatori su 34 milioni hanno una qualche forma di ascolto fuori casa.
In altre parole, l’ascolto domestico esclusivo è una componente minoritaria: la radio è soprattutto un mezzo legato agli spostamenti, al lavoro e alla vita fuori dalle mura domestiche.
Il dato cambia sensibilmente quando si separano uomini e donne.
Uomini
Su 17,996 milioni di ascoltatori maschi:
- 1,631 milioni ascoltano solo in casa → 9,1%
- 11,795 milioni ascoltano fuori casa → 65,5%
- 4,549 milioni ascoltano sia in casa sia fuori → 25,3%
Donne
Su 16,057 milioni di ascoltatrici:
- 3,198 milioni ascoltano solo in casa → 19,9%
- 7,857 milioni ascoltano fuori casa → 48,9%
- 4,981 milioni ascoltano sia in casa sia fuori → 31,0%
I dati di base per sesso sono riportati nella Tavola 15.
La differenza uomini-donne è molto interessante
L’uomo è decisamente più “fuori casa” della donna.
Il 65,5% degli uomini ascolta fuori casa, contro il 48,9% delle donne: una differenza di quasi 17 punti percentuali.
Al contrario, l’ascolto esclusivamente domestico è più che doppio tra le donne: 19,9% contro appena 9,1% degli uomini.
Anche la modalità “sia in casa che fuori casa” è più forte tra le donne: 31,0% contro 25,3%.
Quindi si può sintetizzare così:
L’uomo presenta un profilo di ascolto prevalentemente “mobile”, mentre la donna mostra un ascolto più distribuito tra casa e fuori casa.
C’è inoltre un elemento interessante in termini assoluti: nonostante le donne siano meno numerose degli uomini nel totale degli ascoltatori, sono 3,198 milioni contro 1,631 milioni quelle che ascoltano esclusivamente in casa: quasi il doppio.
Passando alla Tavola 17, il quadro è ancora più interessante. Qui Audiradio misura i dispositivi utilizzati per ascoltare la radio: PC/tablet, smartphone, apparecchio radio, autoradio, televisore, smart speaker e altri device.
Ascoltatori
% sul totale
Attenzione: queste percentuali non devono essere sommate. A differenza della Tavola 15, una stessa persona può ascoltare la radio attraverso più device. Per questo la somma supera il 100%.
L’autoradio domina ancora nettamente
Il dato più impressionante è quello dell’autoradio: 26,457 milioni di ascoltatori, pari al 77,7% dell’intero pubblico radiofonico.
È una conferma molto forte del legame tra radio e mobilità e si collega perfettamente al dato precedente: il 57,7% degli ascoltatori ascolta la radio fuori casa.
L’autoradio, insomma, rimane di gran lunga il principale dispositivo di ascolto della radio in Italia.
Al secondo posto troviamo il tradizionale apparecchio radio, con 9,649 milioni, seguito dallo smartphone, 4,361 milioni, e dalla televisione attraverso il canale televisivo della radio, 4,117 milioni.
È interessante anche il dato degli smart speaker, che arrivano a 1,938 milioni: ancora una nicchia rispetto all’autoradio, ma ormai una modalità di ascolto tutt’altro che marginale.
Qui emergono differenze piuttosto marcate.
Uomini
Ascoltatori
% uomini
Donne
Ascoltatrici
% donne
I dati per sesso sono quelli riportati direttamente nella Tavola 17.
La differenza più forte: l’autoradio
Anche qui emerge una caratteristica molto precisa:
81,3% degli uomini ascolta la radio attraverso l’autoradio, contro il 73,7% delle donne.
La differenza è quindi di circa 7,6 punti percentuali.
Ma c’è un dato ancora più interessante: l’apparecchio radio tradizionale è praticamente allo stesso livello tra uomini e donne in termini assoluti:
- uomini: 4,808 milioni
- donne: 4,841 milioni
Quindi, mentre l’autoradio ha una marcata caratterizzazione maschile, l’apparecchio radio tradizionale ha un pubblico sostanzialmente equilibrato tra i due sessi.
La vera differenza emerge soprattutto nell’utilizzo della televisione.
Le donne che ascoltano la radio attraverso il canale televisivo della radio sono 2,602 milioni, contro 1,515 milioni di uomini.
In termini percentuali:
- uomini: 8,4%
- donne: 16,2%
Quasi il doppio.
Anche lo smart speaker presenta una maggiore penetrazione femminile:
E lo stesso vale per la TV utilizzata solo come dispositivo audio:
- uomini: 2,2%
- donne: 4,6%.
Quindi il comportamento femminile appare più diversificato tra i device, mentre quello maschile è maggiormente concentrato sull’autoradio.
Mettendo insieme le due tavole, emerge un quadro abbastanza chiaro:
1. La radio è soprattutto un mezzo “fuori casa”.
Il 57,7% ascolta fuori casa e un ulteriore 28% lo fa sia in casa sia fuori. Solo il 14,2% è esclusivamente domestico.
2. L’autoradio è il vero pilastro dell’ascolto radiofonico.
Con 26,457 milioni di ascoltatori, coinvolge oltre tre quarti del pubblico radiofonico.
3. Il profilo maschile è più legato alla mobilità.
Il 65,5% degli uomini ascolta fuori casa e l’81,3% utilizza l’autoradio.
4. Il profilo femminile è più distribuito.
Le donne hanno una maggiore presenza nell’ascolto esclusivamente domestico, nell’ascolto misto casa/fuori casa e in diversi device alternativi all’autoradio.
5. La radio tradizionale non è affatto scomparsa.
L’apparecchio radio conta ancora 9,649 milioni di ascoltatori, mentre lo smartphone si ferma a 4,361 milioni.
6. Il digitale cresce, ma non ha sostituito il modello storico.
Smartphone, PC/tablet, smart speaker e televisione ampliano le modalità di fruizione, ma l’autoradio resta nettamente dominante.
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