di
Lia Capizzi
Papà Vincenzo e mamma Helen parlano del nuovo fenomeno del nuoto azzurro, reduce dall’oro e dai due record del mondo nei 50 dorso: «Chi avrebbe mai immaginato una cosa del genere?»
«Qui a Parigi gli italiani ci fermano per strada: ma siete i genitori di Sara Curtis, vi abbiamo visto in tv. Per noi è tutto così strano…».
Papà Vincenzo e mamma Helen sono in una centrifuga di emozioni per tutto ciò di grandioso che sta realizzando la figlia, dai due record del mondo in 24 ore al primo oro europeo.
Mamma: «Sara cantava sul podio l’Inno di Mameli, io ballavo ma il cervello mi riportava le immagini di quando accompagnavo lei e il fratello Andrea in piscina».
Papà: «Alcuni allenatori hanno iniziato a dire “guardate che questa bambina farà grandi cose”. Qualcosa si intuiva. Ma chi avrebbe mai immaginato una cosa del genere?».
M: «Un giorno, a sette anni, mi ha fatto uno scherzo con Andrea, hanno nascosto gli zaini sotto il letto. Li accompagno in piscina e mi dicono: mamma, abbiamo dimenticato lo zaino! Cosa?!? Avete un impegno e dovete rispettarlo, adesso entrate e nuotate lo stesso!».
Senza costume?
«Hanno nuotato con le mutandine».
Cosa le piace fare con Sara?
M: «Pregare con lei. Sono cristiana apostolica, sul comodino ho un foglio con una preghiera, ci avevo scritto: “record del mondo. Presentimento o desiderio…».
P: «Mamma da sempre fa il segno della croce sulla fronte di Sara, le dice: “You’re Covered Under The Blood of Jesus” perché sia protetta».
Vi ha dedicato l’oro dei 50 dorso: «I miei sono ogni giorno la mia fonte di ispirazione».
P: «Abbiamo conosciuto i genitori degli altri azzurri, tra di noi ci diciamo che ognuno ha fatto tutto il possibile ma il merito è dei nostri figli che riescono a primeggiare in questa palestra di vita che è lo sport».
Rituali prima di una gara?
M: «Da sempre le dico: Sara per favore metti impegno e spingi. Una gara è sempre una gara, deve essere presa sul serio».
P: «Sara ha sempre giocato sul serio, non ha mai scherzato».
M: «Una volta una dentista le aveva tolto due denti, quando invece avrebbe dovuto fare una singola estrazione. Aveva dolore, era sotto antibiotico, il giorno dopo aveva una gara…».
P: «Le dicevamo: non stai bene, non farla. Niente da fare. Voleva scendere in acqua, l’ha fatto e ha pure vinto».
Ipercompetitiva…
P: «Non vuole perdere nemmeno a Monopoli. Sara ha un sorriso magnetico che può mettere in ombra la sua vera forza, la motivazione. La sua serietà mi ha sempre stupito sin da piccina».
M: «Anche a scuola. Se non prendeva un voto alto lei si faceva interrogare di nuovo. Mia figlia è volontà, impegno, disciplina».
Il coraggio di andare in Usa si è rivelato la migliore delle scelte
P: «Le erano venuti alcuni dubbi, l’ho quasi minacciata: ti porto io in barca a remi. Sarebbe stato un peccato rinunciare a un’offerta simile, una borsa di studio e la possibilità di allenarsi insieme alle migliori velociste del mondo».
M: «Il prossimo marzo andremo a trovarla per i campionati Ncaa, ci ha invitato ufficialmente coach DeSorbo».
In che cosa l’avete vista cambiata?
P: «Ha trovato la legittimazione di manifestare il suo carattere. I risultati le danno la libertà di essere se stessa. Lei è una leader, è sempre stata determinata, una testa dura».
La stessa testa dura del papà, litigate spesso…
P: «Quando Sara è tornata a casa mi ha detto: “I miei amici in America parlano tantissimo con i loro genitori, dobbiamo farlo anche noi perché quando litighiamo e ci chiudiamo nei nostri silenzi, io ci patisco”. Una 19enne che parla così al proprio padre: devi migliorare nella comunicazione, devi aprirti con me. Mi ha sempre stupito la proprietà del suo linguaggio. Da adulto capisco che è di un altro livello, devo imparare da lei. Saretta è grande».
Adesso non è più solo vostra, è di tutti…
M: «Ci piace vedere la cura che hanno per lei. La Federnuoto, con Laura Del Sette in prima fila, ha tante attenzioni per qualsiasi cosa. L’Esercito per primo ha supportato Sara. Stimano la campionessa ma soprattutto la ragazza, sono i dettagli umani che contano».
P: «Anche Sara cura i dettagli. Prima di partire per gli Europei ci teneva a regalare una maglia azzurra a un mio caro amico, Aldo, che sta combattendo un brutto male. Lui la indossa durante la chemioterapia e gli infonde coraggio».
Sara ripartirà il 22 agosto per gli Usa. La casa tornerà vuota?
M: «Entro ogni giorno in camera sua. Se sento che mi manca troppo, resto a dormire nel suo letto. Devo avere pazienza, lei si sta costruendo una carriera bellissima…».
Mamma Helen si commuove. «…mi scusi, sono lacrime di gioia».
14 agosto 2026
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