di
Claudio Del Frate
Delibera della Regione: tassa rimborsata al 50% a nomadi digitali, iumprenditori, emigrati di ritorno. Il precedente del Portogallo e gli effetti indesiderati
Imprenditori, nomadi digitali, stranieri con l’Italia nel cuore, emigrati di ritorno: se prenderete la residenza in Sicilia vi troverete l’Irpef dimezzata. È quanto prevede una delibera della Regione che punta a incrementare il numero dei residenti nell’isola sul modello di quanto già sperimentato in altre zone d’Europa, in particolare Portogallo e Spagna. L’incentivo fiscale, benché allettante, dovrà sottostare ad alcune regole specificate nell’atto politico varato due giorni fa da Palazzo dei Normanni.
Fare sconti sulle tasse – tantomeno se si parla di Irpef, cioè la trave portante dell’architettura fiscale – non rientra tra i poteri degli enti locali. Così il meccanismo studiato dallla Regione Sicilia il rimborso della metà di quanto versato all’erario. Il beneficio scatterà solo entro una fascia di 100.000 euro di reddito.
Non tutti potranno accedere al taglio dell,’Irpef. La misura si rivolge a persone che vivono all’estero e che decidano di spopostare la loro residenzxa in Sicilia per almeno un annoi. Secondo quanto prevede la legge «si potrà accedere al beneficio nel caso in cui i nuovi residenti producano un reddito, anche da lavoro autonomo o d’impresa, oppure siano titolari di una pensione e, oltre al trasferimento in Sicilia, acquistino un immobile abitabile oppure dimostrino di realizzare interventi edilizi su una proprietà situata nel territorio regionale. La residenza in Sicilia dovrà essere mantenuta almeno fino al 31 dicembre dell’anno successivo a quello del trasferimento». Una condizione appetibile in diversi comuni dell’isola dove sono a disposzioni case a un euro.
La delibera specifica poi che in caso di trasferimento in Comuni con meno di 5.000 abitanti il rimborso fiscale potrà salire fino al 60% del dovuto.
«Con questa misura – ha dichiarato il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani – offriamo un incentivo sia agli stranieri che scelgono di vivere in Sicilia, magari per beneficiare del suo stile di vita, sia agli emigrati, e in particolare i più giovani, che vogliono tornare a vivere nell’Isola». «Questa forma di payback è una iniziativa pensata per l’attrazione di nuovi residenti ed è – afferma l’assessore regionale all’Economia Alessandro Dagnino – attualmente unica in Italia. Rientra nel pacchetto di interventi destinati a favorire la crescita del capitale umano in Sicilia».
Ma se l’appello avrà successo, quale sarà l’impatto sulle traballanti finanze pubbliche siciliane? Zero, msecondo la giunta, che punta addirittura a innescare un circolo virtuoso in grado di generare nuove entrate fiscali: il contributo – sostengono – sarà compensato dal maggiore
gettito Irpef che i nuovi residenti verseranno nelle casse regionali.
Come detto, altri Paesi hanno già agli incentivi fiscali per i nuovi residenti dall’estero. Il caso di scuola è quello del Portogallo che però si è trovato ad affrontare anche alcuni effetti indesiderati. Il boom di nuovi residenti da un lato aveva fatto balzare verso l’alto i prezzi del mercato immobiliare (con gravi svantaggi per i cittadini portoghesi che pagano le tasse fino all’ultimo euro) e dall’altro avevano messo sotto pressione il sistema dei servizi pubblici, in particolare quello sanitario. Tanto che il governo di Lisbona aveva deciso di sospendere il beneficio nel 2023.
14 agosto 2026
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