Stia (Arezzo), 14 agosto 2026 – Il Ciclone a Stia, dove una piazza Tanucci gremita ha ospitato alcuni dei protagonisti del film di Leonardo Pieraccioni per la cena spettacolo in onore del trentennale del film cult. Dal Ciclone che passò nell’estate del 1996 ad oggi sono passati 30 anni per il film record di incassi firmato da Leonardo Pieraccioni che proprio in Casentino trovò la sua culla ideale. Stia ha fatto un tuffo nel passato con l’appuntamento “A cena con Il ciclone – 30 anni dopo” che ha trasformato piazza Tanucci in un palcoscenico a cielo aperto per una cena-spettacolo organizzato dal Rione Antico in collaborazione con il Comune di Pratovecchio Stia e la Proloco di Stia.

Approfondisci:

Le trenta candeline del Ciclone. Pieraccioni show tra gag e selfie: “Siamo ancora tutti vivi”Le trenta candeline del Ciclone. Pieraccioni show tra gag e selfie: “Siamo ancora tutti vivi”

Gli ospiti

Sul palco sino saliti Barbara Enrichi, l’indimenticabile Selvaggia il cui ruolo le valse il David di Donatello, Paolo Hendel che nel film vestì i panni del mitico meccanico Pippo, Sergio Forconi il vulcanico babbo Osvaldo e Bruno Santini che nel film interpreta il sindaco fiscalista del paese. Ma le sorprese non finiscono qui: per l’occasione ha aperto per un breve periodo a cura dell’Associazione Cult(urale) Conte Mascetti, sempre nella piazza principale del paese dove si sono svolte tante scene del film, il Tappami uno spazio interamente dedicato alla più bella commedia italiana degli anni ’90 con al suo interno diversi cimeli originali usati dai protagonisti durante le riprese come la panchina dove la famiglia Quarini si siede aspettando la cometa, la pompa originale del ramato, i resti del motorino di Levante…

barbara

La foto postata da Barbara Enrichi sul suo profilo Fb

E ancora fotografie scattate durante la lavorazione, divertenti oggetti a tema, le sagome a grandezza naturale di alcuni dei protagonisti fino poi ad un angolo con una sorta di bookshop che ha consentito l’acquisto di magliette, gadget, libri, dvd e prodotti tipici locali, fra cui i nuovissimi Gin Ginoo un London Dry Gin 100% toscano prodotto botanico tipico della zona che vuole rendere omaggio alla voce del nonno di Levante, personaggio misterioso ma fondamentale che durante tutto il film si sente ma non si vede mai, che è di Mario Monicelli, regista padre della commedia italiana. E la Birra Dos Los Ramatos prodotta con la vera canapa del Casentino con metodo artigianale volutamente ispirata e dedicata alle gag del Ramato nata tra Osvaldo (Sergio Forconi) e Libero (Massimo Ceccherini) con le altre sfaccettature “l’hai dato oggi il ramato?” e “come si dirà in spagnolo?”. L’ingrediente base di questa birra sono proprio le rape indiane (la canapa) che il babbo Osvaldo dice aver coltivato nel campo e dato poi al maresciallo del paese.

Approfondisci:

Barbara Enrichi: “Io, Selvaggia del Ciclone, orgogliosa del ruolo di una donna gay. Eterna gratitudine per Pieraccioni”Barbara Enrichi: “Io, Selvaggia del Ciclone, orgogliosa del ruolo di una donna gay. Eterna gratitudine per Pieraccioni”
L’onda lunga

L’appuntamento di agosto non è che l’attesissimo seguito di un’ondata di nostalgia e affetto che sta attraversando l’intera provincia aretina verso Il Ciclone, uscito nelle sale il 20 dicembre 1996, film che ha incassato complessivamente oltre 50 miliardi di lire, record nella stagione cinematografica 1996-1997 in grado di portare nelle sale 5.299.938 persone. E ogni volta i passaggi in tv sono sempre molto seguiti ottenendo ottimi risultati in termini di share e con tormentoni che a distanza di un trentennio si portano avanti di generazione in generazione come “Piripi”, “Tappami”, “Dos Los Ramatos” e forse più di tutti “Che ce l’hai gratta e vinci te?”.

“Giorni indimenticabili”

“Ritornare qui a Stia, in questa splendida piazza Tanucci così piena di gente, viva e affettuosa è un tuffo indietro nel tempo che fa battere il cuore. In questo luogo abbiamo vissuto giorni indimenticabili durante le riprese”, ha scritto sulla sua pagina Fb Barbara Enrichi. “Quando giravamo le scene, proprio qui in piazza, percepivamo la magia del posto – ha proseguito nel suo ricordo – e adesso con ricordi affettivi fortissimi: il brusio prima del ciak, le risate improvvisate, lo sguardo curioso di chi ci osservava dalle finestre e l’accoglienza generosa di una comunità che ci ha spalancato le porte fin dal primo giorno. La cena e questo incontro sono stati un dono meraviglioso. Ritrovare i vostri sguardi, stringere le mani dei fan e sentire questa enorme dimostrazione di calore e di stima mi riempie di gratitudine. È la prova più bella di come il cinema sappia creare legami sinceri, che non svaniscono con il passare del tempo. Un grazie di cuore agli organizzatori che hanno reso possibile questo momento di festa e alla comunità di Stia che continua a regalarci un affetto straordinario come fossimo di casa”.