Il presidente degli Stati Uniti ha introdotto tariffe doganali sui droni importati. Punta a tutelare la sicurezza nazionale: si apre un altro capitolo della guerra commerciale con la Cina
Donald Trump impone altri dazi. Gli Stati Uniti hanno introdotto tariffe doganali sui droni importati: lo scopo è quello di tutelare la sicurezza nazionale e di difendere l’industria domestica in questo settore, come annunciato dallo stesso presidente Usa. L’imposta sarà del 100% sui droni con peso al decollo superiore ai 25 kg, per quelli dotati di telecamere termiche, per le stazioni di ricarica e per alcuni componenti, mentre scende al 25% per quelli di dimensioni inferiori.
Lo sconto per Ue, Regno Unito, Giappone e altri partner commerciali
Tariffe di importo minore verranno applicate sui prodotti provenienti dall’Unione europea, dal Giappone, dal Liechtenstein, dalla Corea del Sud, dalla Svizzera e da Taiwan. Sui droni del Regno Unito viene applicata invece una tariffa del 10%, a condizione che tutto l’hardware, il software e la tecnologia provengano da Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda del Nord, oltre che dagli Stati Uniti. L’ordine dell’amministrazione Trump, inoltre, autorizza il Segretario al Commercio ad avviare un programma di «onshoring» destinato alle aziende che investono nella produzione interna di droni e componenti.
L’entrata in vigore e il reale obiettivo
I dazi sui droni entreranno in vigore 21 giorni dopo la firma del decreto (quindi il 3 settembre), mentre per le componenti non ritenute sensibili, i dazi entreranno in vigore dopo 180 giorni. L’obiettivo, ha detto il presidente Trump, è quello di «incoraggiare la produzione» di droni negli Stati Uniti e di «ridurre la dipendenza» dai fornitori stranieri, all’interno di una strategia denominata «American Drone Dominance». Il piano ha uno scopo preciso e già visto in altri settori: fare concorrenza alla Cina e ridurre la sua quota di mercato, dal momento che Pechino è il principale produttore mondiale di velivoli controllati da remoto.
Il botta e risposta con Pechino
Si stima, per esempio che la società DJI Technologies deteneva lo scorso anno circa il 70% del mercato statunitense dei droni commerciali, e che abbia conquistato i due terzi del mercato globale. La misura di Trump sembra un’ulteriore risposta in un contesto di crescente tensione commerciale con la Cina. La scorsa settimana Pechino aveva infatti annunciato restrizioni all’export di droni verso gli Stati Uniti e inserito sei aziende in una «black list». Una risposta alle sanzioni decise da Washington poche settimane fa: ulteriori dazi, del 10% o del 12,5%, a 60 partner commerciali rei (secondo l’amministrazione Usa) di non aver contrastato adeguatamente le pratiche di lavoro forzato nelle catene commerciali con gli Stati Uniti. Un botta e risposta che potrebbe vivere un ulteriore capitolo dopo la nuova misura di Trump sui droni.
14 agosto 2026
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