Cronaca

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Lecco città

Giovedì 13 Agosto 2026

L’obiettivo è ridurre i tempi e potenziare la medicina territoriale. Si punta a semplificare l’accesso ai servizi e rafforzare le Case di Comunità.

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Marcello Villani

Liste d’attesa. In Lombardia si cambia. Le prime novità dal 15 settembre. Anche a Lecco le nuove regole regionali sono destinate a incidere sull’accesso alle cure, con l’obiettivo di ridurre i tempi, rendere più semplice la prenotazione di visite ed esamente e rafforzare la sanità territoriale. La giunta lombarda, su proposta dell’assessore al Welfare Guido Bertolaso, ha approvato l’aggiornamento degli indirizzi di programmazione 2026 del sistema sanitario regionale, mettendo al centro efficienza, prevenzione, innovazione e vicinanza ai cittadini, almeno nelle sue intenzioni.

Il capitolo più atteso riguarda proprio le liste d’attesa. Dal 15 settembre 2026 le ricette con priorità U dovranno essere prenotate entro 10 giorni, mentre quelle con priorità B entro 30 giorni. Le altre prescrizioni continueranno invece ad avere validità di 180 giorni. Le decisioni della cabina di regia regionale dovranno poi tradursi in indicazioni operative vincolanti per tutti gli enti del servizio sanitario lombardo. Tradotto sul territorio, significa che anche a Lecco le strutture dovranno adeguarsi a criteri più stringenti nella gestione delle prenotazioni. Anche se non è chiaro se la classe U (che prima era a 3 giorni) accorpi anche la vecchia classe B (fino a 10 giorni) eliminando la D (fino a 30 giorni), mentre sicuramente resterà attiva la P (programmabile, per cui non urgente) a 180 giorni. Tutte cose da chiarire nel corso dell’anno.

Entro la fine dell’anno poi è previsto anche l’avvio dei percorsi di self-accettazione, pensati per alleggerire i passaggi burocratici e semplificare l’ingresso dei cittadini nei servizi sanitari. Un altro asse strategico è quello della sanità di prossimità: viene confermato il ruolo delle Case di Comunità (CdC), con il coinvolgimento dei medici di assistenza primaria, il supporto della telemedicina e della diagnostica di primo livello. Un’impostazione che interessa da vicino anche il lecchese, dove la sfida resta quella di avvicinare sempre di più cure e prestazioni ai pazienti, limitando spostamenti e tempi di attesa grazie alle 9 CdC presenti sul territorio (tre per ogni ambito territoriale).

Il provvedimento interviene anche sul rapporto tra ospedali, territorio e strutture sociosanitarie. Saranno promossi protocolli tra Asst e Rsa, anche attraverso la telemedicina, per ridurre gli accessi impropri ai pronto soccorso. Dal 1° ottobre, inoltre, i nuclei dedicati alle persone in stato vegetativo saranno estesi anche ai malati di Sla.

Ampio spazio anche alla prevenzione. Restano prioritarie le campagne vaccinali anti-influenzali per gli over 65 e quelle destinate ai bambini tra i 2 e i 6 anni, entrambe al via dal 1° ottobre. Partirà invece il 15 settembre la campagna contro il virus respiratorio sinciziale rivolta ai nuovi nati. Previsti inoltre fondi fino a 18 milioni di euro per la prevenzione pandemica 2026-2027 e un nuovo bando biennale sui rischi nei luoghi di aggregazione giovanile.

Tra gli altri capitoli dell’aggiornamento regionale figurano il rafforzamento della salute mentale, con attenzione a minori, autismo e disturbi alimentari, il potenziamento delle reti specialistiche, delle cure palliative e della ricerca clinica. Misure che, pur definite a livello lombardo, avranno effetti concreti anche sui territori. E dunque anche a Lecco, dove il cambiamento sulle liste d’attesa rappresenta il primo banco di prova delle nuove disposizioni.

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