«Where is Matteo?». Raccontano che a un certo punto, nel bel mezzo del concerto alla Gala Night in Costa Smeralda, Katy Perry dal palco abbia chiesto di lui. E allora eccoli, un attimo dopo, tutti in posa sorridenti sotto i fuochi d’artificio: lui, Matteo Renzi, la moglie Agnese e i tre figli, abbracciati alla popstar statunitense da 150 milioni di dischi venduti e miliardi di streaming, e al compagno di lei, l’ex premier canadese Justin Trudeau. Si scalda a bordo pista, il “Kraken”, come ormai i social hanno ribattezzato l’ex premier.

E non solo per scatenarsi sulle note dell’amica Katy, che tra l’altro aveva già incontrato a cena con Agnese qualche giorno prima a Firenze (ai balli e canti ci ha pensato la sua terzogenita Ester, come si vede nei video postati da Renzi su Instagram: «Meno male che noi maschi abbiamo evitato di unirci al coro. I kraken non fanno Roar», scherza lui, citando la hit del 2013 della cantante).

Perché se l’autunno si annuncia di fuoco, per il leader di Italia viva, tra primarie, nuovo libro in uscita (“Quando c’era lei”, in arrivo il 29 settembre) e una serie di proposte in canna da lanciare alla prossima Leopolda (a partire dal congelamento gratuito degli ovuli per le donne fino a 38 anni), nel frattempo il senatore fiorentino si gode la sua “pazza estate”. Quella in cui, volente o nolente – ma c’è da scommetterci che a lui piaccia un mondo – è tornato protagonista.

Perché non di soli sondaggi e percentuali vive la politica, ma anche di idee, intuizioni, colpi d’ala. Un campo su cui il “fantasista” Renzi ha ben pochi rivali. E allora eccolo che duella via social con l’altro protagonista del momento, il generale Vannacci, ingaggiando una sfida di resistenza fisica con l’ex parà (e chissà se prima o poi si farà davvero): mezza maratona, dice uno, maratona intera, rilancia l’altro. Anzi no: mettiamoci pure due miglia nautiche. E così via.

Renzi, raccontano, l’ha presa così sul serio che tra una nuotata in Versilia e una puntata in Sardegna si ritaglia quattro ore al giorno per allenarsi. E del resto è stato tra i primi, il “Kraken”, a intuire che Vannacci poteva far male davvero al centrodestra. E forse è anche per questo che come il leggendario mostro marino, con i suoi tentacoli da una parte sfida il generale, dall’altra fa di tutto per tenerlo al centro dell’attenzione.

Ma si bea anche di aver capito per primo, l’ex premier, che l’unica strada per sciogliere il nodo della leadership tra i progressisti sarebbero state le primarie. Le invocava in tempi non sospetti, Renzi, e ora tutti, dentro Pd e M5S, le danno per scontate. Anche con Report e l’affaire Ranucci si è preso la sua “rivincita” personale: da direttore del Riformista, fu lui a pubblicare la foto del giornalista a cena con Lavitola.

Video Le sfide

Certo, anche ai “Kraken” ogni tanto tocca capitolare: da mesi Renzi caldeggia in pubblico e in privato la discesa in campo di Silvia Salis ai gazebo del centrosinistra. Ma la sindaca di Genova continua a dire no. E allora ecco la pazza idea: correre in prima persona, tornare a metterci la faccia. Un’ipotesi a cui Renzi non vorrebbe dare corso: preferirebbe un sindaco, o una sindaca, verso cui convogliare il sostegno dei centristi. Un consenso che a prescindere dalle percentuali ridotte rischia di essere decisivo per la vittoria del fronte anti-Meloni.

L’ex premier lo sa bene e non fa che ripeterlo: senza di noi non si vince. I numeri, a guardare i sondaggi, gli danno ragione: da soli, Pd, M5S e Avs rischiano di mancare per pochi decimali la fatidica soglia del 42% prevista dalla nuova legge elettorale, sotto la quale non scatta il premio di maggioranza. E pazienza se c’è chi, tra i Cinquestelle (tipo l’ex sindaca di Torino Chiara Appendino), pensa invece che dell’ex premier sarebbe meglio fare a meno, che con Renzi in coalizione il Movimento perderà pezzi. «Se perdiamo le elezioni per i veti di qualcuno come è successo in Liguria e regaliamo a Meloni Palazzo Chigi e il Quirinale – ripete il leader di Iv – la nostra gente non ce lo perdonerà mai».

E il centro da federare? E gli altri protagonisti di quell’area, da Magi a Ruffini a Onorato? Un indizio, Renzi lo ha dato nell’intervista al Corriere dell’altro giorno: «Le firme e le risorse di Italia viva sono pronte per un progetto riformista capace di prendere voti anche dall’altra parte». Già, perché senza Iv, con la nuova legge gli altri centristi per potersi candidare dovranno raccogliere un bel po’ di sottoscrizioni in poco tempo. Impresa faticosa. Per evitarlo da qui dovranno passare, pare suggerire Renzi. Che in attesa di tornare in prima linea (ma se n’era mai andato?), si gode la sua caldissima estate cantando Katy Perry: You’re gonna hear me roar. Lo sentirete ruggire, il Kraken.


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