di
Stefano Arosio
Gli Europei chiusi con il settimo posto nei 200 metri. L’allenatore: «Crescerà ancora»
«Non oso pensare a Mennea. Ma vicino ai 20” netti sì, è possibile». Alberto Barbera ha da poco chiuso la telefonata con Filippo Dezza: una battuta su quel taglio di capelli figlio dell’iniziazione con la Nazionale e qualche consiglio, nonostante la distanza. L’allenatore in via Delle Valli, il ragazzo a Birmingham per gli Europei di atletica e la finale dei 200 metri. In mezzo, l’incredulità di essere arrivati lì.
Domani compirà 21 anni e ieri sera è stato settimo nella gara che ha dato il bronzo a Fausto Desalu. Poche ore prima dell’uscita dai blocchi, l’allenatore glielo aveva detto: comunque vada, sarà un successo. «Anche se dovesse essere ottavo, andrebbe bene — aveva spiegato poco prima della finale —. Ha nelle gambe un 200 metri in più dei suoi avversari («Non avevo più le gambe», ha confermato Dezza a fine gara, ndr). In più, per l’euforia di esserci, Filippo sta dormendo poco. Ma in condizioni ottimali, sarebbe anche da quarto posto». Anche perché, aveva spiegato l’allenatore, «nell’altra semifinale hanno corso con 3 metri a favore, lui con 0,5. Ci sono due o tre decimi di differenza, in quel range». Barbera è vivace, l’entusiasmo contagioso: «Per Filippo, è la prima gara all’estero. Ed è al suo ottavo 200 metri in carriera. In ogni gara, ha abbassato il personale ed è arrivato a staccare il quinto tempo di sempre in Italia».
Da allenatore di un talento così, Barbera non si nasconde: «Certo che ho una bella responsabilità, ma me la prendo volentieri. Agli Europei ci aspettavamo che il primo turno lo passasse. Ma la finale, beh». Barbera conosce il talento e forse anche per questo non sta nella pelle quando parla di Dezza. Ha allenato Roberto Rigali, Alessia Pavese, Hassane Fofana, Marco Vistalli e Giulia Pennella: certi traguardi, sa come si raggiungono. «Fino a 4 anni fa, Filippo giocava a calcio. Al termine delle superiori ha iniziato a lavorare alla Brembo, ma dopo un incidente in moto per un anno e mezzo ha fatto solo palestra, prima di provarci con l’atletica. È arrivato da me alla Bergamo Stars due anni fa, segnalatomi da Angelo Pessina del Cus Bergamo. Ho trovato in lui un grande potenziale, ha dei piedi reattivi. È un ragazzo disponibile, appassionato e serio. Che non ha mai saltato un allenamento, incastrando gli studi di ingegneria gestionale a Dalmine con lo sport. Dove potrà arrivare? Non lo dico solo per scaramanzia».
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15 agosto 2026
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