di
Gabriele Petrucciani

L’incertezza sui mercati azionari ha riacceso un faro sulle obbligazioni. Le occasioni con prezzi sotto la pari e cedole interessanti

Con rendimenti che arrivano fino al 4%, una fiscalità agevolata al 12,5%, e numerose emissioni acquistabili sotto la pari, i Btp tornano a ritagliarsi un ruolo di primo piano nella costruzione dei portafogli. Per chi investe con un orizzonte di medio-lungo periodo, i Buoni del Tesoro rappresentano una soluzione capace di coniugare reddito e una maggiore capacità di tenuta nelle fasi di volatilità dei mercati. In più, acquistando un titolo sotto 100 e portandolo a scadenza, oltre al flusso cedolare, si può beneficiare anche del maggior valore di rimborso (che avviene al nominale, cioè a 100), con un rendimento complessivo che può risultare particolarmente interessante. Un’opportunità resa ancora più appetibile dai primi segnali di stanchezza dei mercati azionari. Le valutazioni restano elevate, ma cresce il numero degli investitori che si interroga sulla sostenibilità del rally alimentato dall’intelligenza artificiale.

btp, prezzi giù e rendimenti al 4% la scialuppa del reddito fisso

Giocare in difesa

In questo scenario, i titoli di Stato offrono un buon equilibrio tra rendimento e protezione. «Il mercato oggi assomiglia a un’anatra: in superficie sembra scivolare tranquillamente sull’acqua, ma sotto la superficie le zampe si muovono freneticamente». Con questa immagine Stefano Reali, fund manager di Pharus, descrive un mercato che continua a mostrare indici vicini ai massimi, ma con una struttura sempre meno omogenea. Le ultime trimestrali dei grandi gruppi tecnologici sono un primo e chiaro campanello d’allarme. In diversi casi gli utili hanno superato le attese, ma le azioni hanno comunque chiuso in ribasso. «Più che i risultati del trimestre, il mercato guarda ormai alla capacità dei massicci investimenti nell’intelligenza artificiale di tradursi in crescita degli utili nei prossimi anni», precisa Reali.



















































Mitigare la volatilità

È un segnale che invita alla prudenza, soprattutto dopo la lunga corsa dei titoli che hanno guidato il rally. «Viviamo in una fase di maggiore volatilità sui mercati azionari e di rialzo dei rendimenti obbligazionari. Per il risparmiatore prudente i titoli di Stato sono quindi tornati relativamente più interessanti nella composizione del portafoglio», osserva Francesco Castelli, responsabile obbligazionario di Banor, che invita però a prestare particolare attenzione alla durata dell’investimento, con le scadenze più lunghe indicate soprattutto per chi intende mantenere il bond fino al rimborso, considerata la maggiore volatilità dei prezzi. Per chi invece desidera proteggersi dall’inflazione, Castelli segnala i Btp Italia e i Btp€i: «sono strumenti che consentono di ottenere un rendimento reale, proteggendo il capitale dall’aumento futuro dei prezzi al consumo. In particolare, il nuovo Btp€i con scadenza febbraio 2037 (ISIN IT0005725160), se detenuto fino alla scadenza, offre un rendimento reale lordo di poco superiore al 2%, oltre alla rivalutazione legata all’inflazione europea futura».

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Le occasioni, il portafoglio

La fotografia delle emissioni disponibili evidenzia opportunità soprattutto lungo la parte medio-lunga della curva. Tra i Btp che trattano ancora sotto la pari si segnalano, per esempio, l’emissione con scadenza 2035, che quota a 97,8, e quella con scadenza 2036, poco sopra 98, entrambe accompagnate da cedole interessanti, rispettivamente al 3,65% e al 3,8%. Numeri che testimoniano come il mercato continui a offrire occasioni selettive a chi punta a rafforzare la componente obbligazionaria del portafoglio. Il ritorno del reddito fisso non riguarda però soltanto i titoli di Stato. «Anche il comparto corporate investment grade continua a offrire opportunità interessanti», segnala Flavio Carpenzano, Asset Class Lead Fixed Income Europe e Asia di Capital Group. Ma in un mercato dove il valore relativo si è progressivamente ridotto, «la capacità di selezionare i singoli emittenti diventa fondamentale», conclude Carpenzano.

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15 agosto 2026