È in stato di fermo con l’accusa di omicidio volontario il ragazzino di 17 anni che ha confessato il delitto di Cosimo Quagliarella, il 18enne di Andria morto il 13 agosto dopo essere stato accoltellato alla periferia di Trani. Da un primo accertamento, Quagliarella è stato colpito tre volte alla schiena e non ha avuto scampo. Il 17enne che ha confessato ha detto sì di avere colpito la vittima, ma di averlo fatto come autodifesa “e non per uccidere”.
La rissa e le coltellate
Cosimo Quagliarella aveva compiuto 18 anni il 31 maggio scorso, il reo confesso ha 17 anni e un lavoro da barista. La sua versione dei fatti viene in queste ore passata al setaccio dai carabinieri, coordinati dalla Procura per i minorenni di Bari, che hanno anche sentito chi era lì e ha assistito al delitto.
Tutte le testimonianze dovranno essere confrontate anche con quanto hanno registrato le telecamere di videosorveglianza della zona. Non è stato ancora trovato il coltello con cui il 17enne avrebbe colpito e ucciso Cosimo Quagliarella.
Secondo quanto emerso finora, tutto sarebbe accaduto in pochi attimi: due gruppi, uno arrivato da Andria e l’altro del posto, si sarebbero prima affrontati a suon di paroloni volgari e minacce, per poi venire alle mani. Il 17enne era con amici, nell’area verde della sua città. Mangiava un panino mentre gli altri erano attorno alle braci. Qualche secondo dopo, il parapiglia: urla, offese, schiaffi e pugni con il 18enne finito a terra con uno squarcio nella schiena. La corsa in auto verso la postazione fissa medicalizzata di Trani e poi il trasferimento di Quagliarella all’ospedale di Bisceglie, dove muore poco dopo il suo arrivo. Saranno l’autopsia e le consulenze di un anatomopatologo a chiarire la causa del decesso.
“Voglio precisare che il mio assistito non ha cercato la lite, che non c’è stata alcuna rissa tra gruppi rivali: il mio assistito era con gli amici per una grigliata quando è stato raggiunto da queste persone che lo hanno picchiato: è stato un raid”, dice l’avvocato del minorenne adesso accusato di omicidio, spiegando che il 17enne “ha riportato diverse contusioni che confermano che si è trattato di una aggressione unilaterale subita dal mio assistito”. “Si è difeso” perché “è stato aggredito con oggetti contundenti da un gruppo di cinque, sei persone, una delle quali ha mostrato un’arma da sparo minacciandolo”, puntualizza.
Minacce e colpi innescati forse da vecchi attriti tra il 18enne e il suo presunto assassino. “Entrambi avrebbero avuto una relazione con la stessa ragazza – sostiene il legale – non so se contemporaneamente oppure no: questo è da approfondire, ma ci sono alcune chat che testimoniano un interesse condiviso. Non voleva uccidere”, ripete Alvisi rimarcando che “il mio assistito è stato aggredito e adesso è altamente affranto”.
Il sindaco di Trani Marco Galiano ha disposto, “di concerto con la prefettura e sulla base delle risorse disponibili, un aumento della presenza delle forze dell’ordine sul territorio”
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