di
Irene Soave

Ha 35 anni, un passato da commerciale e produce profumi per ambiente basati sul genere. Tesserato appena maggiorenne nella Cdu di Angela Merkel, ora potrebbe diventare il primo ministro-presidente della destra radicale della storia della Repubblica

DALLA NOSTRA INVIATA
BERLINO – L’«uomo più pericoloso della Germania» ha trentacinque anni, un sorriso gradevole, scarpe qualunque, veste come Medioman con polo e completi un po’ stretti, va in giro in campagna elettorale su un motorino «Rondinella» del 1975 con un casco a scodella e dietro di lui sempre un codazzo di altri motorini d’epoca a decine, spesso a centinaia. Il marchio dei motorini è il Simson, motorino simbolo della Ddr fuori produzione dal 1986; qualcuno partecipa ai cortei con un Apecar, altro veicolo-nostalgia. Per il resto, gli incontri della campagna di Ulrich Siegmund, candidato di punta di Alternative für Deutschland per le regionali del 6 settembre in Sassonia-Anhalt, sono grigliate e «belle chiacchierate», così c’è scritto sui manifesti. 

Lo Spiegel però gli dedica la copertina del suo ultimo numero, in edicola dal 15 agosto, e il titolo è: «L’uomo più pericoloso della Germania». E in effetti dopo la sua vittoria elettorale locale – per i sondaggi è certo che trionferà, e potrebbe anche diventare anche il primo ministro-presidente di AfD della storia della Repubblica – tutto, anche nella politica nazionale, potrebbe cambiare. 



















































L'uomo più pericoloso di Germania

I sondaggi

A settembre, la Germania va incontro a tre appuntamenti elettorali per l’elezione di tre parlamenti regionali. Il 6 settembre si vota a Berlino, dove potrebbe andare molto bene la sinistra-sinistra che parla di espropri immobiliari; e in Sassonia-Anhalt, stato da 1,7 milioni di elettori, capitale Magdeburgo, storico feudo dell’ultradestra. Il 13 settembre si vota poco lontano, nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore, dove qualche speranza i sondaggi la danno ancora anche a una candidata socialdemocratica. In Sassonia-Anhalt, no. Due o tre punti percentuali faranno la differenza per AfD tra vincere e trionfare: per ora i sondaggi danno al partito di destra estrema il 42-43 per cento (maggioranza relativa) ma a Siegmund basterebbe recuperare altri due o tre punti per arrivare al 45, soglia oltre la quale governerà da solo. Per il regolamento elettorale i partiti sotto il 5% non concorrono alla formazione della maggioranza, e quindi i seggi si calcolano fatto cento il totale dei voti dei partiti sopra il 5%: in Sassonia-Anhalt si tratterà del 91 per cento dei voti, per i quali 45 per cento è in effetti una maggioranza assoluta. Scenario alternativo: AfD è comunque il primo partito, ma una coalizione di centrosinistra, centrodestra e sinistra-sinistra può raggiungere, secondo i sondaggi, il 41 per cento che serve a formare un governo di minoranza; a questo eventuale gruppo, però, ha già fatto mancare il suo appoggio la formazione di sinistra nazionalista Bsw, possibilmente decisiva. Al momento in Sassonia-Anhalt governano i Cristiano-democratici: lo stesso partito del cancelliere Friedrich Merz. Ma Siegmund potrebbe essere il prossimo, quasi per acclamazione. Lunedì, in un comizio a Wittenberg, la coda per stringergli la mano durava più o meno cinque ore. 

Il profilo

Ma chi è Ulrich Siegmund? L’uomo in motorino ha 35 anni, è sposato con una figlia, ha un padre anche lui attivo in AfD. Il muro di Berlino non l’ha mai visto: nato a Havelberg nel 1990, è cresciuto a Tangermünde, non lontano, in un paesaggio cioè molto diverso dalle immagini-cliché della Ddr povera ma bella, e invece fatto di piccole città borghesi e immerse nel verde, con piccoli tesori storici. I genitori – padre ingegnere, madre morta qualche anno fa in una caduta da cavallo – gli insegnano, dice «che niente cade dal cielo e ti devi guadagnare tutto. E anche a non credere a tutto quello che ti dicono», racconta spesso. Di lavoro fa a lungo il commerciale – e il motorino se l’era comprato per andare e venire dalla sede del suo primo stage – per il commercio all’ingrosso; fa un master in psicologia dei consumi; si occupa per anni di marketing, con una formazione da manager a Pechino. Ha un’azienda, la «Berlin duftet» che vende profumi per ambienti il cui marketing è basato sul genere (profumi «da uomo», o «da donna»). Fa, insomma, un lavoro normale, non è un intellettuale e non vive in città. Per molti analisti questa sua formazione spiega benissimo il suo successo: le politiche che Siegmund segue sono di destra radicale, né più né meno, ma le comunica con un tono rassicurante, famigliare, da uomo comune. 

La formazione politica 

Appena maggiorenne, Ulrich Siegmund si tessera a un partito: è il 2008, e il partito è proprio quello che oggi vuole rottamare, la Cdu guidata allora da Angela Merkel. Già allora è però molto attivo in un’associazione che nel 2009 il ministero nazionale dell’Interno vieterà: la Heimattreue Deutsche Jugend, i «giovani tedeschi fedeli alla patria». Organizzano campi estivi per bambini vestiti da militari, col saluto alla bandiera e svastiche ovunque. Insegnano ai bambini la teoria della razza. Molti dei collaboratori attuali di Siegmund, puntualizza lo Spiegel, vengono da lì. Su tutti, Patrick Harr, suo portavoce, e Laurens Nothdurft, importante funzionario ministeriale.

L’ingresso in AfD

Solo nel 2014 passa a AfD, che all’epoca è più un partito euroscettico che nazionalista: una transizione che Siegmund segue e incarna da molto presto. Già nel 2015 è uno dei dirigenti locali del partito; nel 2016 entra come deputato nel parlamento regionale. Sono quindi dieci anni che nel Land dove compete è tra gli uomini con più potere. La AfD della Sassonia-Anhalt non è un partito locale qualunque: l’agenzia regionale per la Verfassungsschutz, la «tutela della Costituzione», l’ha certificato come un movimento estremista di destra.  

La pandemia

Molti osservatori indicano negli anni del Covid un momento decisivo per la radicalizzazione di Ulrich Siegmund. A chi gli chiedeva della pandemia rispondeva, netto: «Ma quale pandemia?». Poi, racconta lo Spiegel, diventava più serio: «In questi mesi è stato molto chiaro che la gente ha perso fiducia nei media e nelle istituzioni. E per me è stato chiaro che valeva la pena di esercitare un po’ di resistenza». 

L’incontro di Potsdam

Il vertice a porte chiuse di Potsdam, a novembre 2023, scandalizzò gran parte dell’opinione pubblica tedesca: parteciparono molti membri di AfD, diversi ideologi di estrema destra tra cui l’austriaco Martin Sellner, e si parlò espressamente di deportazioni di migranti all’estero, rinominate con l’eufemismo oggi molto diffuso «remigrazione». Siegmund c’è e interviene: prefigura un futuro in cui AfD è al governo e indica con precisione i molti modi in cui queste misure possano essere realizzate almeno a livello regionale. Per il pubblico ridimensiona l’importanza della conferenza, definendola «un caffè con due chiacchiere». Ma la remigrazione – termine che ha spaccato il partito a livello nazionale – è parte integrante del programma elettorale dell’AfD Sassonia-Anhalt. Secondo l’osservatorio indipendente Correctiv, 18 delle 256 pagine della bozza di programma presentata a gennaio contenevano indicazioni in questo senso. 

La vicinanza a Björn Höcke

Da allora per i media e gli analisti politici Siegmund è ribattezzato spesso «delfino di Björn Höcke»: Björn Höcke, il professore della Turingia che riabilita il linguaggio nazista, parla del memoriale berlinese della Shoah come di un «monumento alla vergogna di sé», invoca per la figura di Hitler «letture meno manichee». Ma Siegmund è di un’altra generazione, e il suo stile è ancora diverso: più esatto sarebbe dire che a Höcke è molto vicino ideologicamente, e che ne ha fatto sue molte parole d’ordine. Ma poco di più: il suo aspetto, i suoi eventi pubblici, hanno uno stile molto più da «bravo ragazzo» e da personaggio popolare. A differenza di di Björn Höcke, per esempio, sorride moltissimo. Ha 750 mila follower su TikTok. Su TikTok, per esempio, ha appena definito la copertina dello Spiegel «un’ottima pubblicità» e ha pubblicato un video dove la autografa a beneficio dei fan. 

I rapporti con AfD

L’estremismo ideologico di personaggi come Siegmund ha diviso, negli ultimi anni, la dirigenza del partito. La presidente Alice Weidel – sposata a una donna, con due figlie adottive – non può ad esempio condividere i suoi toni sulla «famiglia tradizionale». Soprattutto, in molte interviste soprattutto sui social – di cui si fida di più che dei media tradizionali – Siegmund ha chiaramente dichiarato di «mirare a Berlino» cioè alla politica nazionale, perlomeno nei prossimi anni. E questo gli ha attirato molte perplessità e rivalità. Per ora, comunque, è l’uomo del momento: se davvero diventerà ministro presidente della Sassonia-Anhalt sarà il volto di uno storico cambiamento, e secondo diversi analisti il suo peso nel partito è destinato a aumentare. 

15 agosto 2026 ( modifica il 15 agosto 2026 | 12:49)