di
Massimiliano Jattoni Dall’Asén

Bonifiche Ferraresi è già al 16,68% del gruppo bio. Il lock-up è scaduto il 31 luglio, ma BF non commenta le ipotesi su un aumento della quota

«Una proprietà così organizzata è un grande valore, non solo morale ma anche commerciale, da salvaguardare». Fabio Brescacin, presidente di EcorNaturaSì, ha risposto così, in una lettera a ItaliaOggi, all’indiscrezione secondo cui Bonifiche Ferraresi sarebbe al lavoro per arrivare al controllo del gruppo veronese del biologico, che opera con l’insegna NaturaSì e oltre 300 negozi specializzati. Il riferimento è alla struttura proprietaria che mantiene il controllo nelle mani di una fondazione non profit e che, scrive Brescacin, NaturaSì intende preservare.

Interpellato dal Corriere, BF non ha voluto commentare l’ipotesi. Il gruppo agroindustriale guidato da Federico Vecchioni è già il terzo azionista di EcorNaturaSì, con il 16,68%, ma, essendo società quotata, spiega, non formula valutazioni su possibili operazioni future o modifiche della propria quota. Nessuna indicazione, dunque, su un ulteriore rafforzamento nel capitale.




















































La partecipazione di BF in NaturaSì

La partecipazione di BF è stata costruita in due tappe. Nel 2023 il gruppo ha investito 25 milioni di euro attraverso un aumento di capitale riservato, arrivando all’11,27% di EcorNaturaSì. L’operazione ha portato nuove risorse nella società e ha diluito il peso relativo dei soci preesistenti. Prima dell’ingresso di BF, accanto a Ulirosa figuravano tra i principali azionisti Alpa della famiglia Paravicini Crespi e Invest Tre della famiglia Rossi Cairo, oltre a Luisante e altri investitori minori. L’accordo attribuiva inoltre a BF il diritto di acquistare direttamente da Ulirosa, principale azionista di NaturaSì, un ulteriore pacchetto per 10 milioni. L’opzione è stata esercitata nel luglio 2024, portando BF a sfiorare il 17%, quota iscritta a bilancio alla fine del 2025 per circa 45 milioni di euro.

Ma c’è una data che contribuisce a spiegare la tempistica delle indiscrezioni. Gli accordi del 2023 prevedevano per BF il divieto di alienare la partecipazione fino al 31 luglio 2026. Il lock-up è dunque appena scaduto. La fine del vincolo non attribuisce a BF il diritto di acquistare altre azioni né dimostra l’esistenza di una trattativa, ma coincide con le voci su una possibile evoluzione degli equilibri societari.

La struttura proprietaria

Ed è qui che diventa decisiva la struttura proprietaria richiamata da Brescacin. Il controllo di NaturaSì è riconducibile, attraverso Ulirosa, alla Libera Fondazione Antroposofica Rudolf Steiner. Secondo l’ultima Relazione d’impatto, alla fine del 2025 alla fondazione faceva capo il 52,65% delle azioni con diritto di voto, contro il 62,02% del 2023. L’obiettivo dichiarato da NaturaSì è mantenere la percentuale sopra il 50%. Ulirosa dispone inoltre di diritti di governance, tra cui la designazione della maggioranza del cda.

Nella lettera Brescacin non prende però le distanze da BF. Al contrario, definisce positivamente il rapporto tra i due gruppi e scrive di essere «molto contenti e grati» della presenza del nuovo socio. È dunque sul controllo, non sulla collaborazione industriale, che NaturaSì traccia il confine.

BF punta da anni a integrare l’intera filiera «dal seme allo scaffale», dalla coltivazione alla trasformazione e alla commercializzazione. Oltre al marchio Le Stagioni d’Italia, lavora per le private label dei principali gruppi della grande distribuzione. Già l’accordo del 2023 con NaturaSì puntava a sviluppare sinergie fino alla vendita del prodotto biologico al consumatore.

Il futuro

Sul biologico emergono poi due accenti diversi. Brescacin attribuisce alla collaborazione con NaturaSì un ruolo nelle scelte di BF, che, scrive, «sta iniziando con NaturaSì un percorso graduale verso la conversione al biologico di tutte le sue aziende agricole», con la catena come «canale privilegiato» per portare i prodotti al consumatore. BF sottolinea invece che il percorso verso il biologico è iniziato da anni ed è ormai entrato in una fase di maturazione.

È qui che si incrociano la partita industriale e quella societaria: da una parte una collaborazione sempre più stretta, che porta BF dalla produzione agricola alla rete di vendita; dall’altra una struttura costruita per mantenere il controllo di NaturaSì nelle mani della fondazione. Fin dove potrà spingersi l’integrazione senza modificare questo equilibrio è la questione che resta aperta.

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15 agosto 2026