Nel maggio del 2026, davanti alle telecamere di Good Hang, il podcast di Amy Poehler, Billie Eilish se ne stava seduta e poteva sembrare immobile. Il volto fermo, il corpo composto, l’attenzione rivolta alla conversazione. Ma sotto il tavolo le ginocchia potevano muoversi, le braccia contrarsi; e una parte di lei, invisibile a chi guardava, era occupata in un lavoro silenzioso: trattenere i tic.

La cantante raccontò di fare, durante le interviste, «tutto ciò che è in suo potere» per sopprimerli. Poi esce dalla stanza e sente il bisogno di lasciarli venire. Alcuni sono vocali — piccoli rumori — altri attraversano le mani, i gomiti, le ginocchia, altri distretti del corpo. Gesti minimi, talvolta così discreti da confondersi con niente. Niente, invece, non è.

Eilish ha ricevuto a undici anni la diagnosi di sindrome di Tourette, un disturbo neuroevolutivo nel quale tic motori e vocali persistono, nel corso della malattia, per almeno un anno. Possono essere semplici: un ammiccamento, uno scatto della testa, la gola schiarita, un suono. Oppure più complessi. Cominciano generalmente nell’infanzia, cambiano forma e intensità nel tempo e spesso diminuiscono durante l’adolescenza o nella prima età adulta; non sempre, però. Per alcune persone continuano per tutta la vita.

A questo punto bisogna sgombrare il campo da quella caricatura tenace che cinema, televisione e chiacchiere hanno finito per scambiare con la malattia. Tourette non significa necessariamente gridare oscenità. La coprolalia non è richiesta per la diagnosi e interessa soltanto una minoranza dei pazienti; il CDC ricorda che la maggior parte delle persone con Tourette non presenta affatto questo sintomo. Secondo le stime complessive citate dall’agenzia, la sindrome potrebbe riguardare circa lo 0,6 per cento dei bambini: più o meno uno ogni 162.

Ma come si trattiene un gesto involontario? La domanda sembra contenere una contraddizione, e invece conduce nel cuore stesso dell’esperienza. Molte persone avvertono prima del tic una sensazione interna, la cosiddetta premonitory urge: tensione, pressione, prurito, oppure l’impressione crescente e difficile da nominare che quel movimento, quel rumore, debba finalmente accadere. Il tic può dare un sollievo temporaneo. Alcuni imparano a rimandarlo, a chiuderlo per un po’ dietro una porta.

Non è controllo nel senso comune della parola. È soppressione, e può costare concentrazione, energia, fatica; soprattutto, non riesce a tutti nello stesso modo. Se a una persona è possibile rinviare un tic per qualche minuto, non ne segue che possa cancellarlo. Confondere le due cose significa trasformare una capacità parziale in un obbligo morale: se riesci a trattenerti ora, perché non sempre? Se davanti alla telecamera non si vede nulla, dov’è il disturbo? È precisamente questa la trappola.

Nel luglio del 2026 uno studio sperimentale condotto su dieci adulti con Tourette ha osservato che, durante brevi sessioni controllate, la soppressione riduceva nettamente la frequenza dei tic. Non ha trovato, tuttavia, un inevitabile “effetto rimbalzo” dopo la prova, né un aumento costante delle sensazioni premonitrici. Le risposte variavano molto da individuo a individuo.

La distinzione conta. Il bisogno descritto da Eilish — uscire dalla stanza e lasciare che i tic emergano dopo averli trattenuti — è la sua esperienza, reale e possibile; non una legge universale della sindrome. La ricerca non autorizza a concludere che ogni tic soppresso debba essere poi “recuperato”. Comprendere una testimonianza non significa trasformarla in una regola. Significa ascoltarla senza usarla per cancellare tutte le altre.

È qui che le parole di una cantante famosa smettono di essere una curiosità sul mondo delle celebrità e ci riguardano. Una persona può apparire tranquilla proprio mentre sta compiendo lo sforzo maggiore. Può sorridere, rispondere, tenere ferme le mani, e intanto sorvegliare un ginocchio, un gomito, un suono che preme per uscire. Noi vediamo il prezzo della compostezza.

Non tutti riescono a sopprimere i tic. Non tutti, d’altra parte, hanno bisogno di curarli. Secondo il CDC, si prende in considerazione un trattamento soprattutto quando i tic provocano dolore, lesioni, grave disagio o interferiscono con la scuola, il lavoro, le relazioni. Esistono farmaci e terapie comportamentali specifiche, fra cui la Comprehensive Behavioral Intervention for Tics, che aiuta a riconoscere l’impulso e a impiegare risposte alternative.

C’è poi ciò che resta ancora più facilmente fuori dall’inquadratura. La Tourette può convivere con ADHD, disturbo ossessivo-compulsivo, ansia e altre difficoltà; condizioni che, in alcuni casi, incidono sulla qualità della vita persino più dei tic. Guardare soltanto il movimento insolito significa dunque fermarsi alla superficie. Ma anche non vederlo e concludere che non esista è un errore uguale e contrario.

Prima di domandare perché qualcuno faccia quel gesto, pensiamoci. E prima di meravigliarci perché non lo fa, pensiamoci ancora. Davanti alla telecamera resta un corpo apparentemente fermo; sotto il tavolo, invisibile, continua il suo lavoro.

People, “Billie Eilish Opens Up About Her Tourette Syndrome, Says She Does ‘Everything in My Power’ to Suppress Tics While on Camera”, 8 maggio 2026. La testimonianza riprende l’intervista rilasciata il 5 maggio 2026 al podcast Good Hang with Amy Poehler.

Matsuda N. et al., “Effects of Tic Suppression and Urge Monitoring on Premonitory Urges and Tic Frequency in Tourette Syndrome”, Journal of the Korean Academy of Child and Adolescent Psychiatry, 2026. DOI: 10.5765/jkacap.260010. PMID: 42389054.

Wohlgemuth J.B. et al., “Premonitory urge in tic disorders – a scoping review”, 2025. Revisione della letteratura sulle sensazioni premonitorie che precedono i tic e sul loro rapporto con soppressione e manifestazione dei sintomi. PMID: 39950174.

Centers for Disease Control and Prevention (CDC), “Five Things To Know About Tourette Syndrome”, aggiornato il 5 agosto 2026. Fonte istituzionale su diagnosi, tic motori e vocali, possibilità di soppressione e falso mito della coprolalia come caratteristica necessaria della sindrome.

Centers for Disease Control and Prevention (CDC), “Treatment of Tourette Syndrome”, aggiornato nel 2026. Fonte istituzionale sui trattamenti e sulla Comprehensive Behavioral Intervention for Tics (CBIT), terapia comportamentale evidence-based per la gestione dei tic.

National Institute of Neurological Disorders and Stroke (NINDS), “Tourette Syndrome”, aggiornato il 13 marzo 2026. Scheda istituzionale su caratteristiche cliniche, andamento dei tic e manifestazioni della sindrome di Tourette.