di
Gino Pagliuca

Secondo i risultati dell’ultimo sondaggio trimestrale presso gli agenti immobiliari condotto congiuntamente da Banca d’Italia, Agenzia Entrate e Tecnoborsa, il rallentamento dei prezzi è risultato particolarmente marcato nel Nord-Ovest

Rallentano i prezzi di vendita delle case in Italia. Secondo i risultati dell’ultimo sondaggio trimestrale presso gli agenti immobiliari condotto congiuntamente da Banca d’Italia, Agenzia Entrate e Tecnoborsa (Camera di commercio Roma), nel secondo trimestre del 2026 il saldo tra i mediatori che indicano prezzi in crescita e quelli che invece segnalano una diminuzione è sceso a soli 7 punti percentuali. Il rallentamento dei prezzi è risultato particolarmente marcato nel Nord-Ovest, dove il saldo è sceso a un solo punto, mentre nel Nord-Est e Centro il divario si mantiene su valori più sostenuti (rispettivamente 13 e 11 punti). Nel Sud e Isole il saldo si è attestato a 6 punti. Margini di trattativa e tempi di vendita restano a livelli molto bassi. Lo sconto medio infatti si pone al 7%, con un minimo del 5% nel Nord-Est (5%). I tempi medi di vendita si confermano molto rapidi, attorno a 5 mesi.

La dinamica del mercato

Dati meno positivi sulla dinamica del mercato: le compravendite si indeboliscono lievemente rispetto allo scorso anno. Il saldo tra giudizi di aumento e diminuzione delle vendite rispetto al trimestre precedente si è attestato a -13 punti percentuali, dato però migliore rispetto al -19 del primo trimestre. Nel confronto con lo stesso periodo del 2025, tuttavia, il saldo negativo si è ampliato a -20 punti; il peggioramento è concentrato nel Nord-Ovest e nel Nord-Est, con un saldo a -27 punti in entrambe le aree, mentre nel Centro e nel Sud e Isole il calo resta più contenuto (rispettivamente -9 e -10 punti).



















































I mutui e le conseguenze delle politiche monetarie

Sul fronte dei finanziamenti, la quota di acquisti effettuati grazie all’accensione di un mutuo ipotecario si è attestata al 63%, in lieve calo rispetto al trimestre precedente (65%) e sostanzialmente in linea con lo stesso periodo del 2025. Il dato è molto interessante se lo si raffronta con quelli degli ultimi rapporti trimestrali sulle compravendite dell’Agenzia delle Entrate, che computa gli acquisti effettuati con mutuo sono ancora sotto il 50%: la differenza si spiega molto bene se si considera che le statistiche trimestrali computano sia gli acquisti effettuati con l’intervento di un mediatore sia quelli avvenuti (almeno formalmente) senza il supporto di un intermediario. Il rapporto tra prestito e valore dell’immobile è rimasto stabile, intorno al 78%. La quota delle agenzie che hanno segnalato le difficoltà di accesso al credito tra le principali cause di cessazione dell’incarico si è attestata al 18%, su livelli minimi dall’avvio della serie storica, a riprova che l’aumento comunque sensibile dei tassi avvenuto da inizio anno non sta avendo per ora conseguenze sul mercato.

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Affitti lunghi e brevi

Per quanto riguarda le locazioni, i canoni sono giudicati in crescita nella maggior parte del territorio nazionale, ad eccezione del Nord-Ovest, e aumentano le agenzie che nell’ultimo trimestre hanno effettuato almeno un contratto di locazione e l’attesa, con l’eccezione del Nord Ovest, è quella di un consolidamento del trend sul medio periodo. Gli affitti brevi sono giudicati rilevanti per il 54% dei mediatori interpellati. Va però sottolineato che le agenzie tradizionali soprattutto nelle grandi città raramente intermediano locazioni turistiche, un business appannaggio dei gestori professionali.

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15 agosto 2026 ( modifica il 15 agosto 2026 | 13:17)