di
Paola Gabrielli

Moreno Conficconi tra liscio e nuovi progetti come gli Extraliscio e : Romagna 2.0: «In Riviera hanno funzionato le discoteche perché prima c’erano le balere, anche Cecchetto, Jovanotti e Amadeus lo hanno capito»

Il 5 giugno, esce il brano inno Oh Romagna . Il 29 luglio, videoclip omonimo trasforma quel brano in un viaggio attraverso gli occhi di un gatto turista. C’è tutto. Animazione, tradizione, immaginazione, allegria, memoria (Amarcord), la piazza, la balera e i «Camaròn», quegli stanzoni dove… ma ci fermiamo. Perché a parlare di Oh Romagna e molto altro è Moreno Conficconi «Il Biondo», che il pezzo lo ha composto con Giovanni Amighetti. 

Si parte con il suono del clarinetto in do, strumento simbolo del suo percorso artistico, l’arrangiamento è realizzato con gli E-Wired Empathy e al violinista Peter Tickell, collaboratore di Sting e tra gli artisti che hanno partecipato, Stefania Morciano (Notte della Taranta).



















































Come nasce l’idea?
«Il merito è di Amighetti, parmigiano doc, musicista, produttore di world music che viene dall’area di Peter Gabriel. Avevamo collaborato in passato e conosce attraverso me i risvolti forti della nostra musica da ballo e sono contento di questo modo nuovo di proporla. Il liscio è un genere che se non ha incontri artistici di livello rimane nei ricordi».

Colpisce la scelta del dialetto.

«È musicale, è slang. Conosco il dialetto di più luoghi e già a 5 km cambia. Una fortuna: nelle canzoni inserisco Ravenna, Gatteo, Galeata, Meldola dove sono nato. Ti porta alle atmosfere della balera. Del camaròn».

Ecco, ci rinfreschi la memoria sul camaròn.

«Era la balera, la discoteca di una volta. Le orchestre venivano messe su palchi altissimi che servivano ad accantonare il fieno, gli attrezzi dei contadini che per l’occasione venivano tolti. La stanza non si puliva nemmeno».

Un mare di polvere.
«Già. La parola liscio ancora non c’era. Poi i gestori per fare la pista più liscia usavano il borotalco, la saponetta e i primi che arrivavano chiedevano: è liscia la pista? Raoul intuì tutto e raccolse il termine».

E fu «Vai col liscio…» 
«A quel punto si era trovata una parola che era il format del divertimento, un’identità del liscio di oggi: fare incontrare la gente sui balli del mondo, mirata principalmente ai ballerini».

Esempi?
«Se faccio i Pink Floyd, faccio ballare con i Pink Floyd. Le mie serate sono folkloristiche ma finiscono rock. Perché il liscio, alla fine, è rock senza supporti elettronici. Possiamo anche fare Libertango, ma manteniamo il groove del tango da sala».

Qual è la sua anima?

«Artisticamente sono figlio di Raoul. Poi il percorso è continuato con gli Extraliscio e oggi con il progetto Romagna 2.0».

Extraliscio, bella intuizione.
«Avevamo il mondo del passato, all’inizio. Io il liscio, Mirco Mariani aveva il resto. Poi negli anni sono arrivate cose tipo Sanremo e con questo un’altra visione della Romagna. Non più l’esaltazione della spiaggia, la piadina, il Sangiovese, ma anche della riviera dell’autunno con i suoi valori. Sanremo aiuta, ci ha sdoganato, ma il cachet di Moreno il Biondo è sempre quello».

La sua stagione?

«L’estate. Tutto è nato qui. A Riccione ha proliferato la discoteca perché prima c’erano le balere. Lo ricordano Cecchetto, Jovanotti, Amadeus».

Ma quante serate ha fatto nella sua vita?
«Adesso faccio più cose legate ai festival. A Gatteo ora chiudiamo la stagione con il festival dall’8 al 18 settembre. Ma di sicuro, più di 9.000. Con Casadei facevamo anche 300 serate l’anno. Non c’era vita alternativa».

Ci si diverte come ieri?
«Credo di sì. C’è voglia di staccare la spina e vedere il musicista che sorride. Il sorriso deve appartenere a tutti».

Non abbiamo parlato del gatto-turista del video.
«Abito a Gatteo, il gatto è nostro marchio. Il mio più grande successo è Teo il gatto di Gatteo . Quando cammino per strada i bambini mi fermano e dicono ai genitori: c’è Teo!. Lo sanno dal video. E poi sono un gattologo».


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15 agosto 2026 ( modifica il 15 agosto 2026 | 09:56)