di
Leonard Berberi
Il rapporto tecnico preliminare sul volo Phuket-Delhi del 4 agosto (24 feriti) non individua ancora le cause del guasto idraulico triplo. Il costruttore chiede accertamenti e anche ispezioni strutturali
Il 4 agosto scorso l’Airbus A320neo di Air India ha perso circa 90 metri di quota, ferendo 24 persone a bordo, perché ha subìto una perdita di pressione in tutti e tre i sistemi idraulici, cosa che ha lasciato temporaneamente inutilizzabili i comandi di volo principali per quattro secondi. Lo rivela un’analisi preliminare di Airbus, che richiede ulteriori approfondimenti. La dinamica attira l’attenzione degli esperti perché è davvero raro che questi sistemi, separati tra loro, vadano fuori uso contemporaneamente.
L’incidente ha coinvolto il volo AI2379 da Phuket a Delhi, atterrato regolarmente nonostante l’improvvisa perdita di quota. Secondo la valutazione del costruttore europeo — descritta nel dettaglio tecnico in tre pagine — l’aereo ha registrato in rapida successione il cedimento di tutti e tre i circuiti idraulici (verde, blu e giallo), che utilizzano fluido in pressione per alimentare le superfici di comando e altri sistemi di bordo.
Per circa quattro secondi, i piloti non hanno potuto utilizzare elevatori e alettoni, le superfici mobili su ali e coda che determinano la cabrata, la picchiata e l’inclinazione laterale del velivolo. Durante questo intervallo l’aereo ha assunto un assetto a cabrare, cioè con il muso rivolto verso l’alto, secondo quanto riportato da Airbus in una comunicazione inviata in risposta a una richiesta di valutazione da parte di Air India.
Il primo ufficiale ha applicato un comando pieno a picchiare, ma non vi è stata «alcuna risposta diretta» da parte delle superfici di controllo, rimaste inattive fino al ripristino dei sistemi idraulici, avvenuto nel giro di pochi secondi. L’analisi non individua ancora la causa della perdita di pressione idraulica. Airbus ha chiesto ad Air India di eseguire test sui sistemi idraulici e sui sensori e interruttori di pressione che li monitorano, oltre alla rimozione di alcuni componenti per l’ispezione e ad ulteriori verifiche sui cablaggi.

Il costruttore ha inoltre rilevato che l’aereo ha subìto sollecitazioni superiori ai limiti previsti durante la brusca variazione di quota, chiedendo un’ispezione per possibili danni strutturali. Sono stati richiesti anche il resoconto delle attività di manutenzione idraulica dell’ultimo mese e relazioni più dettagliate da parte dei piloti.
Air India aveva inizialmente attribuito l’evento a una turbolenza. Poi la compagnia ha eliminato questo riferimento, parlando genericamente di un’«improvvisa perdita di quota». Le autorità indiane hanno classificato l’episodio come «incidente serio»: l’Aircraft Accident Investigation Bureau sta conducendo l’inchiesta con il supporto tecnico di Airbus e degli investigatori francesi del Bea.
Il volo è finito sulle pagine dei giornali di mezzo mondo perché il comandante è risultato positivo alla marijuana in un test di conferma. Al momento non è stato stabilito alcun collegamento tra l’esito del test e la perdita di quota, ma Air India ha comunque avviato da giovedì controlli antidroga obbligatori per tutti i piloti, secondo una nota interna della compagnia.
15 agosto 2026
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