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Redazione Online
Clamoroso furto d’arte nella serata del 15 agosto al MuMe, Museo Regionale Interdisciplinare di Messina. I ladri sono riusciti a eludere i sistemi di allarme e hanno sottratto alcuni capolavori del maestro Antonello da Messina. La direttrice del museo: «Hanno rubato due delle più importanti e note opere dell’artista»
Clamoroso furto d’arte nella serata del 15 agosto al MuMe, Museo Regionale Interdisciplinare di Messina. Ladri sono riusciti a introdursi all’interno delle sale espositive eludendo i sistemi di allarme e le protezioni di sicurezza, riuscendo a sottrarre dei capolavori attribuiti al maestro Antonello da Messina. «Siamo sconvolti, è una grande perdita per il museo, per la città, la comunità e il mondo dell’arte», ha detto la direttrice del museo Marisa Mercurio, riconoscendo che le opere sottratte erano «due delle più importanti e note» dell’artista messinese. «Ci sono indagini in corso da parte delle forze dell’ordine e speriamo riescano ad arrestare i responsabili», aggiunge.
La dinamica del furto
Il furto, secondo quanto riferito dalla direttrice, è avvenuto la sera del 15 agosto, intorno alle 21:50.
I malviventi hanno agito con precisione, portando via tre tavole su cinque appartenenti al celebre Polittico di San Gregorio (detto anche del Rosario) e la tavoletta bifronte con la Madonna e il Cristo in pietà. Quest’ultima è stata estratta e asportata dai ladri dall’interno di una teca blindata. «Purtroppo sono riusciti ad eludere i sistemi d’allarme e tutti i sistemi di sicurezza», ha commentato la direttrice del museo.
Sul posto sono immediatamente intervenute le forze di polizia insieme agli specialisti della scientifica, che hanno avviato i rilievi tecnici per ricostruire la dinamica dell’effrazione e raccogliere elementi utili a identificare i responsabili.
Il museo oggi a causa del furto resterà chiuso.
Antonello da Messina
Antonello da Messina (nato tra 1425 e 1435 e morto nel 1479 ) è considerato come il principale pittore siciliano del Quattrocento, abilissimo interprete delle novità pittoriche della sua epoca, capace di operare una sintesi tra le innovazioni della scuola Rinascimentale italiana (come quelle introdotte da Piero della Francesca) e lo stile fiammingo.
È autore di opere celeberrime come il Salvàtor mundi (oggi esposto alla National Gallery di Londra), il San Sebastiano di Dresda e San Girolamo nello studio, (anch’esso conservato alla National Gallery).
Il Polittico di San Gregorio
Secondo la descrizione del Polittico che si trova sul sito web ufficiale del museo, l’opera è stata commissionata ad Antonello da Messina da Fabria Cirino, Badessa del monastero di Santa Maria extra moenia della città siciliana.
Originariamente composto da sei tavole – di cui una oggi perduta – il Polittico era stato danneggiato prima da un maldestro restauro ottocentesco e poi, in modo più severo, dal terremoto del 1908. Le scosse provocarono il crollo del museo che lo ospitava e le piogge che colpirono la città subito dopo il sisma causarono ulteriori danni. Negli ultimi anni, era stato oggetto di numerosi interventi di restauro che erano riusciti a ripristinarne, almeno in parte, l’antico splendore.
L’opera, la più rappresentativa tra quelle firmate dall’artista rimaste nella sua città natale, dal 2013 fa parte dei Beni Inamovibili della Regione Siciliana.
La tavoletta bifronte
La tavoletta bifronte rubata era stata acquisita dalla Regione Sicilia nel 2003, a un’asta. Si tratta di una tavoletta dipinta da Antonello da Messina su entrambi i lati: su uno (il recto) si trovano una Madonna col Bambino benedicente e un francescano in adorazione; sull’altro (il verso) un Cristo in Pietà.
L’opera era con ogni probabilità stata concepita come un oggetto per la devozione privata.
Articolo in aggiornamento…
16 agosto 2026 ( modifica il 16 agosto 2026 | 09:56)
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