Ci sono estati che si ricordano per una canzone. E poi ci sono estati che si ricordano per un’assenza.
Nel 1975 l’Italia continua a cantare Lucio Battisti, ma Lucio Battisti comincia lentamente a sparire dalla scena pubblica. Niente nuovo album di inediti, poche apparizioni, ancora meno parole. In un Paese attraversato da tensioni politiche, radio libere nascenti, vacanze in campeggio e amori consumati tra jukebox e utilitarie sotto il sole di agosto, quel silenzio diventa improvvisamente significativo.
“L’estate del silenzio” è il racconto di un momento unico della musica italiana: l’anno in cui Battisti smette di inseguire la celebrità e lascia che siano le sue canzoni a vivere da sole, nelle case, nelle automobili e sulle spiagge. Con “Amarsi un po’” come filo conduttore e anticipazione del Battisti che verrà, questo viaggio ci riporta in un’Italia sospesa tra inquietudine collettiva e desiderio di normalità, dove anche il silenzio di un artista può diventare la colonna sonora di un’intera generazione.
ESTATE 1975 – L’ESTATE DEL SILENZIO
Questa volta cominciamo dal silenzio.
Perché anche il silenzio racconta una storia.
Nel 1975 Lucio Battisti non pubblica un nuovo album di inediti.
E proprio mentre l’Italia vorrebbe sapere tutto di lui, lui comincia a sottrarsi.
È un’Italia inquieta. Politica, terrorismo, conflitti sociali occupano quotidianamente le prime pagine.
Ma contemporaneamente milioni di persone continuano a vivere, innamorarsi, andare in vacanza.
La vita privata e la storia convivono nello stesso agosto.
Sono gli anni delle radio libere che stanno per esplodere, delle feste dell’Unità, dei concerti, delle comuni, delle vacanze economiche.
Il turismo giovanile diventa sempre più autonomo dalla famiglia.
Battisti comincia progressivamente a rifiutare il meccanismo tradizionale della celebrità.
Sempre meno apparizioni. Sempre meno interviste. Sempre più musica.
È una scelta quasi inconcepibile oggi: essere famosissimo e contemporaneamente cercare di scomparire.
L’estate del 1975 non ha bisogno di una nuova canzone.
Perché le vecchie sono ovunque.
Dalle finestre. Nei jukebox. Dentro le automobili.
Lucio può anche tacere. Ormai canta l’Italia al posto suo.

