Il dolore alla spalla induce quasi inevitabilmente a cercare una lesione nella spalla: nei tendini, nella cuffia dei rotatori, nei muscoli che governano la scapola. È un ragionamento comprensibile, ma incompleto, perché il corpo umano non è una somma di distretti indipendenti. Uno studio pubblicato il 16 agosto 2026 sul Journal of Clinical Medicine suggerisce infatti che la sindrome da impingement subacromiale possa accompagnarsi a un diverso schema di attivazione muscolare che coinvolge anche l’anca del lato opposto.

Occorre chiarire subito ciò che questa ricerca dimostra e ciò che, viceversa, non consente di affermare. Dimostra un’associazione fra il disturbo della spalla e il reclutamento di muscoli anatomicamente lontani; non dimostra che un grande gluteo poco attivo provochi il dolore, né che il dolore determini necessariamente una riduzione della sua attività. La distinzione fra associazione e causalità non è una cautela formale: è il fondamento di una corretta informazione scientifica e ci protegge tanto dagli allarmismi quanto dalle soluzioni riabilitative presentate prematuramente come definitive.

I ricercatori hanno esaminato 60 giovani adulti sedentari, divisi in due gruppi: 30 persone con impingement subacromiale e 30 controlli senza il disturbo. Attraverso l’elettromiografia di superficie, una tecnica che registra l’attività elettrica prodotta dai muscoli durante la contrazione, hanno misurato il comportamento del grande dorsale e del grande gluteo controlaterale, cioè situato sul lato opposto rispetto alla spalla interessata.

Perché osservare il gluteo quando il sintomo è alla spalla? La risposta si trova nella cosiddetta catena obliqua posteriore, una connessione funzionale che comprende il grande dorsale, la fascia toracolombare — la robusta struttura connettivale della schiena — e il grande gluteo opposto. Studi sperimentali avevano già rilevato che la tensione applicata al grande dorsale può modificare alcune proprietà meccaniche dell’anca controlaterale. In altre parole, le forze possono essere trasmesse lungo una rete che collega braccio, tronco e bacino.

Si tratta del principio della catena cinetica: durante un movimento, ciascun segmento corporeo partecipa alla produzione, al trasferimento e al controllo delle forze. Il fenomeno è ben noto nei gesti sportivi, in particolare nel lancio, ma non vi è ragione di pensare che scompaia nelle attività quotidiane. La spalla agisce insieme al tronco e all’anca; ciò non significa che ogni dolore debba essere ricondotto a una causa lontana, bensì che limitare sempre l’esame al solo punto dolente può impedire di riconoscere alterazioni funzionali più ampie.

I risultati dello studio indicano due differenze. Innanzitutto, nei partecipanti con impingement l’attività elettromiografica normalizzata del grande gluteo controlaterale era mediamente inferiore: 23,96% della massima contrazione volontaria, rispetto al 34,49% dei controlli. In secondo luogo, il grande dorsale mostrava il comportamento opposto, con valori medi del 118,63% contro il 75,52%. Gli autori interpretano questa combinazione come un possibile cambiamento del reclutamento lungo la catena cinetica: minore partecipazione del gluteo, maggiore attività del grande dorsale.

Una revisione sistematica del 2024, basata su sei studi trasversali e 562 persone — 282 delle quali con dolore alla spalla — aveva individuato segnali di minore mobilità e resistenza muscolare nella regione toracolombare e nell’anca, oltre a un controllo neuromuscolare meno efficace degli arti inferiori. Tuttavia, gli stessi autori giudicavano molto bassa la qualità complessiva delle prove e chiedevano studi longitudinali, capaci cioè di seguire i soggetti nel tempo.

Questo è forse il significato più serio della ricerca: non offrire scorciatoie, ma rendere più intelligente la valutazione clinica. La conoscenza procede quando un’ipotesi viene misurata, verificata e sottoposta ai suoi limiti; la medicina progredisce quando quella conoscenza viene tradotta, con prudenza, nella cura della persona. Non miracolismo, dunque, ma metodo: perché anche una spalla dolorante può chiedere di essere compresa nel sistema di relazioni di cui fa parte.

Emara N.M., Rezkallah S.S., Abdelraouf O.R., Ahmed M.M., Ibrahim Z.M., Alkhamees N.H., Khalil A.A. “Altered Gluteus Maximus and Latissimus Dorsi Activation in Subacromial Impingement Syndrome: Implications for Kinetic Chain Dysfunction”. Journal of Clinical Medicine, 16 agosto 2026; 15(16):6325. DOI: 10.3390/jcm15166325.

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