L’obesità ha superato l’oncologia. Non per numero di pazienti trattati, né per spesa sanitaria, ma per valore commerciale atteso dei farmaci in fase avanzata di sviluppo nelle 20 maggiori aziende biofarmaceutiche mondiali.
È un passaggio storico. Secondo l’analisi 2026 di Deloitte, nel 2025 i medicinali contro l’obesità sono diventati per la prima volta in 16 anni la principale fonte di valore della pipeline analizzata: rappresentano circa il 25% delle vendite future previste. Nel 2022 pesavano appena l’1%. (Deloitte)
A cambiare il mercato sono soprattutto le nuove terapie basate sui meccanismi GLP-1 e GIP/GLP-1. Considerate complessivamente, valgono circa il 38% delle vendite attese dalla pipeline late-stage. Senza questi farmaci il rendimento previsto degli investimenti in ricerca e sviluppo delle Big Pharma analizzate da Deloitte scenderebbe dal 7% al 2,9%. (Deloitte)
Un mercato da 92 miliardi
La crescita commerciale è altrettanto impressionante. IQVIA stima che il mercato mondiale dei farmaci per l’obesità abbia raggiunto 66 miliardi di dollari nel 2025 a prezzi di listino e possa arrivare a 92 miliardi nel 2026. Negli anni successivi gli scenari oscillano fra 105 e 200 miliardi. (IQVIA)
Dietro il boom, però, c’è una vera emergenza sanitaria. Nella Regione europea dell’OMS quasi sei adulti su dieci vivono con sovrappeso o obesità, condizioni associate a diabete, malattie cardiovascolari e numerosi tumori. (Organizzazione Mondiale della Sanità) In Italia la sorveglianza PASSI indica che nel 2024 circa il 42,9% degli adulti tra 18 e 69 anni era in sovrappeso o obeso. (Epicentro)
Ma è tutto eticamente sostenibile?
Curare meglio l’obesità non è il problema. L’obesità è una malattia cronica e complessa e disporre di terapie più efficaci rappresenta un progresso reale.
La domanda è un’altra: cosa accade quando una quota così grande del valore futuro della ricerca farmaceutica si concentra su pochi prodotti ad altissimo potenziale commerciale?
La stessa Deloitte avverte del rischio di una “bolla” e di un’eccessiva dipendenza dell’industria da pochi blockbuster. (Deloitte)
E poi c’è l’accesso. Nel suo primo documento globale sulle terapie GLP-1 per l’obesità, l’OMS ha formulato una raccomandazione condizionata proprio per i dubbi su costi, sostenibilità dei sistemi sanitari, dati a lungo termine ed equità di accesso. Nel 2026 l’Organizzazione sta lavorando a criteri che aiutino a dare priorità ai pazienti con maggior bisogno e beneficio atteso. (Organizzazione Mondiale della Sanità)
Anche AIFA, in Italia, ha richiamato nel maggio 2026 alla necessità di un utilizzo appropriato, sicuro e basato sulle evidenze di queste terapie. (AIFA)
La vera sfida, quindi, non sarà soltanto sviluppare il prossimo farmaco miliardario. Sarà decidere come trasformare una delle più grandi opportunità industriali della medicina contemporanea in un beneficio di salute accessibile a tutti, senza sottrarre attenzione alle patologie meno redditizie.

Fonti:
Deloitte, Measuring the Return from Pharmaceutical Innovation 2026, maggio 2026; IQVIA, The outlook for obesity from 2026 to 2030, aprile 2026; WHO Europe, The challenge of obesity; WHO, Global guideline on GLP-1 medicines in treating obesity, dicembre 2025; WHO, Expert Group on equitable allocation of GLP-1 therapies, giugno 2026; Istituto Superiore di Sanità, Sorveglianza PASSI 2023-2024; AIFA, Nuovi farmaci per il diabete di tipo 2 e l’obesità: guida per un uso consapevole, maggio 2026.