Tadej Pogačar continua a dominare il ciclismo mondiale, ma secondo Alejandro Valverde non bisogna arrivare alla conclusione che lo sloveno sia imbattibile. L’ex campione spagnolo, oggi commissario tecnico della Nazionale iberica, ha ricordato la sfida con il fuoriclasse della UAE Team Emirates XRG nel finale della propria carriera, quando riuscì addirittura a metterlo seriamente in difficoltà nonostante avesse ormai 42 anni. Un ricordo che alimenta anche una domanda inevitabile: cosa avrebbe potuto fare Valverde contro Pogačar nel pieno del suo prime?

“Non so se avrei potuto batterlo, ma a 42 anni quasi ci sono riuscito”

Valverde non si è nascosto davanti alla domanda e ha riconosciuto innanzitutto la superiorità dell’attuale dominatore: “Non so se avrei potuto batterlo. Quello che mi è chiaro è che Pogačar è il miglior ciclista del mondo. Al momento ci sono corridori molto bravi, ma nessuno è al suo livello”. Poi, però, è arrivato il ricordo che rende il confronto particolarmente intrigante: “Non so se al mio apice, a 20 o 30 anni, avrei potuto fargli ombra; quello che è certo è che prima del mio ritiro ho avuto l’opportunità di lottare contro di lui nel mio ultimo anno: non sono riuscito a batterlo, ma l’ho quasi sconfitto alla Strade Bianche del 2022, a 42 anni”, ha raccontato Valverde a Diario del Triatlón.

Quel riferimento porta direttamente al 5 marzo 2022, quando Pogačar conquistò la Strade Bianche con un’azione devastante, ma alle sue spalle arrivò proprio il veterano spagnolo. Valverde chiuse secondo a 37 secondi, davanti a Kasper Asgreen, in una delle prestazioni più impressionanti della parte conclusiva della sua carriera. Pogačar aveva appena 23 anni, mentre Valverde si avvicinava ai 42: un risultato che, a distanza di anni, permette ancora allo spagnolo di chiedersi cosa sarebbe potuto accadere con qualche anno in meno sulle gambe.