Anche le gelaterie sentono il peso dei rincari. Passion fruit, ananas e mango, e i gusti combinati come pesca-papaya, cocco-maracuja, mango-ananas. Sono questi i gusti del torrido ferragosto 2026 per i rodigini amanti del gelato. Ma anche chi lavora nel settore sente il peso della congiuntura economica.

“Rispetto ad un paio di anni fa registriamo un aumento drastico di tutte le materie prime – spiega Luciano Toso gelataio di iscritto a Cna a Padova e Rovigo e titolare della gelateria Fantasy-Academy di RovigoLatte zucchero hanno e le altre materie prime hanno visto aumenti tra il 15 e il 25%. Nel frattempo anche le bollette crescono fino, ed oltre, il 20% per chi non ha avuto l’accortezza di entrare in consorzi di acquisto che di fatto danno la possibilità di calmierare un po’ i costi”. Ecco spiegati gli aumenti dei costi del gelato artigianale arrivati a toccare la soglia dei 30 euro al chilogrammo anche in provincia di Rovigo. “Chi produce un prodotto di qualità, ha una clientela consolidata e la forza per affrontare un aumento dei costi che riguarda anche il packaging (le vaschette per il gelato sfuso arrivano a costare dai 75 centesimi l’una fino a molto di più per i prodotti più ricercati) riesce a tenersi a galla anche proponendo aumenti della pallina fino al 10-20% – continua Toso – Ma per tanti altri non c’è altra via che la chiusura. Un fenomeno che iniziamo a riscontrare anche noi”. E la percezione di un settore che inizia a segnare qualche cedimento in termini di presenza sul mercato può essere un vantaggio per chi rimane, ma ipoteca un settore che vale nel rodigino circa 15 milioni di euro ogni anno, che contava fino a questo inverno circa 100 gelaterie e dava lavoro ad oltre 250 persone.

“Noi siamo artigiani e di fronte a noi ogni giorno ci sono i nostri clienti – conclude l’artigiano di Cna Padova e Rovigo. – Persone che conosciamo e che sono parte della nostra comunità. I fenomeni come la “shrinkflation”, l’inflazione occulta che vede alcuni produttori industriali ridurre il volume di prodotto nelle confezioni a parità di prezzo, non ci appartiene. Altrettanto non ci appartengono fenomeni come l’overrun, la quantità d’aria incorporata nel gelato durante la mantecazione. Uno stratagemma per aumentare i volumi di prodotto molto usato soprattutto dai produttori industriali. Noi siamo gente che lavora sodo e crede nell’onestà di un lavoro che conta sulla qualità degli ingredienti, del know how e del prodotto. Per questo siamo profondamente convinti che la norma che ha introdotto una stretta fondamentale sull’uso dei termini “artigianato” e “artigianale”, ora riservato esclusivamente alle imprese regolarmente iscritte all’albo delle imprese artigiane, sia una forma di tutela doverosa per i consumatori e le imprese. Una tutela però che non sempre è sufficiente se manca l’attenzione necessaria ad un tessuto economico di micro e piccole imprese”.