di
Federica Vivarelli
Victoria, Sonia, Vanessa e Molly, piemontesi per scelta, hanno deciso di raccontare il loro nuovo mondo: «Torino non ti colpisce subito. Si rivela lentamente. Non pensate di capirla in un giorno, vive nei dettagli»
Arrivano da mondi che si sognano dall’Italia: il Texas, il Canada, New York e anche la campagna inglese. Eppure hanno scelto il Piemonte. Non per una vacanza, ma per viverci. Il motivo? «Non c’è un’esperienza che qui non mi piaccia», perché «era una città speciale e la mia vita stava per cambiare per sempre», perché «sentivo il desiderio di riscoprire le mie radici italiane, cambiare ritmo, vivere una vita più ricca di significato, di relazioni e di cultura», perché è «conveniente, incredibilmente vivibile a piedi, piena di architettura bellissima e, in qualche modo, ancora sottovalutata».
Piemontesi per scelta
Parola di Victoria, Sonia, Vanessa e Molly: quattro strangers internazionali per origine, piemontesi per scelta. Non sono influencer nel senso tradizionale: non inseguono collaborazioni, non costruiscono format. Usano i social come un diario digitale. Blog, Instagram, TikTok per tenere un filo con chi è lontano, raccontare un trasferimento, fissare la vita quotidiana. Alcune, come The Tenacious Blonde, hanno trovato un pubblico ampio (oltre 30 mila follower) ma la logica resta quella del racconto personale.
Lo fanno in inglese, parlando di risotti alla «bone marrow» (midollo) alla sagra di Sessame di Asti a maggio e dello stupore nel vedere i Toret con acqua potabile che scorre in ogni stagione. È qui la differenza rispetto a molti stranieri di passaggio: non cercano la città da cartolina, ma una città in cui vivere davvero. E proprio per questo, paradossalmente, finiscono per renderla desiderabile agli occhi di chi guarda da fuori, da oltre le Alpi.
Dal Texas a Superga
Sonia Laura Castaneda, texana, nell’ultimo post ha spiegato «Why move in Turin». È arrivata nel 2009, dopo aver conosciuto il marito torinese a Dallas. «Avevo iniziato un blog per raccontare il trasferimento, le ricette di mia suocera, la nascita delle mie figlie. Era un diario». Poi l’approdo sui social. La prima immagine che l’ha stregata è quella dalla Basilica di Superga: «Ho capito che la mia vita stava per cambiare per sempre». Oggi la seguono americani che stanno per trasferirsi: «Mi scrivono per chiedere informazioni. Mi dà tanta soddisfazione: adoro questa città», racconta sul profilo «Sonia in Turin».
Toronto-San Salvario
Vanessa Reidt, canadese, continua: «Quando ho iniziato a valutare dove trasferirmi in Italia ho preso in considerazione Roma, Milano, Firenze, Bologna e infine Torino. Mi sono concentrata soprattutto sul costo della vita, perché arrivavo da una città molto cara e non volevo ritrovarmi nella stessa situazione economica». Da allora è «The Tenacious Blonde»: nell’ultimo post ha spiegato dove bere un buon cocktail a Torino, in quello precedente ha dedicato un video a via Barbaroux. «A Toronto ero esausta. Ritmo frenetico, inverni gelidi. Qui ho trovato un ritmo diverso, più umano». Grazie alla nonna lucana ha ottenuto la cittadinanza italiana. «Torino era la più accessibile. Non volevo ritrovarmi nella stessa situazione economica di Toronto». Non l’aveva mai vista prima: «Mi sono fidata dell’istinto». Oggi cita Palazzo Reale, Monte dei Cappuccini, il Museo del Cinema, il Valentino. E avverte: «Evitate i mesi più caldi: fa davvero caldo e molti chiudono per ferie».
New Yorker in Torino
Molly Bossardt, «American in Torino» per i social, aggiunge: «Torino non ti colpisce subito. Si rivela lentamente». E lo dice lei che è nata e cresciuta a New York. «Tutti parlano di Roma, Firenze e Milano. Ma se parliamo davvero di vivere in un posto penso che Torino vinca». Il visto per nomadi digitali ha reso possibile il sogno di trent’anni. «Per il visto dovevo avere un contratto d’affitto prima della domanda. Volevo costi bassi, una città vera, vivibile a piedi. Torino era perfetta». E dire che non c’era mai stata: «Torino non ti colpisce subito. Si rivela lentamente». La sua esperienza preferita è la corsa «Torino 10K»: «Correre circondata da migliaia di persone mi ha fatto sentire parte della comunità». E il consiglio è netto: «Non pensate di capirla in un giorno. Torino vive nei dettagli».
Anche dal Regino Unito
Victoria Peel Yates, da Alba, aggiorna il suo blog «Secret Piemonte» e ride quando parla del dialetto dell’Alta Langa: «Ho capito che ci sono tante bestemmie, ma la mia espressione preferita è tut bin — dice con un perfetto accento inglese —. Abitavo in Inghilterra, poi per amore sono arrivata qui ad aprile scorso». Nell’ultimo post ha messo in fila i suoi piatti preferiti: carne cruda, risotto al vino rosso, agnolotti al plin, giardiniera.
Ambasciatrici online
La domanda sorge spontanea: ci sono quindi texani, newyorkesi, canadesi e inglesi che leggono i loro diari social e arrivano in Piemonte? Sonia conferma: «Si, alcuni familiari e amici adesso vogliano tornare». La segue Vanessa: «Una ragazza americana si è trasferita anche grazie a un mio video». Continua Molly: «Ricevo messaggi da molti americani e altre persone anglofone che stanno pianificando di trasferirsi». Victoria parla di «domande di curiosità su come si vive a Torino e ad Alba».
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17 agosto 2026 ( modifica il 17 agosto 2026 | 08:50)
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